Pubblicato da: giulianolapostata | 11 luglio 2012

Deliri antibuddhisti

Io lo so perché non diventerò mai un Dalai Lama, nemmeno nelle mie future reincarnazioni: perché lui è buono, mentre io m’incazzo.

M’incazzo, non posso fare a meno di incazzarmi, m’incazzo ogni volta che mi trovo davanti all’ignoranza, all’intolleranza, al fanatismo, all’ottusità.

Io: ma lui no. Lui è buono, e così, leggendo la recensione al libro “Contro il Buddhismo”, di Roberto Dal Bosco, Edizioni “Fede e Cultura” (un nome, una garanzia!), pubblicata dal GdV del 27 giugno 2012, o la lettera, anch’essa ‘contro il Buddhismo’, di Sergio Benetti, ‘Docente’ di Religione (cattolica, of course), pubblicata sempre dal GdV nello stesso giorno, forse avrebbe sorriso. Anzi, meglio ancora: forse avrebbe chiamato questi due signori e avrebbe detto loro: ‘Come mai ce l’avete tanto col Dharma? Mi dispiace. Perché non ci mettiamo tutti e tre attorno ad un tavolo e ne discutiamo insieme, da buoni amici? Io non sono vostro nemico’.

Lui: ma, come si può facilmente intuire, io non sono lui, e così qui sono io che parlo, io, con la mia povera ‘scienza’ da modestissimo praticante, e parlo non a nome suo – me ne guarderei bene! – ma unicamente a nome mio, così tutta la rabbia che mi capiterà di esprimere andrà ad appesantire solo il mio Karma: chissà quanti eoni di reincarnazioni mi ci vorranno, prima di diventare un Dalai Lama.

Ineffabile, prima di tutto, Dal Bosco (ma cosa gli è successo? Forse da piccolo un bambino buddhista l’ha picchiato? Effettivamente, ascoltandolo, anch’io farei fatica a tenere le mani a posto …), che propone una interpretazione del Dharma, cupa e demoniaca: “Se il fine di un culto è il male, la via rituale per arrivarci, oltre al delitto, è la magia nera, il commercio coi poteri dell’Inferno, e cioè quella che un tempo si chiamava stregoneria”. ‘Esci da questo corpo’, come direbbe Silvano il Mago di Milano. Dopo di che, pochi ma terrificanti accenni ai “fatti oscuri e raccapriccianti” di cui il Buddhismo si sarebbe macchiato, tra cui la “teorizzazione dello stupro e della pedofilia” (ha dimenticato il cannibalismo, la zoorastia e lo Scaccolamento Rituale del Naso con Ingestione Pubblica delle Caccole). O i “massacri compiuti nello Shri Lanka da un esercito buddista”, nel qual caso mi vien da chiedermi se il Dal Bosco non stesse leggendo il giornale tenendolo alla rovescia, e abbia letto così invece di ‘massacri compiuti in Tibet dall’esercito cinese’. Può capitare. E a che cosa è dovuta la diffusione del Buddhismo in Occidente? Al “contagio subito da uomini e donne comuni in seguito alle conversioni di attori, artisti e calciatori”, al che mi corre l’obbligo di segnalare al Dal Bosco che, forse lui non lo sa, ma esistono persone per cui i modelli di riferimento nella vita sono sempre stati le mille miglia altri che non attori e calciatori. Questa ed altre deliranti amenità costituiscono la “luce inedita” che, secondo l’articolista, Marta Benedetti, il Dal Bosco getta sul Buddhismo, e se in casa vi si è bruciata una lampadina potete anche provare a leggere il libro: chissà che non vi ‘illumini’.

