Pubblicato da: giulianolapostata | 12 maggio 2017

Il diritto di vivere e di morire come ci pare

QUESTA E’ LA MAIL CHE HO APPENA SPEDITO A CORRADO AUGIAS, ALLA REDAZIONE DI “REPUBBLICA”

 

Da: Giulianolapostata [mailto:giulianolapostata@gmail.com]
Inviato: venerdì 12 maggio 2017 09:28
A: Repubblica Augias
Oggetto: Il diritto di vivere e di morire come ci pare
Priorità: Alta

 

Gentile Sig. Augias,

                                 ecco che Marco Cappato (cui va tutta la mia stima) è inquisito di nuovo, e mi pareva impossibile che qualche zelante tutore dell’ordine non cercasse di rimettere le cose in riga, allineandosi, magari inconsciamente, ai diktat con cui la Chiesa Cattolica da secoli pretende di sindacare sulle nostre scelte più intime e personali.

Qualche anno fa, ricordo di aver letto su Repubblica la lettera della figlia di un giornalista che raccontava la morte serena di suo padre nel suo letto. Non ricordo i nomi, ma mi si sono fissate in mente le sue parole: “Mio padre è morto come avrebbe voluto, a casa sua col gatto sulle coperte”. Così vorrei poter morire anch’io. A casa mia, nella mia stanza, tra le mie cose, coi libri che mi guardano e ai quali ho dedicato un’intera esistenza, la mia dolcissima gatta che ronfa sui miei piedi e tenendo la mano di mia moglie, l’angelo custode della mia esistenza. Eppure la Letteratura, dal Settecento in poi, ci offre numerosissimi esempi di scelte come questa. Perché oggi non è più possibile? Perché dobbiamo essere strappati ai nostri affetti per essere rinchiusi in una squallida stanza d’Ospedale? O perché – tutto sommato peggio ancora – dobbiamo affrontare un viaggio lunghissimo, faticoso e doloroso, e spese fortissime, per ritrovarci poi ancora una volta tra pareti estranee che saranno l’ultima cosa che vedremo? Perché – ed è questo il punto – non ci viene data la possibilità di avere nella nostra casa i mezzi per scegliere la strada del nostro addio? Non capisco bene se si tratti, appunto dell’ennesimo scotto che dobbiamo pagare all’oppressione cattolica o se sia una nuova versione di Stato Etico; quello che so con certezza è che qualsiasi scelta ci venga ‘imposta’, in quel momento, è immorale e feroce, se non rispetta la nostra libertà. Quello che so con certezza è che, in un modo o nell’altro, in quel momento io non subirò scelte volute da altri, e troverò la mia via d’uscita.

Cordialmente.

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: