Pubblicato da: giulianolapostata | 31 ottobre 2016

Io voto NO

Pubblicato sul sito del Comitato NO AL PEGGIO

AVVOCATI E REFERENDUM COSTITUZIONALE

I sottoscritti avvocati del Foro di Trieste, in relazione al prossimo referendum avente oggetto la
riforma della Carta costituzionale approvata dal Parlamento, ritengono loro dovere civico di rendere
edotti i cittadini delle motivazioni, che di seguito si enumerano, per le quali intendono votare “NO”
al referendum in questione.

Un tanto, accantonando con il massimo rigore le personali simpatie politiche, che tra i sottoscrittori
sono le piu` varie, ma rimanendo strettamente ancorati ad una mera valutazione tecnico-giuridica,
formulata sulla scorta della rispettiva formazione culturale e sulla comune consapevolezza della
funzione pubblica e sociale della professione forense.

1) La c.d. “Riforma Boschi” e` una legge dal contenuto disomogeneo che sottende a tre complesse
questioni di rilevanza costituzionale e che comprendono la modifica di ben 40 articoli della Carta
che trattano di temi del tutto dissimili. A fronte di tale complessa articolazione l’elettore sarà
chiamato ad esprimersi con un semplicistico SI o un NO, con palese violazione sia della sovranità
popolare (art. 1, comma II, Cost.) e sia della liberta` di voto (art. 48 Cost.).

2) La c.d. “Riforma Boschi” e` frutto di un’iniziativa governativa e non di iniziativa parlamentare
come invece avrebbe dovuto essere secondo il nostro sistema costituzionale e secondo gli
insegnamenti dei nostri padri costituenti, giacche´ la Costituzione rappresenta la legge fondamentale
dello Stato e non un atto di parte, ovvero solo di quelle parti che appoggiano un governo. Tale
“tecnica” legislativa ha di fatto abbassato l’approvazione della riforma della Costituzione al livello
dell’iter di una legge ordinaria, dove oggi prevalgono interessi di parte e (purtroppo) strafalcioni
letterali e giuridici che rendono i testi normativi di difficile e controversa lettura anche per i tecnici
del diritto.

3) La c.d. “Riforma Boschi” (approvata dalla Camera con 361 voti su 630!) e` stata decisa da un
Parlamento sul quale pesano fondati dubbi di legittimazione, a seguito della nota sentenza della
Corte Costituzionale, n. 1 dd. 13 gennaio 2014 con la quale e` stata cassata la legge elettorale
previgente (c.d. Porcellum) e cioè con parlamentari “nominati”, insicuri di essere rieletti e perciò
esposti ad abituali cambi di casacca (in questo stralcio di legislatura i passaggi da un gruppo
parlamentare all’altro sono stati 325 tra Camera e Senato per un totale di 246 parlamentari).

4) La c.d. “Riforma Boschi” viola il diritto di elettorato attivo come forma di esercizio della
sovranità popolare (art. 1, comma 2, Costituzione), giacche´ la Costituzione garantisce l’elettività
diretta delle assemblee legislative, e non prevede affatto l’interposizione di elezioni di secondo
grado e/o indirette come disposte dalla riforma tramite i c.d. “grandi elettori regionali”. Per tacere
del fatto che la nomina a senatore dei sindaci (sulla quale la riforma nulla dice) collide con il
principio di ragionevolezza, posto che non e` dato di capire come sia possibile adempiere con
“disciplina ed onore” (Cost. art. 54) alle due assorbenti funzioni in contemporanea.

5) La c.d. “riforma Boschi”, in nome di una pretesa semplificazione dell’iter legislativo, aumenta i
procedimenti legislativi di approvazione delle leggi dagli attuali tre (procedimento normale,
conversione decreti legge, procedimento di riforma costituzionale) in otto (cfr. artt. 70, 71, 72, 73, e
77 Cost.) con conseguente fondato rischi di complicare in pejus la tempistica dei provvedimenti.
Oltre a dette stringate ma assorbenti ragioni, si ravvisano nella riforma altre contraddizioni che, per
motivi di economia espositiva, vengono qui evidenziate in modo sintetico:

6) La violazione del principio di eguaglianza e ragionevolezza a fronte della macroscopica
differenza tra il numero dei deputati (630) con quello dei senatori-sindaci e/o consiglieri regionali
(95).

