Pubblicato da: giulianolapostata | 1 marzo 2016

Marciare e non marcire (sui libri)

Cosa io pensi della sciocca crociata che si è scatenata recentemente contro i compiti a casa l’ho già detto (https://giulianolapostata.wordpress.com/2016/01/16/compiti-per-casa-che-passione/) e non mi ripeterò.

Torno sull’argomento per segnalare l’articolo “I compiti non finiscono mai”, di Laura Montanari, pubblicato sulla Repubblica del 26 febbraio. Si tratta di una penosa esposizione di rimasticature postsessantottine e pseudolibertarie, che non varrebbe nemmeno la pena di commentare, se non fosse per una frase che mi ha particolarmente colpito. Dice una mamma: “E’ una colpa per la scuola praticare sport? Perché si ostacola un’attività sana?”.

È tempo dunque di prenderne atto: fare sport è un’attività sana, pensare non lo è più.

Va bene così, e del resto simili posizioni si allineano con le linee guida di una scuola sempre più strutturata su ‘progetti’ e demenziali quiz Invalsi e sempre meno sullo studio e la riflessione.

Dunque, una modesta proposta.

Aboliamo lo studio di tutte le materie, chiudiamo le scuole e sostituiamole con un ufficio dotato di fotocopiatrice, che una volta l’anno invii a casa il Diploma.

Il Regno della stupidità si avvicina: eia eia baccalà. Certe mamme e certi papà saranno contenti.

 

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