Pubblicato da: giulianolapostata | 15 agosto 2015

Fratello dallo Spazio

Non viene mai ripetuta abbastanza quella che, secondo me, è una delle più grandi verità espresse nel secolo scorso: l’affermazione di Andy Warhol secondo cui, nella società della comunicazione di massa, ognuno avrà diritto ai suoi quindici minuti di celebrità.

Pare che li abbia avuti, e forse anche qualcuno di più, il ballerino americano Frank Willens, che il 19 luglio u.s., a Santarcangelo di Romagna, ha concluso la sua performance (Leone d’Oro alla Biennale di Venezia: ‘sticazzi!) pisciandosi in bocca.

Una volta uno così sarebbe stato qualificato come un povero sporcaccione nudo che faceva le porcherie in piazza. Sarebbe stato arrestato, si sarebbe fatto qualche mese di carcere e dopo esserne uscito, forse anche si sarebbe suicidato, travolto non tanto dalla vergogna quanto soprattutto dal ridicolo.

Oggi, invece, questo è un artista, e la sua è una performance.

E allora io, qui, lancio un appello. Se, come sappiamo, le nostre antenne e i nostri satelliti rimandano i nostri messaggi Internet in tutto lo Spazio, ebbene, ascoltatori di Plutone, se mi leggete io mi rivolgo a voi. Per favore: invadeteci. Se siamo arrivati a questo punto, invadeteci, per favore. Deportateci tutti, a lavorare come schiavi nelle miniere di Kazzalio di Urano. Cancellate la nostra specie dalla Terra, lasciandovi solo uccelli, cani, gatti, insetti, elefanti, armadilli, bradipi, ornitorinchi eccetera: tutte creature nobili, che una porcata idiota come questa non si sognerebbero mai di farla. Lasciamo questo bel pianeta a loro, che, tra l’altro, lo tratteranno molto meglio di quanto abbiamo fatto noi. E magari, chissà, dopo qualche milione di anni, può anche darsi che spunti qualche specie migliore della nostra: pensiamo positivo, come direbbe Babbeo Renzi.

Fratello dallo Spazio, io ti saluto.

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Responses

  1. Quanto hai ragione!

  2. Molto snodato, immagino, il nostro ballerino. Quanto al resto, piano a sbeffeggiarlo: in fin dei conti tratta il pianeta meglio di noi, che sbevazziamo acqua consumandola a tutto spiano (ma poi: l’acqua si consuma? Mi pare d’avere studiato che si trasforma e basta). Comunque sia, questa medaglia al merito gliel’appunto, s’intende, se il predetto beve la propria urina più spesso che può, non una volta tanto e denaturata come il Giacinto in sciopero della sete: se no, sarebbe solo esibizionismo. Al quale ultimo esercizio, peraltro, non legherei la mia libertà. Di lavorare in miniere spaziali – ma neanche terrestri, se è per questo – non mi va, specie se mi trovassi fianco a fianco con tanto signore: sai che consolazione. Viva pertanto – nel senso di “sèguiti a vivere” – anche chi si piscia in bocca, domani non se ne ricorderà nessuno. E ora scusate, m’è venuto lo stimolo di andare in bagno.
    Ciao, Giuliano!


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