7) L’inspiegabile allargamento ai senatori-sindaci e/o consiglieri regionali del privilegio
dell’immunità.

8) Il travaso inorganico di competenze legislative dalle Regioni ordinarie allo Stato per una
cinquantina di materie affastellate in 21 lettere dalla a) alla z), con rischio di un perenne conflitto di
attribuzioni.

9) L’inspiegabile ed illogico riparto dei numeri dei senatori in riferimento alle singole regioni (p.
es.: 14 senatori alla Lombardia e 2 al Friuli Venezia Giulia nella quale le minoranze linguistiche
rischiano di rimanere fuori gioco (art. 6 Cost.).

10) L’aumento da 50.000 a 150.000 firme per l’iniziativa legislativa popolare.

11) La contraddittoria compresenza di due forme di referendum abrogativo in base al numero dei
proponenti e dei votanti, con la trasparente mira di seppellire definitivamente tale guarentigia
costituzionale.

Infine, ultimo ma non ultimo, il potenziale esplosivo che rischia di sviluppare la “Riforma Boschi”
se valutata in uno con la nuova legge elettorale (il c.d Italicum).

Il connubio legislativo (Riforma Boschi – Italicum) rischia di far si che nella scontata ipotesi di
ballottaggio, il potere si concentri tutto nelle mani della sola forza politica che raccolga meno del
40% dei votanti e cioè, atteso il dilagante fenomeno dell’astensione, che rappresenti solo il 25% del
corpo elettorale.

Questioni e rischi questi per i quali si sono gia` spese le critiche di costituzionalisti di indiscusso
spessore, al di fuori e al di sopra di ogni speculazione partitica, e ai quali gli scriventi fanno qui
riferimento, contestando il merito della “Riforma Boschi” che, col preteso stimolo e collegamento
con le esigenze di modernità e asserita governabilità del Paese, rischia invece di provocare guasti
insanabili al nostro ordinamento democratico che costituisce patrimonio di noi tutti e che tutti siamo
chiamati a difendere.

Elisa Adamic, Stefano Alunni Barbarossa, Renzo Baldo, Matteo Belli, Bogdan Berdon, Janez
Berdon, Franco Berti, Gabriella Berti, Carlo Berti, Andrea Bitetto, Jose Biteznik, Nicoletta
Bonina, Maurizio Braida, Fabio Campanella, Antonio Caragliu, Alessandro Carbone, Massimo
Carretti Martina Chiapolino, Andrea Commisso, Sandro Contento, Alessandro Cuccagna,
Antonia D’amico, Raffaella Del Punta, Andrea Di Roma, Umberto Ercolessi, Guido Fabbretti,
Mario Famularo, Angela Filippi, Andrea Frassini , Gabriella Frezza, Lara Lakic , Raffaele Leo,
Domenico Lo Buono, Giuliano Loiudice, Dario Lunder, Alberto Kostoris, Marco Meloni, Peter
Mocnik, Micol Minetto, Giuseppe Muscolo, Fabio Nider, Fabia Novajolli, Francesco Oliva, Sara
Pecchiari, Cesare Pellegrini, Lorenzo Pistacchio, Alberto Polacco, Andrea Polacco , Carmine
Pullano , Mirella Pulvento, Giulio Quarantotto, Mitja Ozbic, Sandra Racchi, Antonio Regazzo,
Mario Reiner, Gianluca Rossi, Pierpaolo Safret, Mirta Samengo, Giuseppe Sbisà, Cesare
Stradaioli, Gianluca Teat , Francesca Todone, Cinzia Torre, Daniela Triolo, Augusto Truzzi,
Giuliana Vascotto, Giovanni Ventura, Fulvio Vida, Sergio Vida, Gianni Zgagliardich

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