Pubblicato da: giulianolapostata | 31 ottobre 2013

A proposito di Halloween

Sappiamo benissimo come la storia del Cristianesimo sia una Storia di sangue e di ignoranza. Spesso le due cose vanno insieme, come nel caso di Cirillo di Alessandria (370-444), feroce persecutore dei Pagani, feroce antisemita, assassino di Ipazia, oggi Santo e Dottore della Chiesa Mai come in occasione di Halloween l’anima ignorante e intollerante della Chiesa cattolica si risveglia e dà il meglio di sé. Quest’anno la CEI dell’Emilia-Romagna, da sempre in prima linea in questa battaglia, ha voluto superarsi, pubblicando un libretto di circa cento pagine in cui Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, scrive che si tratta di “una festa importante per i satanisti”. Gli dà manforte il teologo (?!) Don Lorenzo Lasagni, definendola una “anticamera verso percorsi esoterici, fino ad arrivare al satanismo”. Purtroppo non possono più accendere i roghi, altrimenti sappiamo che fine faremmo domani sera. ‘Raglio d’asino non sale in cielo’, diceva mia nonna, e così dobbiamo leggerli, anche se spiace che certi giornalisti ‘indipendenti’ li seguano sulla strada della (etimologicamente) ignoranza sulle autentiche radici di questa festa (http://heimat.altervista.org/halloween/). Peccato: devono essere le derive negative del pensiero unico. Da parte mia, mi limito semplicemente a pubblicare questo interessante testo su Samhain, reperibile in questi giorni su Facebook, e a richiamare, modestamente, questo mio vecchio post: https://giulianolapostata.wordpress.com/2010/10/29/halloween/

Ianuae ignorantiae non prevalebunt, e buona notte di Halloween a tutti!

 

Cloro al Clero

 

Samhain, la festa dell’oscurità

  • L’autunno inoltrato, con l’arrivo delle nebbie e dei primi freddi è un altro punto di svolta della grande ruota dell’anno. Nell’aria si sente l’odore di fumo dei falò, della legna bruciata nella pungente notte autunnale.

    La nebbia trionfa la sera e al mattino intorno a noi, si infittisce e confonde i contorni delle cose e nel frattempo i rami spogli degli alberi si innalzano nel chiarore spettrale della luna, simili a scheletri. Le foglie colorate cadute sul terreno scricchiolano ad ogni passo e si alzano in una dolce danza grazie al vento.
    Tutto attorno a noi si avverte un grande silenzio ma nel silenzio al tempo stesso si avverte una grande frenesia, e voci portate dal vento.

    In questo periodo, al primo novembre, cade la grande festa celtica di Samhain (pronuncia Souin, anche se più precisamente, si ritiene che Samhain venisse festeggiato nei giorni in cui il sole
    entrava in scorpione e la luna era in toro).

    Samhain in gaelico irlandese indica il mese di novembre e il corrispondente gaelico scozzese Samhuin (pronuncia sov’en) è la festa di Ognissanti. Questa ricorrenza, il cui nome significa “fine dell’estate”, rappresenta la controparte di Beltane, l’arrivo della parte oscura dell’anno, l’inizio stagionale dell’inverno.

    Come si è accennato in precedenza, gli antichi Celti avevano in origine due sole stagioni, Geimredh che iniziava a Samhain e Samradh che iniziava a Beltane. Samhain era il capodanno celtico: infatti, per gli antichi Celti, l’anno iniziava con la sua parte oscura, allo stesso modo in cui il giorno iniziava con le ore notturne.
    Le feste celtiche iniziavano sempre al crepuscolo del giorno precedente: ancora oggi nei paesi anglosassoni si celebra Hallowe’en cioè All Hallow’s Eve o Vigilia di Ognissanti, così come si festeggia May Eve a Beltane.
    Nella tradizione celtica, al pari di altre culture, il giorno che segna la fine di un ciclo e l’inizio di un altro, non appartiene a nessuno dei due ma è un “tempo oltre il tempo”, una scintilla di eternità. Tutti i confini, siano essi spaziali o temporali, hanno in moltissime tradizioni antiche una valenza magico-sacrale: un luogo come la spiaggia non appartiene né all’acqua né alla terra, così l’alba e il crepuscolo non appartengono né al giorno né alla notte. Mezzanotte è un’ora magica perchè è al confine fra due giorni.

    Questo luoghi e questi tempi presentano al tempo stesso pericoli e opportunità di conoscenza perchè si può attraverso essi entrare nell’altro mondo allo stesso modo in cui energie dell’altro mondo possono entrare nel nostro mondo quotidiano. Il momento in cui una stagione cede alla successiva è particolarmente significativo da questo punto di vista, come abbiamo visto a proposito della festa di Beltane.

    Samhain è ancora più cruciale perchè è l’inizio di un nuovo anno, per questo motivo più di ogni altra festa annuale è un momento critico: non appartenendo al tempo quotidiano, esso costituisce un passaggio fra la realtà del nostro mondo e altre dimensioni.

