Pubblicato da: giulianolapostata | 16 gennaio 2017

TIMEO DANAOS ET DONA FERENTES, ovverosia l’ultimo regalo avvelenato di Babbeo Renzi ai Docenti italiani

Come forse molti sapranno, prima di essere travolto dal ridicolo del fallito referendum, il Pignattaro volle fare un ultimo regalo agli Insegnanti italiani: il Bonus Docenti.

L’aveva fatto anche l’anno scorso, peraltro, e funzionava così. Sul CC dei docenti venne accreditata la somma di 500 €. Il docente andava a comprare ciò che gli serviva (s’intende: non una crociera alle Bahamas, ma solo materiali relativi all’aggiornamento), si faceva rilasciare uno scontrino, e alla fine dell’Anno Scolastico consegnava gli scontrini alla Segreteria della sua Scuola.

Semplice, no? Certo, troppo semplice, per cui i genii che lavoravano con lui – tra i quali Crapapelada, al secolo Davide Faraone, allora Sottosegretario all’Istruzione (Laureato in Scienze politiche dopo sedici, diconsi 16, anni di frequenza) – ebbero un’idea. Si rivolsero ad uno dei principali think tank del MIUR, l’UCCS (Ufficio Complicazione Cose Semplici), il quale partorì la luminosa pensata dello SPID. Di cosa si tratti, penso che molti lo sapranno già e del resto lo capirete leggendo più avanti. Dico solo che le procedure informatiche per accedervi erano di tale difficoltà che moltissimi Colleghi, imbufaliti, dopo ore passate alla tastiera a bestemmiare in inutili tentativi, rinunciarono al Bonus, consigliando ai Dirigenti del Miur di farne l’uso che ritenessero più consono alle loro preferenze …

Quanto a me, conoscendo le mie scarsissime capacità informatiche (praticamente sono un ‘utilizzatore finale’, come diceva l’Onto ai suoi tempi), decisi di rivolgermi ad un amico, espertissimo in questo campo. Prima di lasciare la parola a lui, vorrei precisare che la persona in questione si guadagna (profumatamente) da vivere da anni producendo software aziendale. Dunque, un cretino proprio non è.

Quello che segue è il suo racconto della grottesca odissea che ha dovuto affrontare. Non aggiungo altro, se non un piccolo particolare. È un amico, sì, ma non lavora per la gloria, per cui il suo impegno ha dovuto essere ricompensato: detraendo, naturalmente, la parcella da quel famoso Bonus.

Ed ora, buon divertimento: “Parlare e lagrimar vedrai insieme” avrebbe detto il Padre Dante …

