Pubblicato da: giulianolapostata | 16 gennaio 2016

Compiti per casa, che ‘passione’ …

Lodi

Non ci sono parole per commentare l’intelligenza, la concisione, direi l’icasticità di questa lettera, pubblicata sul Venerdì dell’8/1/2016: degna risposta alla miseria delle polemiche contro i compiti a casa, che carsicamente riemergono ed avvelenano il lavoro della Scuola.

Di “fatica fisica” parla la Dott.ssa Lodi, e di “condivisione del mandato educativo”. Certo, è molto più semplice e meno ‘faticoso’ (e fa molto più figo, spesso fa addirittura ‘sinistra’) riempire ogni vacanza con viaggi, esplorazioni, ‘esperienze’, ma bisognerebbe ricordare anche quel vecchio proverbio veneto che dice: ‘Viajar descanta, ma se te parti mona te torni mona’.

Parla anche di compiti richiesti da chi è “più impegnato e motivato”. Impegnato nello studio, ovviamente; motivato ad apprendere, ovviamente. Bambini, cioè che chiedono meno corsi di ocarina, di ghironda o di tam-tam, e più ‘studio’; meno stages di pesca nel ghiaccio, di arrampicata sulle sequoie americane o di nuoto sincronizzato, e più ‘riflessione’ sul mondo che li circonda; meno seminari di danza circassa, di ricamo col bisso o di scultura sui chicchi di riso, e più ‘letture’ formative. Meno, insomma, di tutte quelle vuotaggini pseudo ‘formative’ con cui i genitori in genere soffocano il loro tempo libero. Bambini che chiedono di capire, sapere, imparare, ragionare, discutere: per crescere, nella mente e nello spirito. Ce ne sono molti, moltissimi. Direi anzi che possono essere la maggioranza, quando i loro Insegnanti siano i primi esempi di questa sete di arricchimento e di crescita, quando venga loro spiegata intimamente la funzione della Scuola e soprattutto quando il suo “mandato educativo” venga – appunto – “condiviso” dalle famiglie.

Purtroppo troppo spesso i bambini ‘subiscono’, com’è ovvio che sia, la visione del mondo dei loro genitori, e non possono che accettarne le scelte.

La ‘scelta’ vera, dunque, compete alla famiglia. Scegliere di allevare figli ‘responsabili’, coscienti del mondo, con solide radici nel patrimonio culturale del passato, o invece figli inconsistenti, semplicisti, superficiali, che sanno pochissimo di qualcosa, cioè niente di niente; figli ‘socializzati’ – nel senso di addestrati al rumore, alla dispersione, allo schiamazzo – ma privi di rapporti essenziali appunto con la società umana e civile, col loro passato, col mondo. Dei déracinés, o per dirla con parole più semplici, degli ignoranti.

Una scelta, quest’ultima, che non è estemporanea, ma trae ispirazione da quella scuola USA che sembra esercitare un’irresistibile attrazione su molte famiglie; quella scuola – e il loro cinema ce ne fornisce innumerevoli esempi – in cui qualsiasi  pitecantropo palestrato raggiunge i più alti vertici dell’istruzione purché assicuri al suo college o alla sua università brillanti risultati sportivi (e relativi introiti finanziari).

Ogni famiglia faccia la sua scelta, sapendo che le conseguenza di quella scelta ricadranno su tutta la società.

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Responses

  1. Mi inquieta molto il modo in cui scrivi perché invece di sostenere argomentando serenamente le tue idee descrivi con fare caricaturale e offensivo chi non la pensa come te: retaggio di una certa “cultura” di una certa sinistra che nel suo estremo delirio si unisce, nel cerchio infinito della vita, al suo estremo opposto. Ciao

    • Caro Andrea, puoi darmi serenamente del fascista: non c’è problema (una persona che credo tu conosca ha interrotto i rapporti con me dandomi del nazista antisemita: provenendo da un ottuso sionista come lui, è un titolo di nobiltà). E’ quel che succede quando, provenendo appunto da quella ‘Sinistra’ che tu ricordi, dogmatica ed assolutista, si comincia finalmente a ragionare liberamente con la propria testa. Alla prossima.

      • Il problema non é il ragionamento ma il metodo isterico-demagogico che lungi dall’essere “libero” è proprio fascita! Ma contento tu…

  2. […] della sciocca crociata che si è scatenata recentemente contro i compiti a casa l’ho già detto (https://giulianolapostata.wordpress.com/2016/01/16/compiti-per-casa-che-passione/) e non mi […]


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