Pubblicato da: giulianolapostata | 29 dicembre 2011

Piccole apocalissi quotidiane

Quand’ero piccolo, e combinavo qualche asinata a scuola, mia nonna – vecchia contadina, cresciuta alla scuola della manualità dei lavori agricoli – mi minacciava: “Te finirè a voltar foje a Campo Marso[1]. ‘Voltar foje’. È quello che facevano allora a Vicenza– ormai più di cinquant’anni fa – certi operai comunali, che durante le passeggiate col nonno osservavo con molto interesse. Impugnavano delle strane scope con un lunghissimo manico – di legno, se non ricordo male addirittura d’ottone – recanti alla fine una ‘coda’ di ramaglie folta e lunga anch’essa, una specie di nera stella cometa. Ho sempre pensato che se le fabbricassero da soli, e certo erano abilissimi a ripararle in pochi minuti, quando si rompevano. Con esse raccoglievano meticolosamente in grandi mucchi le foglie cadute dei nostri poveri, bellissimi platani, che poi non so che fine facessero: forse qualche carretto del Comune le portava via, o forse le bruciavano lì. Allora di polveri sottili, in città non ce n’erano. ‘Voltar foje’: anche se volessi, oggi non potrei più farlo. Oggi, per raccogliere le foglie cadute gli operai comunali usano una specie di aspirapolvere a rovescio, mosso da un motorino a scoppio, che emette un forte flusso d’aria. ‘Raccogliere’ si fa per dire, perché naturalmente le foglie mosse dall’aria se ne vanno dove vogliono loro e gli operai continuano a inseguirle assurdamente, come grotteschi automi – più macchine delle macchine che impugnano – continuando a spandere pestiferi gas e rumori infernali. E nemmeno potrei andare – con badile e paletta, come si faceva allora – a pulire le canalette di scolo ai lati delle strade. Oggi per farlo usano dei camion appositi, piccole e mostruose ‘autobotti’ munite di spazzole, che lentamente risalgono le strade, anch’essi con contorno di gas puzzolenti e un mostruoso ululato di fondo: lasciando le canalette sporche quasi come prima, naturalmente, perché è mancata la cura e l’attenzione del lavoro manuale. In un mondo dagli stili di vita ormai quasi completamente disumananti e disumanati, poche cose come questi apparentemente insignificanti particolari ci danno la misura della follia totale del nostro vivere quotidiano, e di quanto esso sia lontano dalla vita reale, in tutti i sensi. Potrebbe farlo un uomo quel lavoro, e lo farebbe cento, mille volte meglio. Ma il Progresso – e gli appalti – impongono macchine: stupide, inefficienti, rumorose ed inquinanti. Se proprio non si vuole assumere un operaio apposta – bisogna far quadrare i bilanci, e il nostro macellaio dal cuore di burro, il Ministro Fornero, potrebbe mettersi a piangere un’altra volta – si potrebbe prendere qualcuno a giornata, tanto che si guadagnasse ‘un tozzo di pane’, come si diceva una volta. Magari un giovane disoccupato, magari uno di quei pensionati che il macellaio sta riducendo alla fame. Ma no, meglio le macchine, col loro contorno di inquinamento, guasti, pezzi di ricambio, consumi eccetera. Lo so, qualcuno starà pensando: ‘Sto mato, el ga in mente le foje, con tuti i problemi che gavemo’. Ma io credo che davvero l’apocalisse ci attenda dietro l’angolo, se non cominciamo a restituire un po’ di ‘realtà’ e ‘normalità’ a questi semplici momenti della nostra vita. Forse i Comuni dovrebbero occuparsi (anche) di questo, più che degli appalti da rispettare, forse un nuovo modello di rapporto tra Cittadini ed Amministratori potrebbe fondarsi (anche) su questo.

 

Da: http://www.nuovavicenza.it/2011/12/voltar-foje-a-campo-marzo-o-della-disumanita-moderna/

 


[1] “Campo Marzo, o Marzio”: bellissimo parco pubblico vicentino di origini medievali, forse addirittura romane. Fino ad alcuni anni fa, il lungo viale che lo attraversava era fiancheggiato da un duplice filare di splendidi ed enormi platani centenari, poi abbattuti con la scusa di qualche fantomatica malattia.

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Responses

  1. occorre combattere l’alienazione dell’uomo con ogni mezzo! Complimenti per il post 😉

    Un saluto da Lordbad

    Vongole & Merluzzi

    • Grazie a te, e a mia volta complimenti per il tuo blog. Molto bella anche la grafica e l’impaginazione, semplici e pulite. Come fate ad essere tutti così bravi nell’inserimento di immagini?! Io ci ho rinunciato subito, dopo aver combinato catastrofi inenarrabili … Ti ho appena inserito nel mio blogroll.
      Per il resto, si fa quel che si può. Magari affonderemo, ma che non sia mai che ci dicano: “E’ stato ‘anche’ per colpa tua …”. Auguri!


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