A dargli manforte arriva, poche pagine dopo. Sergio Benetti, ‘Docente’ di religione, il quale comincia subito con una deliziosa castroneria quando parla della ‘Via dell’Ottuplice Pensiero’, mentre, come ognuno sa, il Buddha parla di ‘Via dell’Ottuplice Sentiero’: ma, dato il suo ambito di insegnamento, questi sono particolari trascurabili (https://giulianolapostata.wordpress.com/2010/11/04/insegnanti-di-religione/). Senza negarsi nemmeno lui un’incursione nel ‘senso comune’ – “effetto moda radical chic”: ‘Ma come parli?!’ direbbe Nanni Moretti – il Docente prosegue poi analizzando e filosofeggiando, e infilandone qualcun’altra: per esempio quando osserva che il messaggio buddhista è incentrato “sul rinnovamento dell’anima”. Forse si confonde con l’Induismo? Perché, se c’è un concetto radicalmente estraneo al Dharma è proprio quello di ‘anima’. O quando rimprovera al Buddhismo di “prevedere la perdita del sé”, quando invece uno degli insegnamenti fondamentali del Dharma è proprio che non esiste alcun sé.  Ma lasciamo perdere anche queste, perché poi, in fondo, cos’è tutto questo parlare, da parte del Dalai Lama, di rettitudine morale, interiorità, benevolenza, compassione, amore, felicità? “A pensarci bene – ci ‘illumina’ il ‘Docente’ – è la scoperta dell’acqua calda”, e non occorreva che venisse questo vecchio dal Tibet a raccontarci questa bella scoperta. Eh già, bastava chiederlo al ‘Docente’. “Stupisce, da parte di un religioso, la proposta di un’etica laica”, chiosa ancora il Benetti. Certo: stupisce lui, ‘docente’ di una religione che dell’imposizione assolutistica e totalizzante della propria etica nella società ha fatto, da millenni, la sua battaglia (del resto, come ho già scritto altrove, l’intolleranza è intrinseca alle religioni rivelate: https://giulianolapostata.wordpress.com/2010/05/02/agora-a-amenabar-spagnausa-2009/). Non stupisce chi, tra mille altre ragioni, ha aderito al Dharma anche proprio per il suo profondissimo messaggio di libertà e di rispetto delle idee altrui, di cui S.S. il Dalai Lama è una testimonianza vivente: nonostante il Benetti pensi che “non si capisce perché un cristiano debba diventare Buddista”, la motivazione per cui molti lo fanno è proprio questa. Per quel che mi riguarda, cristiano non lo sono stato mai, e dunque non ho alle spalle alcuna ridicola apostasia. Dopo anni in cui mi sono detto Neopagano, l’incontro col Buddhismo è avvenuto principalmente, all’inizio, grazie ad uno splendido libro, scritto da Giangiorgio Pasqualotto, illustre studioso italiano di filosofia, ‘Docente’ di Estetica all’Università di Padova, per sue ripetute dichiarazioni non buddista: “Dieci lezioni sul buddhismo”, Marsilio Editore. Non so se faccia parte dei testi usati nei corsi di preparazione dei ‘Docenti’ di religione, ma forse sarebbe il caso. Poi ci sono stati anni di studio coi Maestri di Dharma, sui testi di Dharma, ed ora eccomi qui, poverissimo praticante, talmente misero che dal Dalai Lama non ho imparato nemmeno a non incazzarmi.

Povero il mio Karma. Ma ho tempo per recuperare: appunto, eoni di reincarnazioni.

Questo pezzo è già apparso la settimana scorsa su www.nuovavicenza.it:

http://www.nuovavicenza.it/2012/07/il-buddismo-immaginario-di-certi-sedicenti-esperti/

Consiglio di andare a leggerlo anche lì, soprattutto per godere della prima risposta del Sig. Dal Bosco, e successivamente della seconda, in risposta alla mia replica:

http://www.nuovavicenza.it/2012/07/cora-vs-dal-bosco-buddista-contro-anti-buddista/

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Responses

  1. Anche quando ti incazzi riesci ad essere un ‘giusto’, pure Gesù cacciò i mercanti dal Tempio! Sono d’accordo su tanto ( forse tutto), solo una cosa: il cristianesimo é stato usato e travisato fin dal suo nascere. Dunque gli errori e gli orrori della sua Chiesa non rendono il messaggio dei Vangeli.

  2. Salve. Sui massacri in Sri Lanka però ha ragione Dal Bosco. Per il resto non voglio certo avvallare crociate anti-buddiste.


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