Pubblicato da: giulianolapostata | 24 dicembre 2011

Deportazioni di Natale

Anche se probabilmente in questo periodo siete presi da tutt’altro genere di preoccupazioni – per esempio come scamparla a Mario Monti, il serial killer della BCE, che ci sta riducendo alla fame in nome dei destini superiori della patria (la sua e quella delle Banche che lo manovrano) – vorrei aggiornarvi sulle ultime esternazioni di Enrico Marcigaglia, Assessore alla Sicurezza del Comune di Arzignano (VI), implacabile ‘avvistatore’ di zingari e fustigatore di marocchini. Ecco di seguito alcuni miei link utili a ripassare il tipo:

https://giulianolapostata.wordpress.com/2011/01/07/humour-leghista-ed-altre-miserie-di-inizio-anno/

https://giulianolapostata.wordpress.com/2010/07/29/passa-un-giorno-passa-laltro/

https://giulianolapostata.wordpress.com/2010/07/17/il-prode-anselmo/

https://giulianolapostata.wordpress.com/2010/07/04/bandiere-sulle-torri/

Dopo alcuni mesi di silenzio (a meno che non me ne sia scappata qualcuna), il Nostro si è rifatto vivo in questi giorni, dopo che, proprio nel suo Comune (Giornale di Vicenza, 18/12/11), una banda di teppisti, che il giornale indica genericamente come “ragazzi stranieri”, ha picchiato brutalmente un coetaneo italiano, provocandogli gravi lesioni. Sulla necessità di ‘rieducare’ questi giovani imbecilli, credo siamo tutti d’accordo: per esempio mediante una robusta scarica di sberloni sul muso e calci in culo in accoppiata da parte dei loro genitori. O, meglio ancora, con un annetto di sano lavoro in fonderia, e senza stipendio. Invece il Marcigaglia se n’è uscito con una delle sue, che, almeno questa volta, avrebbe fatto meglio a risparmiarsi: “Per quanto mi riguarda dovrebbero essere rispediti in patria”. Bravo, bene: che i torna a casa sua a magnar banane. Solo che, già che c’è, l’Assessore dovrebbe spiegarci in quale patria bisognerà allora deportare i quattro ventenni, veronesi ed italianissimi, che proprio il giorno dopo (Repubblica, 19/12/11) hanno sprangato un giovane cingalese, cercando poi di buttarlo sotto le macchine in transito, o in quale patria siano stati deportati nel frattempo i giovani neofascisti veronesi (ancora!), che nel 2008 ammazzarono di botte Nicola Tommasoli (per la cronaca: l’anno dopo uno dei quattro è stato assolto, gli altri condannati a pene dai 10 ai 14 anni per “omicidio preterintenzionale”. Tra buona condotta e palle varie, se tutto va bene fra quattro o cinque anni saranno fuori). Quanto alla bestia che a Firenze ha ammazzato due “negri”, quello per fortuna si è deportato da solo: all’altro mondo.

Ecco, Assessore, ci dica: questi picchiatori – italiani, e oltretutto di Verona, dove tra parentesi da anni governa la Lega – questi dove li deportiamo, visto che già vengono da ‘casa nostra’?

O forse il problema non è di vagheggiare un’assurda ‘pulizia’ su base nazionale: fuori gli stranieri, ‘cattivi’ a priori, dentro gli italiani, ‘buoni’ per definizione. Forse la strada giusta sarebbe quella di ‘deportare’ – fuori dal nostro Paese, dai nostri valori, da noi stessi – questa peste razzista che invece ha piantato solidissime e sanguinose radici, e che imperversa ovunque. Forse la soluzione sarebbe quella di smetterla di predicare la cultura dell’esclusione, e cominciare a praticare quella dell’integrazione, della multiculturalità e dell’inclusione.

Ci pensi – eh, Assessore? – faccia un fioretto di Natale. E tanti Auguri.

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