Pubblicato da: giulianolapostata | 15 giugno 2017

Alcune ‘bizzarre’ considerazioni sull’Omeopatia

La Repubblica – 11/12/04

 

“Omeopatia inutile”: Piero Angela assolto. Era accusato di diffamazione

 

Roma. La Corte d’Appello di Catania, come rende noto la Società Italiana di Medicina Omeopatica (SIMO), ha assolto Piero Angela dall’accusa di diffamazione nei confronti degli omeopati. Il conduttore aveva trasmesso un servizio contro l’omeopatia durante la trasmissione Superquark dell’11 luglio 2000, per il quale era stato rinviato a giudizio per diffamazione aggravata a danno dei medici omeopati. Il processo di primo grado aveva provato l’esistenza del reato commesso, ma Angela era stato assolto per una “causa di giustificazione”. La procura Generale di Catania aveva impugnato tale sentenza, chiedendo invece la condanna dell’imputato.

 

Dunque ora possiamo dirlo anche pubblicamente: l’omeopatia è un’illusione, e gli omeopati sono mercanti di nulla in pillole, oltretutto spropositatamente costose. Non che avessimo qualche dubbio in proposito, naturalmente, ma questa notizia ci fornisce anche l’occasione per qualche riflessione che potrebbe essere interessante.

Cos’è dunque l’omeopatia? Essa non è altro che la magia, cacciata dalla porta dai furori positivisti, e rientrata dalla finestra per i terrori postmoderni. Per millenni l’umanità, per curare i suoi malanni, si è avvalsa delle pozioni di stregoni e sciamani, poi degli amuleti di questo o quel Dio pagano, e poi ancora delle reliquie di questo o quest’altro santo cristiano. Scelte non solo assolutamente rispettabili – ognuno è libero di credere in ciò che vuole – ma spesso anche efficaci, se è vero – come spiega James Frazer – che la magia funziona se ci si crede. Poi però sono arrivati l’Illuminismo, il Razionalismo, la Rivoluzione Industriale, lo Scientismo, il Positivismo, la Tecnologia,  che hanno sancito la morte di Dio e del Sacro, e come corollario hanno additato al dileggio ed al disprezzo universale la medicina ‘tradizionale’, elevando agli altari un nuovo Dio, la medicina ‘scientifica’: essa sola aveva il ‘potere’ di ‘salvare’ l’Umanità da ogni male. L’Umanità si è adeguata, e ci ha provato. E’ andata così così: qualcosa di buono ce l’ha guadagnato – i vaccini, gli antibiotici, la chirurgia, il sistema ospedaliero: anche se non sempre tutto ciò funziona – ma molto ha perso, in termini di attenzione all’individuo, di rapporto infranto tra natura e persona, di armonia universale perduta. Inoltre, senza Dei, ben presto l’umanità si è sentita sola, smarrita, infelice. Questo mondo orribile – che ha tagliato ogni sua radice con l’Universo, divenendo un unico grande laboratorio scientifico-tecnologico, ove ‘ogni cosa che può essere fatta viene fatta’ – le è divenuto sempre più estraneo, le ha fatto sempre più paura. Così è stato, appunto, anche per la medicina. Sentendosi sempre più soli di fronte a questa medicina ‘perfetta’, ma dis-umana e fredda, gli uomini sono andati in cerca di qualcosa di ‘nuovo’ (!), di più ‘naturale’ (!!), di più ‘puro’ (!!!). Attenzione, però: troppo forte era stato, almeno nelle persone cosiddette ‘istruite’, il lavaggio scientista del cervello perché si potesse tranquillamente tornare dalla mammana dietro casa. Ecco dunque nascere l’omeopatia, questa creatura assurda che ha tutte le apparenze della scienza e tutta la sostanza della magia. Sembra scienza, perché ciancia di particelle, di microquantità, di dosaggi, di pillole, di metalli e minerali, di posologie, di analisi e ciarpame vario; ma è magia, perché della magia possiede le caratteristiche prìncipi, cioè la sua assoluta non verificabilità – guarda un po’! – scientifica, e la necessità della presenza della ‘fede’ per funzionare. Quel che è irritante, dunque, non è il fatto che qualcuno abbia voluto sfuggire alla desolazione della scienza per tornare alla ricchezza dell’Universo magico – il che sarebbe, da un certo punto di vista, un segno di resipiscenza – ma che lo faccia vergognandosene, gabellando per ‘nuova scienza’ quella che non è altro che la vecchia magia, pretendendo di dare una veste ‘scientifica’ a ciò che Scienza assolutamente non è e non può essere, “per la contraddizion che nol consente”.

Perché non abbiamo mai il coraggio di dire che abbiamo paura?

 

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