Pubblicato da: giulianolapostata | 15 giugno 2012

Baci e abbracci

La settimana scorsa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è recato negli spogliatoi della Nazionale di calcio in Ucraina a salutare gli atleti, ed ha abbracciato e baciato il portiere Gigi Buffon. Quello stesso Buffon di cui si è recentemente insinuato che abbia usato i “suoi soldi” per scommettere sulle partite di campionato, cosa vietatissima ai giocatori. Solo insinuato, sia chiaro, e del resto occorre anche ricordare che per la Legge ognuno è innocente finché non ne venga dimostrata la colpevolezza. Verissimo, e giustissimo. A noi pare però che un minimo di senso del decoro delle Istituzioni avrebbe dovuto suggerire a Napolitano di evitare tutte quelle effusioni, per lo meno finché tutta la storia non sarà acclarata e definita. Se un domani – non ce lo auguriamo certo, né lo auguriamo a Buffon – il portiere dovesse risultare in qualche modo implicato nelle scommesse, quelle immagini potrebbero risultare leggermente … come dire: imbarazzanti?! Ma probabilmente sono considerazioni futili per questo Principe della Retorica, che in nelle regioni recentemente colpite dal terremoto ha profuso appunto fiumi di retorica da quattro soldi sulla laboriosità delle genti emiliane (quelli non son mica terroni, veh!), ma che contemporaneamente ha fortissimamente voluto la sfilata del Due Giugno, vergognosa esibizione patriottarda e sconcio spreco di denaro pubblico (quello che ci stanno rubando in questi giorni con l’IMU). Questo Signore della Demagogia, che si appresta a votare una Legge, a firma PD-PdL – Destra e Sinistra (si fa per dire …) unite nelle pagliacciate – che dal prossimo anno scolastico imporrà lo studio dell’intero testo dell’Inno di Mameli in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Tra parentesi, sto cominciando a pensare che sarà davvero divertente provare a spiegare ad un bimbo di Prima Elementare che l’Italia “dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa”, o che “Son giunchi che piegano le spade vendute”, ma, sopravvissuti come siamo a decenni di Ministri dell’Istruzione incompetenti ed incapaci, confido che supereremo anche questa prova (però io ai bambini non glie lo spiego “Il sangue d’Italia, il sangue polacco bevé col cosacco”: brrr, che orrore, peggio di uno splatter). Ennio Flaiano scrisse un giorno che “i campi d’Italia son seminati a retorica”, e a me par che la pianta abbia attecchito davvero bene.

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Responses

  1. Quanto hai ragione!
    Mirella


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