Pubblicato da: giulianolapostata | 1 maggio 2014

Buona Pasqua (e scusate il ritardo)

Nel 642 d.C., Anno 20esimo dall’Egira, il Califfo Omar incendiò la Biblioteca di Alessandria. Si dice che la sua motivazione sia stata che “o in quei libri ci sono cose già presenti nel Corano, o ci sono cose che del Corano non fanno parte: se sono presenti nel Corano sono inutili, se non sono presenti allora sono dannose e vanno distrutte”. Argomentazione perfettamente coerente con la mentalità del seguace di una fede rivelata, e perciò assoluta, che non può ammettere, perché sarebbe una contraddizione in termini, l’esistenza di altre ‘verità’. L’avrebbe potuto dire anche un Cristiano, e difatti così era stato, e sarebbe stato ancora, nei lunghi secoli di storia del Cristianesimo. Tuttavia oggi tutto sembra dimenticato. Papa Sanfrancesco, coi suoi sorrisi, con la sua ‘umiltà’, sembra aver lavato non tanto le coscienze del suo popolo, quanto la sua memoria. Non la Misericordina, sembra aver somministrato Papa Sanfrancesco ai fedeli, quanto la Smemorina, a dosi massicce, e a quelli di loro che si guardano indietro la storia del Cristianesimo appare come un’unica ed ininterrotta passeggiata di pace e tolleranza. “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù” (Gal. 3, 28). Queste parole di Paolo sembrano essere diventate la chiave di interpretazione della Storia da parte della cultura cattolica, la quale anch’essa pare aver bruciato tutti i libri, soprattutto, appunto, quelli di Storia. Ma purtroppo i fatti rimangono lì, e parlano, e raccontano storie di violenza, di intolleranza e di sangue. ‘Tutti voi siete uno in Cristo’? La Storia dei primi secoli del Cristianesimo è una Storia di sètte che per secoli si scannarono e si massacrarono disputandosi il primato di una ‘ortodossia’ ancora da definire. Costanzo Cloro, Costantino I, Costanzo II innalzarono i loro troni sui cadaveri dei familiari assassinati per spianarsi la strada verso il potere. ‘Non c’è più né giudeo né greco’? Fu Cirillo di Tessalonica, oggi Santo e Dottore della Chiesa (e, tra parentesi, mandante degli assassini della filosofa e scienziata Ipazia), ad ‘inventare’ l’antisemitismo, che tanta fortuna conobbe poi per duemila anni nel mondo cristiano. A lui si deve l’invenzione del termine e del concetto di ‘Deicidio’. Gli Ebrei che – nei primi pogrom della Storia, di cui Cirillo fu un precursore – non vennero cacciati dalla città, vennero massacrati a migliaia, e i loro cadaveri bruciati in pubblici roghi. ‘Non c’è più schiavo né libero’? Bisogna attendere il Concilio di Londra del 1102 per avere una prima condanna dello schiavismo, e solo nel 1839 Gregorio XVI condannò la tratta degli schiavi neri. ‘Non c’è più uomo né donna’? La misoginia è sempre stata, ed è tuttora, una delle costanti del pensiero cristiano, e la persecuzione delle streghe si staglia sul’orizzonte della Storia come un demoniaco monumento di barbarie. ‘Tutti voi siete uno in Cristo’, dicevamo? ‘Uccidere un infedele non è peccato, ed apre le porte del Paradiso’ incitavano i predicatori agli imbarchi per le Crociate in Terrasanta, e quando i Crociati, nel 1099, entrarono in Gerusalemme, tutta la popolazione venne passata a fil di spada. Raimondo di Aguilers racconta che “gli uomini camminavano col sangue fino alle ginocchia e alle redini dei cavalli”. I difensori ebrei cercarono rifugio nella sinagoga, ma i Crociati la incendiarono, ed accerchiarono l’edificio in fiamme cantando “Cristo ti adoriamo”. Degli orrori commessi dalla cattolicissima Spagna nelle Americhe ci ha lasciato atroce testimonianza Bartolomeo de Las Casas. I Francescani furono tra i principali organizzatori ed esecutori nei Lager ustascia nella Seconda Guerra Mondiale, e da Piazza dei Fiori la statua di Giordano Bruno ancora ci guarda truce, ricordando l’odio del Cattolicesimo nei confronti di ogni tentativo di libero pensiero. Eccetera eccetera.

Anch’io invoco la cessazione della barbara pratica della strage di agnelli e capretti che ogni anno si ripete in nome di una cultura che ormai è solo stanca ripetizione di una tradizione senza quasi più radici. Ma non lo chiedo – non solo – da animalista. Lo chiedo perché il mondo, e credo anche il mondo cristiano, è stanco di violenza e di sangue: ne è già stato versato abbastanza, e questi sono gli agnelli sacrificati in nome della Fede. Se davvero vuol esser credibile, Papa Sanfrancesco si occupi di questo, riconosca pubblicamente questo passato, rinneghi una Storia che costituirebbe la vergogna per qualsiasi fede, massimamente per una che si rifà al precetto di amare il prossimo come se stessi. Altrimenti, tutti quei birignao rischiano di essere ciò che purtroppo ancora sembrano: propaganda, per ridare energia ad un’Istituzione, la Chiesa Cattolica, più propensa a dimenticare che a fare realmente penitenza dei suoi peccati.

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