Pubblicato da: giulianolapostata | 26 gennaio 2013

Puzza

In un suo recente articolo sul collaborazionismo, Repubblica raccontava il caso di quell’<intellettuale> che si rifiutava di dormire in alberghi in cui precedentemente avessero soggiornato degli Ebrei. Pare che costoro lasciassero nell’atmosfera delle stanze una certa aura infetta che, da Ariano puro, egli non riusciva a sopportare.

Chissà perché, ma questa storia mi è venuta in mente oggi, leggendo sul Giornale di Vicenza di oggi, 26/1/13, la notizia dei due Ispettori AIM che hanno fatto scendere dall’autobus quattro nomadi perché puzzavano: “Uscite dall’autobus, perché ci sono due requisiti necessari per rimanere a bordo: avere il biglietto e lavarsi”. Testimone della scena una signora che prima ancora di raccontare l’episodio al giornale, aveva cercato di riferirlo a qualche Dirigente di AIM, “senza però riuscire a parlare con una persona in grado di raccogliere il suo disappunto”. Tutti impegnati? Tutti sotto la doccia?

Interrogato in proposito, l’Ufficio Mobilità ha reagito sdegnosamente: “Non c’è stata alcuna discriminazione”. Sembrerebbe infatti che fossero stati altri passeggeri a lamentarsi per la puzza dei nomadi, e che gli Ispettori siano intervenuti “con cortesia, al semplice scopo di dirimere una situazione di criticità creatasi tra i passeggeri del mezzo pubblico” – raffinato burocratese – limitandosi ad applicare un preciso articolo del Regolamento di Polizia Urbana. Dura Lex sed Lex. A dire la verità, la testimone riferisce di averne vista davvero poca di “cortesia”, anzi, ma forse era anziana, si sarà sbagliata, non ci vedeva bene e ci sentiva anche peggio.

Ora, per carità. Siamo tutti pulitini, e certo il nostro compagno di viaggio preferiamo che sappia di bagnoschiuma, anziché di lercio. Tuttavia non posso fare a meno di chiedermi: non c’era altro modo per intervenire? La signora dice: “Il controllore non li ha nemmeno guardati e ha preteso che scendessero”. Non poteva invece avvicinarli con un po’ di discrezione, far loro presente la situazione ed invitarli ugualmente, ma con “cortesia”, a scendere? Tante volte la forma è sostanza: spesso, se non sempre. E ancora mi chiedo: ci saranno solo i nomadi sugli autobus che puzzano? Gli ubriachi del sabato sera, reduci da litri di spritz, che magari ha provocato spiacevoli reazioni fisiche, non puzzano? Ci sono mai saliti su un autobus? Sono mai stati fatti scendere?

Come diceva quel genio di Gaber, “quasi quasi mi faccio uno shampoo”.

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Responses

  1. Perfetto, Giuliano, perfetto!


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