Pubblicato da: giulianolapostata | 10 dicembre 2011

Lacrime

Niente è più rivoltante della compassione di chi è responsabile della nostra infelicità, e le lacrime del Ministro Fornero, domenica 4 dicembre, mentre presentava l’abisso di miseria e disperazione in cui il suo governo sta gettando milioni di Italiani sono state, a dir poco, oscene.

Altre lacrime abbiamo visto in questi giorni.

Giovedì sera, abbiamo visto quelle di cinquecento dipendenti di Trenitalia, licenziati con un tratto di penna, da tre giorni accampati al freddo come accattoni davanti alla sede della loro azienda, senza che nessuno si degni di dar loro ascolto. Urlavano, si disperavano, qualcuno davvero con gli occhi colmi di lacrime, non sapevano che fare. Cinquecento persone: riesce ad immaginarle, Ministro Fornero? Immaginarle solo, perché dubito che dal benessere confortevole delle Sue stanze Lei possa soltanto scorgerle, o sentirne il chiasso fastidioso. Cinquecento persone, Ministro; forse mille, se contiamo mogli o mariti; forse millecinquecento, se contiamo i figli; forse anche di più. Riesce ad immaginarsele, Ministro? E qualche lacrimuccia in più, riesce a spremerla?

Ieri sera abbiamo visto quelle di un povero vecchio, magro, malvestito, la barba lunga e gli occhi arrossati, terrorizzato di fronte all’ipotesi di non poter più riscuotere la sua già miserrima pensione in contanti, perché la prossima che vi siete inventati – per compiacere i vostri padroni, le Banche – è che ogni pensione sopra i 500€ dovrà essere versata su un conto corrente. Decine di migliaia di pensionati, vecchi, spesso poco alfabetizzati e per nulla informatizzati, si troveranno spersi ed impotenti di fronte a nuove barriere per loro incomprensibili ed insuperabili. Il vecchio protestava, turbato, col pianto in gola, blaterava che lui il conto non lo apre, che lui i suoi soldi li vuole uno sull’altro. Ma chi lo ascolta un vecchio barbone come quello? Lei, signor Ministro?!

Magari lui, o qualcuno come lui, per la disperazione si ammazzerà, così sarà una pensione di meno da pagare. Magari anche qualcuno di quei disperati di Trenitalia. Del resto lo urlavano, giovedì sera: “Qui qualcuno fa una pazzia”. Un problema di meno da risolvere.

Così, se ha ancora voglia di piangere, Ministro Fornero, apra il telegiornale.

E intanto, per le sue lacrime di domenica, se ha un po’ di coscienza, si vergogni.

 

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