Pubblicato da: giulianolapostata | 31 ottobre 2016

Io voto NO

GUIDA AL REFERENDUM – 22-10-2016

 

  1. La trappola della velocita’

Quando si prendono decisioni importanti non si discute mai abbastanza. Quando si fanno le leggi, piu’ ci si pensa e meglio e’. La democrazia e’ un processo decisionale lento e paziente; come scrisse Guido Calogero si contano tutte le teste invece di romperle. Solo le dittature sono veloci, velocissime, e il frutto di quella velocita’ e’ sempre e solo la schiavitu’ e la morte di innumerevoli esseri umani.

  1. La trappola del risparmio

Da quando in qua per risparmiare quattro baiocchi occorre massacrare la Costituzione, che e’ la legge a fondamento di tutte le nostre leggi, la base del nostro ordinamento giuridico e quindi della nostra civile convivenza? Da quando in qua per risparmiare quattro baiocchi occorre distruggere la forma istituzionale repubblicana del nostro paese e sostituirla con la dittatura del governo, ovvero con la dittatura del capitale finanziario transnazionale di cui il governo in carica e’ servo sciocco? Per ridurre i costi dell’attivita’ parlamentare basterebbe una legge ordinaria che riduca gli emolumenti a tutti i parlamentari portandoli a retribuzioni ragionevoli.

  1. La trappola della governabilita’

Cio’ che si nasconde dietro la parola magica – ovvero la cortina fumogena – della “governabilita’” altro non e’ che il potere dei potenti di imporre la loro volonta’ e i loro abusi senza opposizioni e senza controlli. La governabilita’ non e’ ne’ un valore ne’ un bisogno in nome del quale devastare la democrazia, lo stato di diritto, i diritti civili, politici e sociali che ad ogni persona appartengono.

  1. Elogio del perfetto bicameralismo

In un parlamento due camere sono meglio di una: se nell’una si commette un errore l’altra puo’ correggerlo; se nell’una prevale un’alleanza di corrotti l’altra puo’ contrastarla. Due camere si controllano reciprocamente. Cosi’ si sbaglia di meno. Benedetto sia il bicameralismo perfetto. La Costituzione degli Stati Uniti, fondata sul bicameralismo perfetto, in 229 anni ha subito pochissimi emedamenti e funziona bene.  La Costituzione Italiana in 68 anni ha già subito numerosi emendamenti, ma viene considerata vecchia, sorpassata, bisognosa della riforma di decine di articoli. Perché?

  1. Elogio della rappresentanza proporzionale

In una democrazia il potere e’ del popolo che lo esercita attraverso i suoi rappresentanti. Il parlamento che fa le leggi in nome del popolo deve essere rappresentativo di esso in modo rigorosamente proporzionale. Se invece una minoranza si appropria della maggioranza dei seggi quel parlamento non e’ piu’ democratico, diventa solo la foglia di fico di un regime oligarchico. E se il governo si sostituisce al parlamento nella sua funzione legislativa non solo quel parlamento diventa una foglia di fico per occultare l’oscenita’ del potere reale, ma quel potere non e’ piu’ ne’ democratico ne’ repubblicano: e’ diventato un’ oligarchia-autocrazia. Benedetta sia la rappresentanza proporzionale.

  1. Elogio del costituzionalismo, nemico dell’assolutismo

Il fine e il senso di ogni Costituzione e’ impedire o almeno limitare gli abusi dei potenti. Nelle societa’ divise in classi di sfruttatori e sfruttati, proprietari e proletari, governanti e governati, chi esercita funzioni di governo e’ costantemente esposto alla forza corruttiva del potere. Nessun potere deve essere assoluto, ogni potere deve avere limiti e controlli. Benedetto sia il costituzionalismo, nemico dell’assolutismo.

 

  1. Una repubblica parlamentare, non una dittatura

Attraverso il “combinato disposto” delle due riforme (riforma costituzionale,  nuova legge elettorale) il Governo di Renzi, appoggiato dai poteri forti (finanza mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Banca Morgan, Governo degli Stati Uniti, Confindustria, Nato, Stati Uniti) mira a esautorare il Parlamento, appropriarsi di fatto del potere legislativo, ridurre il Parlamento a un giocattolo nelle sue mani, creare un Senato non più eletto dal popolo: un vero golpe per annientare la sovranità popolare e la separazione dei poteri, fondamenti dello stato di diritto.

  1. No al golpe, difendiamo la Costituzione della Repubblica italiana

Nel referendum del 4 dicembre si vota per dire si’ o no al golpe. Chi vota si’ accetta il golpe che distrugge il parlamento eletto dal popolo e la democrazia costituzionale. Chi vota no difende il parlamento eletto dal popolo, lo stato di diritto, la democrazia costituzionale e quindi si oppone al golpe. No al golpe. No al fascismo. No alla barbarie. Al referendum votiamo NO. Senza odio, senza violenza, senza paura. Difendiamo la Costituzione della Repubblica italiana.

 

CENTRO  DI  RICERCA  PER  LA  PACE  E  I  DIRITTI  UMANI

01100 -VITERBO, strada S. Barbara 9/E, tel. 0761353532

e-mail:

nbawac@tin.it

centropacevt@gmail.com

centropaceviterbo@outlook.it

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: