Pubblicato da: giulianolapostata | 31 dicembre 2016

Al “Fatto” non piacciono certi ‘fatti’ … (una notizia ed un Poscritto)

C’è stata, il 24 dicembre 2016, una notizia che avrebbe meritato la prima pagina di tutti i quotidiani del mondo. Per la prima volta da settant’anni, l’ONU ha stigmatizzato in una sua risoluzione la creazione di nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania. La prima volta. Dopo che per settant’anni il Popolo Palestinese ha subito genocidio ed etnocidio dall’occupante israeliano, impune grazie alla protezione del Grande Padrone Americano e della lobby ebraica negli USA. La prima volta. Ci sarebbe stato da aspettarsi titoli a nove colonne, no?! E invece sì, per carità, la notizia è stata data da tutti i quotidiani (quasi tutti, come vedremo tra poco), ma senza eccessive enfasi e clamori, quasi a volersela far perdonare, quasi a voler chieder scusa per questo svarione dell’ONU: si vede che, con tutte le nazioni che ci sono sedute lì, si devono essere distratti un attimo …

Ma c’è stata anche un’altra notizia, forse ancor più importante, che avrebbe meritato di essere annunciata con lo shofar nelle piane di Palestina, ed è che Il Fatto Quotidiano, questa notizia, non l’ha data. Silenzio assordante, bronzeo, granitico. Solo nei giorni successivi qualche francobollo, ben nascosto nelle pagine interne, ha informato i lettori dell’avvenimento, ma c’è voluta una settimana (una settimana intera!) prima che venisse pubblicato un articolo – l’ottimo pezzo di Gianluca Ferrara (http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/30/criticare-israele-si-puo-e-non-chiamatemi-antisemita/3286840/) – che non solo dava la notizia per intero, ma, finalmente l’accompagnava anche con alcune sacrosante considerazioni sulla politica estera israeliana. Meglio tardi che mai, per carità, anche se, sinceramente, a me questa settimana di silenzio ha fatto venire in mente i pirati della strada che prima, dopo aver tirato sotto qualcuno, fuggono, e poi dopo un’oretta tornano a vedere com’è andata.

Sappiamo benissimo che al Fatto alligna da tempo un manipolo di amici di Israele, che per “l’unica democrazia del Medio Oriente” (sticazzi!) nutre uno sfrenato penchant. Potremmo anche elencarli uno per uno, ma forse in questo caso ’l tacer è bello’. Tuttavia non si può fare a meno di ricordare alla Redazione del Fatto quello che – secondo Lamberto Sechi, storico direttore di Panorama dei bei tempi – dev’essere il comandamento di ogni buon giornalista: “I fatti separati dalle opinioni”. Qui il fatto c’era, ma evidentemente l’opinione deve avervi fatto aggio, e così, alla nuda verità, si è preferita questa figuretta da cioccolatini.

Buon pro gli faccia. Questo certo non muterà né in peggio né in meglio il dramma della Palestina. Ma per quanto ci riguarda, certamente muterà la composizione della mazzetta di quotidiani da leggere ogni mattina. Ad pejora.

POSCRITTO

Giova anche far notare che il pezzo di Ferrara, non solo è uscito dopo una settimana, ma è apparso solo nell’edizione on line del “Fatto”, e mai su quella cartacea. Sayanim di tutto il mondo unitevi.

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