Pubblicato da: giulianolapostata | 7 agosto 2014

Manifesto degli Anarcofuturisti russi, Karkov, 1919

Scopro nel mio inesauribile archivio questo testo incredibile. Ho un vago ricordo di averlo letto – e trascritto a macchina! – negli anni Settanta, ma non ricordo assolutamente dove. Ora ho digitalizzato quel foglio ingiallito, e ve ne faccio dono. Indipendentemente dal suo contenuto ‘ideologico’, penso converrete sulla sua abbagliante e sulfurea bellezza. Si tratta, secondo me, di uno dei più bei testi del Futurismo che io abbia mai letto. Spero di avervi fatto cosa gradita.

Manifesto degli anarcofuturisti russi

 

Ah-ah-ah, ah-ah, oh-oh!

Riversatevi nelle strade! Chi è ancora fresco e giovane e non disumanizzato, nelle strade! Il panciuto mortaio delle risate è sceso in piazza, ebbro di gioia. Il riso e l’amore si accoppiano con la melanconia e l’odio, stretti l’uno contro l’altro nella possente, convulsa passione del piacere bestiale. Viva la psicologia dei contrasti! Spiriti intossicati e ardenti hanno innalzato la bandiera fiammeggiante della rivoluzione intellettuale. Morte alle creature della routine, ai filistei, ai sofferenti di gotta! Fracassate con un rumore assordante la coppa delle tempeste vendicatrici! Abbattete le chiese e i musei, loro alleati! Fate saltare in mille pezzi i fragili idoli della civiltà! Ehi, voi, decadenti architetti del sarcofago del pensiero, guardiani del cimitero universale dei libri: fatevi da parte! Siamo venuti per togliervi di mezzo! Tutto ciò che è vecchio va sepolto, gli archivi polverosi vanno bruciati con la torcia di Vulcano del genio creativo. Davanti alle ceneri svolazzanti della devastazione mondiale, davanti alle tele bruciacchiate dei pomposi dipinti, davanti ai grossi, panciuti volumi dei classici, ormai bruciati, marciamo noi, gli Anarcofuturisti! Spiegheremo orgogliosi lo stendardo dell’Anarchia sulla vasta distesa devastata della nostra terra. Lo scrivere non ha alcun valore! Non c’è mercato per la letteratura! Non ci sono prigioni, non ci sono limiti per la creatività soggettiva! Tutto è permesso! Nulla è vietato!

I figli della Natura ricevono con estasi gioiosa il cavalleresco bacio dorato del sole e il ventre grasso, nudo e lascivo della terra. I figli della Natura, sboccianti dalla nera terra, incarnano le passioni di corpi nudi e lussuriosi, li comprimono tutti in un’unica coppa generatrice e gravida! Migliaia di braccia e di gambe si intrecciano in un unico mucchio soffocante ed esausto. La pelle s’infiamma di calde, insaziabili, mordenti carezze. I denti affondano con odio nella carne tiepida e succulenta degli amanti. Occhi spalancati, attoniti, seguono l’ardente, pregnante danza della lussuria. Tutto è strano, disinibito, elementare! La convulsione, la carne, la vita, la morte! Tutto! Tutto!

Questa è la forza del nostro amore! Possenti, immortali e terribili, siamo noi nel nostro amore!Il vento del Nord infuria nella testa dei figli della Natura. E’ apparso qualcosa di terrificante – un vampiro della melanconia! Perdizione! – il mondo sta morendo! Prendilo! Ammazzalo! No, aspetta! Grida frenetiche e penetranti lacerano l’aria. Aspetta! La melanconia! Nere, sbadiglianti ulcere d’agonia coprono il volto pallido e terrorizzato del cielo. La terra trema di paura sotto i colpi possenti e colmi d’odio dei suoi figli. Oh, cose maledette e spregevoli! Essi ne lacerano la carne tenera e grassa e seppelliscono la propria sfiorente ed affamata melanconia nel fiume di sangue e nelle fresche ferite del suo corpo. Il mondo sta morendo! Ah-ah-ah! Gridano milioni di tossine. Ah-ah-ah! Ruggisce il gigantesco cannone dell’allarme. Distruzione! Caos! Melanconia! Il mondo sta morendo! Questa è la poesia della nostra melanconia. Siamo privi di inibizioni. Il lamentoso sentimentalismo degli umanisti non fa per noi. Piuttosto, vogliamo creare la trionfante fratellanza intellettuale dei popoli, forgiata con la logica ironia delle contraddizioni, dell’odio e dell’amore. Difenderemo coi denti la nostra libera unione, dall’Africa ai due Poli, contro ogni amicizia sentimentale. Tutto ci appartiene! Al di fuori di noi non c’è che la morte! Innalzando la bandiera nera della ribellione, chiamiamo a raccolta tutti gli uomini che non sono stati disumanizzati e rimbecilliti dall’alito venefico della civiltà. Tutti per le strade! Avanti! Distruggete! Ammazzate! Solo la morte non ammette ritorno! Estinguete tutto ciò che è vecchio! Il tuono, il fulmine, gli elementi: tutto ci appartiene. Avanti!

Viva la Rivoluzione intellettuale internazionale!

Via libera agli Anarcofuturisti, agli Anarcoiperborei e ai Neonichilisti!

Morte alla civiltà mondiale!

 

Gruppo degli Anarcofuturisti

Karkov, marzo 1919

 

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Responses

  1. Bellissimo, ricordiamoci che questi eccessi creativi avrebbero dato linfa a Majakovskj, Esenin e compagnia bella.
    FerC

  2. Che vitalita’ gli anarcofuturisti russi!!! Grazie per la lettura e buon compleanno sempre amico Giuliano! Mariangela


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