    Se ogni festa costituisce al tempo stesso un inizio e una fine, Samhain è un momento speciale perchè il velo del tempo si solleva e si può comunicare con gli altri livelli di esistenza in maniera più chiara che mai. In questo giorno i vivi possono visitare il mondo dei morti e i morti possono tornare tra i vivi. Le porte del Sidhe (l’aldilà celtico) si aprivano e nè gli umani nè gli esseri fatati avevano bisogno di un lasciapassare. Nella Féile na Marbh, la “festa dei morti”, si ritornava al caos primordiale.
    Secondo un’antica concezione pagana si festeggiava la vita nella morte con una celebrazione che non aveva nulla di triste, quasi a ricordare che ogni fine è un nuovo inizio e ogni morte i questo mondo è una nascita nell’altro mondo. Così da un lato si propiziavano i morti, dall’altro si dava luogo a disinibite feste che riaffermavano il valore della vita di fronte all’incombente oscurità. Samhain può sembrare un inizio strano per il nuovo anno, ma l’esistenza per gli antichi era una ruota, in cui la morte intesa come fenomeno naturale precedeva necessariamente qualsiasi nuova nascita.

    Samhain, preceduto dalla notte conosciuta ancora oggi in Scozia come Nos-Galan-Geaf era una festa celebrata dagli antichi Celti in maniera solenne, con banchetti e festini che potevano durare anche una settimana intera. Vi era una ragione pratica: in questo periodo il bestiame proveniente dai pascoli estivi veniva radunato nelle stalle e in base alle scorte di foraggio, si macellavano tutti i capi in eccesso.

    Samhain era anche il giorno che celebrava la fine dell’ultimo raccolto dell’anno, quello delle mele, frutto sacro in molte tradizioni. Altro raccolto, celebrato dai Celti, era quello delle nocciole, frutto simbolo della sapienza magica. Non è un caso se in molte leggende mele e nocciole rappresentano i frutti dell’altro mondo, donati agli umani da divinità o da esseri fatati! Il nocciolo era sacro ai Celti, simbolo di saggezza e di segreta conoscenza.

    In quanto all’altro frutto di Samhain, tra i frutti che la stagione autunnale ci offre nessuno è più presente nei miti e nelle tradizioni dell’Occidente quanto la comune mela. Sicuramente uno dei primi frutti coltivati in Europa, la mela riassume in sè molti significati simbolici, che fanno capo alla triade di amore, conoscenza, morte.

    Come nelle altre feste celtiche anche a Samhain il fuoco aveva un ruolo importante, considerato come simbolo della scintilla della vita futura che rifiorirà in primavera. Alla vigilia della festa tutti i fuochi delle case venivano spenti e la gente si raccoglieva sulle cime delle colline, dove era stato preparato un grande falò. Tutti attendevano in silenzio e nell’oscurità che trascorresse l’ora fatale tra le stagioni e che gli spiriti si fossero allontanati. Poi il sacro fuoco era acceso dai druidi e, passato il pericolo, le gente festeggiava con grande gioia. All’alba ciascuno avrebbe preso una torcia dal falò per riaccendere il proprio focolare domestico.

    Il fuoco di Samhain era anche un faro e una guida per le anime perdute, le quali potevano usare la sua luce per andare o tornare nel loro luogo di riposo.

    Molte tradizioni di Samhain sono sopravvissute, specie nei paesi anglosassoni. Numerosi sono gli echi pagani nella festa di Halloween, dove gli spiriti dei defunti e gli esseri fatati sono interpretati da bambini mascherati che passano di casa in casa a chiedere offerte di dolci, in quella che è l’usanza del “trick or treat”, ovvero “dolcetto o scherzetto”. In Irlanda invece, i bambini vanno in giro chiedendo noci, mele o “denaro per il re, denaro per la regina”.

    L’usanza di mascherarsi nell’antichità era sempre associata agli spiriti dei defunti o alle divinità e ricorre spesso nei periodo “caotici” dell’anno come il Carnevale odierno o i Saturnali antichi.

    Samhain non è solo un periodo di morte e di iniziazione, ma anche di divinazione. L’aspetto divinatorio di questa festa è favorito dal clima psicologico della stagione, che incoraggia a rivolgere lo sguardo verso la propria interiorità, e viene facilitato dalla possibilità di contattare altre dimensioni dell’esistenza. Tuttavia nell’antichità la divinazione era una cosa seria, resa necessaria dall’angoscia provocata dall’approssimarsi dell’inverno con le sue durezze.

    La pianta sacra di Samhain è il tasso, pianta legata per tanti aspetti alla morte. Infatti è un albero con corteccia e foglie altamente velenosi e il suo legno era anticamente usato per fabbricare archi da guerra. Per questi motivi ha sempre ornato tanti cimiteri e presso gli antichi veniva usato spesso nelle pire funerarie. Ma paradossalmente rappresenta anche la Vita nella Morte perchè è una pianta sempreverde, con un legno resistentissimo, e può vivere fino a 2000 anni e oltre. Ciò fa del tasso un simbolo di immortalità.

    Anche la mela frutto di conoscenza, di immortalità e di Avalon è un frutto sacro a questa festività (questo perchè la mela racchiude in sè i colori dell’aldilà celtico, il rosso della buccia e il bianco della polpa. Inoltre i semi sono neri e a forma di se tagliata in orizzontale compare un pentacolo) cosi come l’edera che presso Celti è associata alla Dea lunare Arianrhod e i loro rituali in Suo onore costituiscono la porta d’accesso verso l’Aldilà, porta che simboleggia l’accesso ai piani sottili e al mondo del Sidhe.

    L’edera rappresenta anche ciò che è misterioso e mistico in quanto veniva usata per alterare lo stato di coscienza e inoltre crescendo a spirale, sembra offrire la promessa della Dea alla resurrezione e alla rinascita e quindi questo significato la lega alla festività di Samhain.

    Fonti:
    Strega delle mele
    Ynis Afallach Tuath
    Feste pagane di Roberto Fattore
    Il tempo dei celti di Alexei Kondratiev

 

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