Pubblicato da: giulianolapostata | 8 febbraio 2013

Gli animali non votano

In questo disgraziato Paese, in cui vecchi comici da piazza fanno i politici, e vecchi politici puttanieri fanno i comici, il giornalismo d’inchiesta ci siamo ridotti a farlo fare a “Striscia la notizia”. Non è nemmeno nemesi, è giustizia divina. Comunque, sta di fatto che se abbiamo voluto sapere qualcosa sulle condizioni dello zoo di Napoli ci siamo dovuti rifare ai numerosi servizi che “Striscia” gli ha dedicato negli ultimi mesi, perché i vari telegiornali, servi dei partiti, non mi risulta ne abbiano mai parlato, specie ora che la campagna elettorale impone di allisciare chi, tra poco, ti pagherà lo stipendio. Non è stato facile guardare quelle immagini, e superare l’orrore. Viali infestati da erbacce, gabbie e costruzioni non abbandonate, ma in rovina, mucchi di immondizia, desolazione. Una vista peggiore perfino – mi si perdoni il paragone, che non vuol assolutamente essere irriverente – delle file di baracche di Auschwitz, nelle quali si rifletteva la folle Weltanschauung organizzativa del delirante Reich Millenario.

In mezzo a tutto ciò, gli animali. Dato e non concesso che ancora possano meritare la dignità di questo nome quei fantasmi ammalati, affamati, impazziti, che girano in tondo, che si grattano le piaghe, che guardano intontiti e ottusi il mondo fuori dalle sbarre, e quei rari esseri umani (?!) che li hanno imprigionati e poi dimenticati.

In sé, l’idea stessa di zoo è blasfema. Eredità millenaria del pensiero giudaico-cristiano (“Iddio creò l’uomo a sua immagine, lo creò maschio e femmina […] e disse: […] Assoggettate il mondo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra”), esso è venuto ad essere l’espressione di uno stupido e meschino antropocentrismo: andiamo a vedere gli animali ‘selvaggi’ per godere della nostra superiorità.

Quel che accade nello zoo di Napoli è la naturale, logica, ‘scientifica’ conseguenza di questo atteggiamento. Finché ci si diverte e ci sono soldi, andiamo pure a gettare le noccioline alle scimmie; quando non ce n’è più, che crepino. In fondo chi se ne frega: sono solo animali.

Ora si dà il caso che il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ennesima versione dell’Uomo della Provvidenza, che avrebbe dovuto far fiorire le margherite sui cumuli di monnezza della città, sia stato uno dei fondatori del Movimento Arancione, che oggi, con la lista Rivoluzione Civile, si candida alle elezioni. In lista, rappresentanti dei vari settori della società civile: sbirri, vecchi riciclati, giovani arrivisti … Insomma, il meglio che l’Italia solitamente dà quando nasce un nuovo partito. Ma non è questo il punto. Il punto è il nome, perché nomen omen, dicevano i Latini.

“Civile”, si chiama dunque questa lista. Ma il Sindaco di Napoli dovrebbe spiegarci cosa c’è di ‘civile’ in quell’abominio, in quell’insulto all’etica. Dovrebbe spiegarci perché non è mai intervenuto in nessuno dei servizi di “Striscia” a dire, che ne so: ‘Scusate, non lo sapevo, ora intervengo, faccio qualcosa, ristrutturiamo lo zoo, curiamo gli animali, li riportiamo in Africa …’. Che ne so, una cazzata così, una cazzata qualsiasi. Niente, silenzio. Lo stesso silenzio hanno rigorosamente mantenuto su questa infamia tutti gli altri rappresentanti della medesima lista “Civile”: perché evidentemente la ‘civiltà’ riguarda solo gli esseri umani. E infatti basta guardarsi attorno, a Napoli come a Taranto, per essere orgogliosi della nostra civiltà. Ma questo è un altro discorso.

Quel che mi preme invece ora è di dire: non votateli. La campagna elettorale prosegue col suo solito, grottesco contorno di strizzatine d’occhi, di promesse sussurrate, di maneggi, di ruffianerie, di squallidi accordi sottobanco, di scarpe destre e scarpe sinistre. Il solito marciume italiano, insomma. E intanto gli animali dello zoo di Napoli muoiono: di fame, di rogna, di disperazione. Non votate chi si dice “Civile” e permette questa bestemmia. Non votateli, perché non hanno capito che la prima ‘civiltà’ che possiamo e  dobbiamo dimostrare è quella verso gli animali. Non votateli, perché prima devono chiedere scusa.

E se li incontrate per strada, mettete loro in gabbia, e liberate gli animali.

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Responses

  1. Caro Giuliano, io non guardo mai “Striscia la notizia”…ma sicuramente qualcosa di interessante lo propone anche quel genere di trasmissioni..Preferisco le inchieste di Report di Milena Gabanelli o Presa diretta di Riccardo Iacona. Certamente bisogna aver rispetto degli animali, soprattutto in questo periodo in cui sono talmente “di moda” (cani ) che i nostri politici si mostrano ai fotografi mentre abbracciano e accarezzano piccole bestiole…Ciao maestro ! A presto Mariangela


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