Pubblicato da: giulianolapostata | 23 giugno 2012

Le bugie hanno il naso lungo

La squallida figura fatta ieri dal ‘compagno’ Pisapia, che si è rimangiato la promessa di onorare il Dalai Lama con la cittadinanza onoraria di Milano, entrerà nella storia della Repubblica Italiana e della Sinistra (?) italiana, per lo meno in quella storia miseranda che registra le nostre viltà e i nostri compromessi. “Forti coi deboli, deboli coi forti”: avrebbero dovuto inserirla tra i Principi Fondamentali della Costituzione questa massima, tanto essa è stata applicata nella nostra Storia e nella nostra politica.

Così come, probabilmente, in quella Storia di miserie entrerà la penosissima intervista di Pisapia al TG3 delle 19.00 di ieri, venerdì 22 giugno 2012, durante la quale, col suo nasino da Pinocchio che continuava ad allungarsi pericolosamente ad ogni parola, sudava e farfugliava tentando di gabolarci improbabili assurdità in merito alla mancanza dell’unanimità del voto, e sul diverso significato (???!!!) che in quelle condizioni avrebbe avuto il voto medesimo. Bastava che, invece di tante fanfaluche, ci avesse detto sinceramente: ‘Compagni, non posso, altrimenti i Cinesi non cacciano i danè’, e noi, da uomini di mondo, l’avremmo capito.

Ma c’è chi è riuscito a far di peggio. Provoca infatti semplicemente la nausea l’intervista di Dario Fo alla Repubblica, sempre di ieri. Ve lo ricordate, vero, Dario Fo? L’unico al mondo ad aver ricevuto il Nobel per la Letteratura senza mai aver fatto Letteratura, a meno che non vogliamo definire tale i suoi canovacci, approssimativi e, oltretutto, ormai irrimediabilmente ‘vecchi’, che nessuno legge o rappresenta più.

‘Senza se e senza ma’, come oggi va di moda dire, Fo si schiera dalla parte degli amministratori milanesi, “comprendendo le loro ragioni di persone civile ed oneste costrette a mandar giù il rospo per il bene della città”, approvando la loro “scelta sofferta, col rischio che la Cina non partecipasse all’Expo, cosa che Milano non può permettersi” e concludendo con l’affermazione impudente del più osceno dei principi, l’Opportunismo: “Ci sono questioni di opportunità alle quali non si può derogare”. Potremmo chiosare che se uno non ha il coraggio di derogare alle questioni ‘inderogabili’, beh allora secondo noi sarebbe meglio che non facesse né il Sindaco né il politico tout court, ma queste sono considerazioni probabilmente troppo semplici per gente del calibro di Fo e Pisapia.

Io sono un uomo di cultura” ci tiene a farci sapere Fo. “Ho rapporti con la Cina e le mie opere vengono tradotte e pubblicate anche laggiù”.

Certo, compagno Fo: come è uomo di cultura il compagno Diliberto, che da anni è consulente del governo cinese per la revisione del loro Codice Civile. Non di quello Penale, a quel che ci risulta, e siccome la destra non deve sapere ciò che fa la sinistra, Diliberto può serenamente ignorare ciò che avviene in Tibet o in Sinkiang, ed essere amico dei Cinesi, incassando le loro laute prebende. Così pure, non possiamo chiedere al compagno Fo di alzare lui la voce contro la vergogna perpetrata da Pisapia: “ci sono questioni di opportunità alle quali non si può derogare”, appunto, e sarebbe davvero una seccatura se gli bloccassero il pagamento dei diritti d’autore …

Questa, compagni e compagne, è la Sinistra italiana oggi. Li volete votare ancora, la prossima volta?

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Responses

  1. Fo? Stiamo parlando di quel Dario Fo che “fu” (scusate il bisticcio) “camerata” repubblichino prima di diventar “compagno” ultra-rosso? La vicenda è ben nota fin dai primi anni ’70 e anche ben documentata: per chi volesse rinfrescarsi la memoria corta leggete qui:
    http://www.pmli.it/forepubblichino.htm
    Buona lettura!
    Cesare

  2. Caro Giuliano,
    bastava ascoltare Radio Radicale, dove qualche giorno prima un tizio svolse press’a poco questo “ragionamento”: 1) in effetti non si potrebbe rifiutare la cittadinanza onoraria dopo averla promessa; 2) vero poi che la Cina fa la voce grossa, ma neanche a loro conviene non presentarsi all’Expo di Milano; 3) d’altra parte il Dalai Lama è persona talmente magnanima e oltretutto stracolma di cittadinanze onorarie ben più importanti che non si formalizzerà di certo se non avrà anche quella milanese; 4) dunque si può tranquillamente non dargliela.
    Dev’essere un sillogismo del sesto-settimo tipo o giù di lì, naturalmente in qualche scritto perduto dello Stagirita.
    Ad maiora!

  3. […] Giuliano Pisapia, già resosi celebre la settimana scorsa per la sua acquiescenza ai voleri cinesi (https://giulianolapostata.wordpress.com/2012/06/23/le-bugie-hanno-il-naso-lungo/), purtroppo non è potuto intervenire: era mooolto occupato, ed ha mandato un Consigliere della sua […]


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