Pubblicato da: giulianolapostata | 17 ottobre 2016

A proposito di Dario Fo

Credo sia stato Flaiano, non ricordo dove e quando, a scrivere che ‘i campi d’Italia son seminati a retorica’. Geniale, come sempre, ma il Nostro aveva dimenticato un’altra messe che cresce florida nei territori della cultura italiana: l’ipocrisia. Di questo frutto faremo abbondantissima raccolta – anzi: sicuramente un’indigestione – nelle prossime ore e nei prossimi giorni, sulla stampa e in TV. Colonne di piombo (e, molto probabilmente, palinsesti rivoluzionati) per onorare il drammaturgo (autore di modestissimi canovacci, sdati e noiosissimi, che nessuno legge più da decenni). Per esaltare il Premio Nobel per la Letteratura. L’unico Nobel per la Letteratura conferito a chi di ‘letteratura’ non ne ha mai scritto una riga. Per ossequiare il tuttologo, che sulle piazze italiane ha insegnato Storia e Arte. E finalmente, poiché in Italia tutti i salmi finiscono in gloria, per incensare l’anticlericale che alla fine si è ritrovato a dialogare con Dio.

Tutto, statene sicuri, verrà dimenticato.

Verranno dimenticati i suoi trascorsi repubblichini, che pure hanno costituito un marchio d’infamia – giustamente, peraltro! – per Giorgio Albertazzi.

Verrà dimenticata la sua espulsione dalla RAI, nel 1959, per uno sketch satirico sul Presidente Gronchi.

Verranno dimenticati i molti anni di ostracismo che ebbe appunto dalla RAI, fino al rientro trionfale nel 1977 con le molte puntate del “Teatro di Dario Fo” (forse gli si stava preparando la strada per il Nobel? Un giorno bisognerà indagare sui promotori di quella sciagurata operazione, attuata quando in Italia era ancora vivo, ed immensamente più degno, un genio e poeta come Mario Rigoni Stern, ed erano scomparsi non da molto Primo Levi, Natalia Ginzburg ed Elsa Morante).

Verrà dimenticato il ‘feroce’ anticlericale, che in vecchiaia riscopre Dio, cosa di cui la Chiesa lo ha abbondantemente ringraziato (mia nonna, contadina semianalfabeta, diceva sempre: “Co ‘l corpo se frusta l’anima se giusta”. Quanta saggezza …).

Dunque prepariamoci, e portiamo pazienza. Del resto – tutta la Storia d’Italia ce lo insegna – quella per la Verità non è mai stata una passione nazionale, e anche in questo caso vale sempre il vecchio adagio napoletano:

Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto,
chi ha dato, ha dato, ha dato,
scurdámmoce ‘o ppassato,
simmo ‘e Napule paisá!

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