“Scrivo questa mail per raccontarVi una storia realmente accaduta.
Il giorno 20/11/2016 un caro amico chiese il mio aiuto per abilitare il nuovo servizio denominato SPID da collegare al servizio Carta Del Docente, il nuovo servizio per il Bonus che coinvolge i docenti Italiani.
Lo fece perché, conoscendo le mie capacità nel destreggiarmi all’interno del WEB, pensava che sarebbe sicuramente risultato più semplice a me che a lui.
Sicuro di impiegarci pochi minuti, accettai.
Entrati nel sito per la registrazione al servizio Carta Del Docente, immettemmo i suoi dati per ottenere l’accesso.
Fin qui tutto bene.
Come saprete però, per fruire di questo beneficio ci si deve anche registrare presso un ente terzo che certifichi che le spese sostenute sono coerenti a quanto stabilito dalla Legge che regolamenta tale iniziativa concessa dal governo.
Questi enti certificatori sono in sostanza quattro: Poste ID, Sielte ID, TIM ID e Infocert ID. Per comodità scelsi Poste ID che conoscevo già.
Una volta registrato anche lì, le possibilità per ricevere da Poste l’accesso allo SPID erano solamente tre: essere in possesso di una registrazione al sito Poste Italiane come correntista, cosa che noi non avevamo; una volta ricevuta la documentazione via mail recarsi allo sportello postale abilitato SPID più vicino per far abilitare lo SPID; oppure pagare 14,50 Euro ed attendere che un incaricato delle Poste ti portasse la documentazione certificata già abilitata direttamente a casa.
Essendo in periodo di malattia il mio amico scelse quest’ultima soluzione.
Il 25/11/2016 arrivò tutto regolarmente.
Da qui inizio il nostro incubo.
Primo accesso, negato per credenziali non conformi: eppure erano giuste.
Aspettammo l’indomani, per riprovare: magari il server non aveva ricevuto i dati.
Nuovo tentativo di accesso, il 27/11/2016: nuovamente credenziali errate.
Chiamo il numero per assistenza del sito Carta Del Docente: niente, linea sovraccarica, non rispondono.
Provo il giorno seguente e riesco a prendere la linea.
Mi viene detto che non è un problema loro e di rivolgermi alle Poste.
Chiamo il numero delle Poste per avere assistenza, con difficoltà prendo la linea, spiego il problema, mi rispondono che le credenziali sono attive cinque giorni lavorativi dopo che il postino ha consegnato la documentazione.
Bene, lo comunico al mio amico, ci mettiamo il cuore in pace ed attendiamo il tempo stabilito.
Passati anche sette giorni riproviamo: nulla, ancora credenziali non corrette o inesistenti.
Era il periodo del ponte dell’Otto Dicembre; dico al mio amico di pazientare, magari in concomitanza delle festività lo sblocco poteva essere stato spostato.
Riproviamo il 12/12/2016: nulla, sempre la stessa cosa.
Decido di richiamare il servizio assistenza delle Poste: mi viene detto  che la registrazione era stata bloccata ma che l’avrebbero sbloccata entro due giorni.
Riproviamo dopo due giorni e … indovinate?! Giusto: non abbiamo ottenuto l’accesso.
Qui molti avrebbero mollato, ma io no, era diventata una questione di principio.
Richiamo l’assistenza delle Poste. Come al solito tempi infiniti di attesa, al terzo tentativo mi risponde l’operatore che senza troppi mezzi termini mi dice che le registrazioni fatte con il postino che porta la documentazione a domicilio per l’80% non vanno a buon fine e mi comunica che la registrazione da noi fatta è stata annullata. Chiedo, e i soldi pagati? Risposta: ‘Signore sa quanti pagano e poi non ottengono le credenziali, siamo sommersi dalle telefonate di lamentele’.
Ovvio, c’è da immaginarselo!
Chiedo: e ora cosa dobbiamo fare? Risposta: recatevi presso un Ufficio Postale abilitato e fate lì il tutto.
Bene, un po’ amareggiato cerco l’Ufficio abilitato. Si deve prendere appuntamento.
Prendo appuntamento, vado lì con il mio amico e mi registro immettendo nuovamente tutti i dati nel sito per la registrazione e faccio anche l’upload del documento di identità come richiesto dal sito. Lo faccio con il portatile proprio nell’Ufficio. Ricevo via mail il numero pratica. Finalmente, penso, ce l’abbiamo fatta!
Vado allo sportello, l’operatore controlla. Vedo che c’è qualcosa che non va. Mi dice: ‘E il codice fiscale non lo ha caricato?’.  ‘Non mi è stato richiesto durante la registrazione’,  rispondo. ‘Impossibile, ribatte. In ogni caso dovrà ripassare domani, per l’attivazione: ci vuole un po’ perché il sistema ci permetta di farlo. Deve ricevere la mail di conferma e poi venire da noi. Ora elimino questa registrazione non valida e dovrà farne una nuova con entrambi i documenti’.
Ormai afflitto torno a casa, ma ora è proprio una questione personale: mi hanno dato dello stolto e io sono sicuro che non mi è stato richiesto il codice fiscale.
Ripeto la registrazione e salvo ogni passaggio come screenshot.
Il sito non mente: nessun codice fiscale da inserire.
Prendo le stampe e il portatile con il nuovo codice pratica, l’email di conferma già ricevuta e vado nuovamente all’Ufficio Postale.
Questa volta però scelgo di far inserire la documentazione allo sportello dall’operatore. Così oltre a far notare l’errore del sito, se sbagliano sbagliano loro.
Faccio vedere all’operatore quanto fatto e riconosce che effettivamente non potevo inserire il documento mancante. 27/12/2016, ore 18.30: l’operatore procede con il caricamento dei documenti che va a buon fine.
Penso: finalmente è finita. No, no! Nonostante tutto sia ok e l’email di conferma sia stata ricevuta, sono dovuto tornare il giorno 28/12/2016 per attivare definitivamente questo maledetto servizio.
Notate: 20/11/2016 —— 28/12/2016. Vi sembra possibile?
Ma quel che conta è che ho vinto io!
Ed ora finalmente il mio amico può spendere il bonus insegnante”.

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