Pubblicato da: giulianolapostata | 14 giugno 2014

L’Occhio di Sion vi controlla da Vicenza!

Che chi tocca Israele muore, lo sappiamo da un pezzo. Lo sanno benissimo i Palestinesi, per esempio.
Lo sanno i Palestinesi, la cui terra venne regalata agli Ebrei dalla Gran Bretagna con la Donazione Balfour del 1917, con la quale la Perfida Albione donava ciò che non era suo (l’Inghilterra aveva solo il protettorato di quella parte dell’ex Impero Ottomano) in cambio – ormai lo dice anche Wikipedia! – della formula per la fabbricazione della cordite elaborata da Chaim Weizmann, un chimico ebreo dell’epoca.
Lo sanno ancora i Palestinesi, che dal 15 maggio 1948 vennero cacciati ad opera degli Ebrei, ormai divenuti Israeliani, a centinaia di migliaia dalle case e dalla terra che abitavano da millenni. Loro la chiamano Nakba, ‘la catastrofe’, e tentano di commemorarla ogni anno. Tentano, perché nel 2010 il Parlamento Israeliano ha varato una legge che proibisce in quel giorno la pubblica manifestazione di lutto e dolore (in compenso qui da noi è diventata obbligatoria la Giornata della Memoria, ma questo sarebbe un altro discorso).
Lo sanno, e da allora non c’è stato giorno, nella Palestina occupata, in cui abbiano potuto dimenticarlo. E se non è questa la sede per fare la storia dei massacri che hanno segnato questi settant’anni (ma vogliamo almeno nominarla, la strage di Sabra e Shatila del 1982, in cui ebbero “responsabilità indirette” Menachem Begin e Ariel Sharon, oggi in Israele osannati come eroi?), ammetterete che non è piacevole andare a fare la spesa e trovarsi di fronte graffiti che invitano a gassare gli Arabi. Vi ricorda qualcosa? Anche a me, ma anche questo sarebbe un altro discorso.
Infine, l’abbiamo imparato anche noi Occidentali. In tutti questi anni, ogni volta che qualcuno ha provato ad alzare la voce in difesa di quel popolo e di quella nazione martire e a criticare la politica israeliana nei suoi confronti, subito è scattata – automaticamente, pavlovianamente – l’accusa di antisemitismo. L’antisemitismo è diventato il babau agitato di fronte alla cattiva coscienza occidentale ogni volta che si tenta di parlare di Palestina, ed è perfettamente inutile ricordare, a Israele prima di tutto, che ‘semiti’ sono anche gli Arabi, per cui essere filoarabi ed antiebraici sarebbe una contraddizione in termini. Ormai l’identità è stata stabilita: sei anti israeliano, e peggio ancora filopalestinese? Idest sei antisemita. Punto.
Così dunque stanno le cose e, appunto, lo sappiamo tutti benissimo. Ma quel che è successo a Vicenza la settimana scorsa trascende ogni arroganza ed ogni impudenza per planare nelle libere pianure del grottesco. Il fatto è semplice, ed è stato riportato anche dalla stampa locale. Il 15 aprile Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo ha concesso la cittadinanza onoraria della sua città a Marwan Barghouti. Leader dell’Intifada, per il suo popolo un eroe, nel 2004 Barghouti è stato condannato a cinque ergastoli per ventun capi d’imputazione per omicidio, nessuno dei quali sarebbe stato commesso direttamente da lui e per i quali comunque si è sempre dichiarato innocente.
Povero Orlando. Non aveva fatto i conti col Grande Fratello Ebraico, che vive e lotta a Vicenza nella persona di Enrico Richetti, cugino dell’ex rabbino capo di Milano, Trieste e Venezia: per li rami ma ci siamo. Il Sig. Richetti, che appunto non deve aver le idee chiare sull’autonomia politica delle istituzioni italiane, ha dunque denunciato il Sindaco di Palermo per istigazione a delinquere e apologia di reato. Barghouti è un assassino – lo ha stabilito un tribunale israeliano – e dunque chiunque lo esalti o lo difenda è suo complice in ispirito: “Stiamo parlando – ha dichiarato il Richetti alla stampa locale – di una persona che ha ucciso civili, e questo non dovrebbe mai accadere (…). I civili non vanno toccati, e chi si macchia di questo reato è un terrorista”. Bravo Richetti: non posso che essere d’accordo con Lei …
Tutto qui, e credo non vi sia bisogno di commenti ulteriori. E voi, antisemiti là fuori, attenti: la prossima volta che vi verrà in mente di criticare l’uccisione o il ferimento di un palestinese ad un posto di blocco israeliano, ricordate che da Vicenza il Grande Fratello di Sion vi osserva. Pagherete caro, pagherete tutto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: