Pubblicato da: giulianolapostata | 23 marzo 2012

Proibito proibire

L’abbiamo capito subito, fin da piccoli. “Non fumare” ci dicevano, e noi via a fregare le sigarette dalle tasche di papà. “Non guardare le donne nude”, e via intruppati a comprare i giornalacci sporchi. “Non dire le parolacce” e noi pronti ad esibirci in esercizi coprolalici da far arrossire un carrettiere. L’abbiamo capito tutti, e da subito, che proibire non serve a niente, se non a rendere massimamente desiderabile l’oggetto proibito. Tutti l’hanno capito, meno i governi del mondo, compreso naturalmente il nostro, per quel che riguarda la droga. La lotta contro gli stupefacenti è ovunque clamorosamente fallita, ed oggi il commercio di droga è, per la malavita internazionale, un’immensa fonte di denaro che poi viene reinvestito in altre attività criminali, e così via, a cascata. Non solo. La proibizione aguzza l’ingegno, naturalmente, e così ogni giorno il ‘mercato’ è invaso da nuove porcherie, sempre più letali. Ultima in ordine di tempo, il sequestro di ovuli di ‘superashish’, con un contenuto di sostanza attiva enormemente più alto dell’ashish ‘normale’, e conseguenze dannose in proporzione. Conseguenza di questa scelta suicida è che le strade – e le carceri – sono piene di disgraziati e di poveri ‘paria’, la cui unica colpa è quella di aver voluto decidere liberamente il modo di ammazzarsi. Una scelta per alcuni criticabilissima – per me, per esempio, che rifiuto l’uso di qualsiasi sostanza psicotropa, alcol compreso – ma che essi avevano l’assoluto diritto di fare. Senza contare il tanfo di stato etico che emana da questa politica, la stessa che ha partorito le folli proibizioni di amare chi si vuole, di sposare chi si vuole, e di morire come si vuole. Non si tratta, qui, di ripetere stancamente gli slogan di un pannellismo d’accatto, che del resto si è sempre ben guardato dal portare fino in fondo e con coerenza le sue ‘battaglie’, ma di affermare semplicemente il diritto ‘naturale’ che ognuno ha di fare della propria vita – e solo della propria! – ciò che più gli aggrada. Dunque, sì a massicci programmi di informazione e di prevenzione, capillari, fin dalle scuole elementari. Ma no, assolutamente no, ad una politica illibertaria che, oltre ad essere appunto del tutto fallita, produce solo infelicità e illegalità.

 

(Precedentemente pubblicato in: http://www.nuovavicenza.it/2012/03/droghe-ha-ancora-senso-il-proibizionismo/)

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