Pubblicato da: giulianolapostata | 29 dicembre 2011

Giorgio Bocca ‘fascista e razzista’?

La Verità non esiste, come da tempo la Filosofia ci insegna. Anche i ‘fatti’ non sono ‘veri’, e per il Dharma addirittura essi non hanno esistenza intrinseca. Perfino la fotografia non riproduce una realtà ‘oggettiva’, ma solo ciò che l’occhio e la mente del fotografo vogliono vedere e mostrare. Anche riguardo al giornalismo, da tempo abbiamo perso l’illusione che ci racconti solo il cosa-quando-dove, ben sapendo che anche il pezzo più apparentemente ‘obiettivo’ rappresenta, in realtà una ‘visione del mondo’. Da questo ‘punto di vista’ abbiamo dunque imparato a leggere i giornali: non relazioni su una verità oggettiva, che appunto non esiste, ma interpretazioni, approssimate alla ‘verità’ a volte per eccesso a volte per difetto. Queste considerazioni ci sono tornate alle mente leggendo, a pag. 46 del Giornale di Vicenza del 27 dicembre 2011, la commemorazione che Stefano Biguzzi fa di Giorgio Bocca. Non voglio commentare l’opinione che Biguzzi ha di Bocca: ognuno può andarsela a leggere sul giornale. Non i fatti, dunque, mi interessano di quel pezzo, ma il loro ‘posizionamento’ all’interno del pezzo. Dopo un brevissimo incipit, Biguzzi racconta Bocca come un “giovane fascista ortodosso, con tanto di fervente adesione alle leggi razziali, che si redime comandando una brigata di Giustizia e Libertà”, e ne riferisce anche le iniziali “simpatie per gli albori di un fenomeno Lega che non esisterà poi a combattere”. I ‘fatti in sé’, lo ripeto, non m’interessano minimamente, e dunque del fatto che Bocca da giovane sia stato fascista non m’importa assolutamente niente. Mio padre, all’Otto Settembre, era un giovane allievo ufficiale del Re ed Imperatore. Dopo essersi salvato la pelle gettando la divisa, visse poi come uno degli uomini più miti e buoni che io abbia mai conosciuto. Mia madre era una studentessa magistrale: forse conserviamo ancora le sue foto in divisa da Giovane Italiana, e i suoi deliranti temini di osanna al Duce. Fu poi, per tutta la sua vita, appassionata militante della Sinistra. Né all’uno né all’altra, per quei loro trascorsi, ho mai pensato di dover mancare di rispetto. Non invoco dunque nessuna stupida censura: non solo ognuno è figlio del suo tempo, ma spesso lo subisce. Solo una cosa mi chiedo, ed il senso del mio arzigogolare sta tutto qui. Erano, quella sua giovanile sbandata fascista, quella sua iniziale simpatia leghista, le cose più importanti da dire di lui? Erano soprattutto così importanti da dover essere dette per prime? Certo, erano ‘fatti’ e dunque un giornalista ‘obiettivo’, riferendoli, si è limitato a fare rigorosamente il suo mestiere. Solo, appunto, mi chiedo se l’ordine dei fattori non potesse essere diverso, se non ve ne fossero altri, di quell’uomo, più pregnanti, da mettere in primo piano, accanto a tutti gli altri, certamente. Il risultato non sarebbe cambiato, ovviamente, ma l’interpretazione, l’approssimazione alla ‘verità’, forse sì, forse quella sarebbe stata diversa. Mi viene in mente il quotidiano del PCUS, la famosa Pravda. Che in russo vuol dire ‘verità’, e i russi commentavano, pazienti e sornioni: ‘la Pravda non dice la pravda’. Comunque sia, mi raccomando: continuate a comprare il vostro giornale, domattina: è quasi l’unico rito di libertà che ci sia rimasto.

Annunci

Responses

  1. Caro Giuliano, sei un pozzo di provocazioni e forse anche per questo manteniamo la amicizia nata sui banchi del liceo. Vero che la filosofia (occidentale) insegna che la verità non esiste da due secoli circa a questa parte (e su questa dottrina, che germina da Cartesio, cresce in Kant e gonfia il petto in Hegel e Marx, ci sarebbe parecchio da dire). Prima però – e per 20 secoli almeno – ha insegnato il contrario. Io aspetterei altri duemila anni per trarre conclusioni, peraltro provvisorie e solo statistiche (ma la statistica non sempre dice il vero: presente quella che qualche tempo fa collocava la Finlandia al primo posto come luogo nel quale vivere bene? Strano allora che tra i finnici vi sia una tra le più alte percentuali di suicidi al mondo). In attesa che il tempo passi rilevo intanto che la frase “la Verità non esiste” – perché con la maiuscola? – è una contraddizione in quanto intende essa stessa affermare una verità: perciò è affermazione fortemente indiziata di essere falsa. Non sarà che scambiamo la verità con l’evidenza, mentre la verità può essere nascosta e bisognosa di ricerca, come ogni piccola acquisizione della nostra limitata esperienza ci dimostra?
    Ciao e buon 2012, Professori e Maya a parte.
    Paolo


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: