Pubblicato da: giulianolapostata | 5 aprile 2012

Non andrò a vedere questi film

Non andrò a vedere “Romanzo di una strage”, di M.T. Giordana.

Perché non si capisce, non si capisce al mondo, da dove salta fuori questa fiaba delle due bombe; non si capisce che bisogno c’era, per raccontare la storia, di andare a tirar fuori questo oscuro romanzetto quando esistevano decine di migliaia di pagine di istruttorie, sulle quali documentarsi. Ma forse la verità che raccontavano sarebbe stata troppo difficile da riportare in un filmetto che deve far cassetta. Non ci andrò perché i colpevoli sono stati visti innumerevoli volte, e mille volte i loro nomi sono stati scritti sui giornali, ma nessuno li sa. Non andrò a vederlo perché Pinelli è morto cadendo dal quarto piano della Questura di Milano per un “malore attivo”: io non sono un dottore, ma dev’essere stato l’unico caso nella Medicina italiana. Non andrò a vederlo perché per Luigi Calabresi è in corso il processo di beatificazione. Tra poco comincerà a far miracoli, e poi ce lo troveremo santo sugli altari: “San Luigi Calabresi, Commissario della Celere”. Non ci andrò perché la vedova di Pinelli è una povera vecchietta pensionata, perché le sue figlie non dirigono giornali, e in questi giorni qualche TG gli ha concesso uno straccetto di intervista per esprimere un atomo del loro dolore, ma tra due mesi sarà tutto finito, e allora chi se le filerà più?

Non andrò a vedere “Diaz: non pulite questo sangue” di D. Vicari.

Non ci andrò perché Carlo Giuliani è morto per un proiettile di rimbalzo; non ci andrò perché nessuno ha pagato per quel sangue, quelle torture, quella barbarie, perché quasi tutti quei reati sono più o meno in prescrizione, perché nessuno pagherà, mai più. E allora, ma sì, pulitelo quel sangue, spazzatelo via con la pompa dell’acqua, tanto chi se ne frega, tanto non frega più niente a nessuno, non è mai fregato niente, e allora perché farci un film, solo per poi uscire a scrivere ACAB sui muri? Sono solo seghe.

Non vedrò quei film perché mia moglie era a Bologna, il 2 agosto 1980. Era ferma sul quarto binario, e stava guardando fuori dal finestrino, in direzione della stazione. Vide un’enorme trave volare alta nel cielo, bizzarramente, poi ricadere silenziosa, poi lo scoppio. È viva perché altri treni, altre vite, le fecero da scudo. Nessuno, nemmeno quella volta, pagò per quelle vite.

Non vedrò quei film perché, se posso osare di citare Pasolini, “io so i nomi e i fatti, ma non ho le prove”.

Non vedrò quei film perché mi domando: che fiducia, e che rispetto, posso avere io per uno Stato che non ha saputo e non ha voluto trovare la verità per i morti, i torturati, i traditi.

Io non andrò più a votare, mai più.

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Responses

  1. proprio arrabbiato Giuliano… Ti capisco, ma vorrei anche dirti che Giuliani se l’è cercata, non certo la morte, ma qualcosa: io ho partecipato a tante manifestazioni nella mia vita, ma mai, dico mai, ho insultato un poliziotto e/o un carabiniere; e qui la penso come Pasolini che citi tu.
    Mi dispiace infinitamente per Giuliani, ma anche per quel giovane ragazzo-carabiniere che gli stava di fronte e che ha perso la testa……..
    Angelo


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