Pubblicato da: giulianolapostata | 8 ottobre 2011

Radici

L’ennesima scoperta sul Monte Summano di tracce di riti satanisti (Giornale di Vicenza del 1/10/11) – che, come vedremo più avanti, sarebbe meglio definire neopagani – ha scatenato la solita ridda di reazioni scomposte. Indagini dei Carabinieri, fascicoli in Tribunale eccetera. Manca solo che la Diocesi di Vicenza sguinzagli i suoi esorcisti, i cui ranghi di recente si sono anche infoltiti (https://giulianolapostata.wordpress.com/2011/05/15/aglio-fravaglio-fattura-ca-nun-quaglia/). Eppure nessuno ha saputo o voluto vedere i nessi profondi, quasi dei metasignificati, vorrei dire perfino l’intima bellezza di quanto accade in quei boschi. Monte Summano … Una bella, dotta e commossa trattazione della sua storia e delle sue leggende si può trovare su http://luigi-pellini.blogspot.com/2009/05/monte-summanodimora-degli-dei.html, ma senza pretendere di sfidare l’erudizione di cui Alvaro Bonollo dà prova in quella pagina tentiamo di ricordarne anche noi qualcosa. Lo stesso nome ha origini antichissime e controverse, ma tutte evidentemente riferentisi ai culti della Paganità. Forse il monte era dedicato a Juppiter Submanus (sub mane=prima del mattino), Divinità notturna della quale esisteva un tempio anche a Roma. O forse a Pluto Summus Manium: Plutone, Dio degli Inferi e dei Mani (Summus Manium: il più grande dei Mani). Ma più indietro ancora si può andare, nella ricerca delle tracce del Sacro sul Summano. Ricerche archeologiche passate e recenti hanno evidenziato “la presenza di un’area santuariale databile, sulla base dei reperti e delle strutture rinvenute, almeno alla prima Età del Ferro (IX-VII secolo a.C.). L’area di culto proseguì il suo utilizzo nella seconda Età del Ferro (VI-metà II secolo a.C.), nella fase di Romanizzazione o periodo repubblicano (metà II-I secolo a.C.) e perdurò almeno fino al periodo tardoimperiale (III-IV secolo d.C.)” (http://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Summano). Per tutto quel tempo, il monte fu oggetto di pellegrinaggi, ma già nel primo secolo il processo di cristianizzazione forzata cominciò ad abbattersi sul mondo religioso romano, anche in quei lontani pagi. Secondo l’agiografia, nel 79 d.C. San Prosdocimo, primo vescovo di Padova, che già aveva abbattuto il tempio di Diana a Pievebelvicino, erigendo al suo posto una chiesa, avrebbe distrutto anche il tempio del Summano. Del resto, la storia della cristianizzazione dell’Europa fu ovunque una storia di violenze e sopraffazioni. Di San Martino di Tours, per esempio, abbastanza conosciuto per la leggenda del mantello spartito con un povero, è molto meno nota l’attività di implacabile persecutore dei ‘pagani’ della sua regione, in cui imperversò abbattendo templi e ‘idoli’, addirittura sradicando i boschi sacri dei Druidi. Dopo che dalla sua sommità venne cancellata ogni traccia degli “Dèi falsi e bugiardi”, il Summano visse secoli di relativa tranquillità, durante i quali comunque le popolazioni locali non cessarono mai, seppur clandestinamente e poveramente, di tributargli gli antichi onori. Si tornò a parlarne durante il Fascismo (Chiesa e Potere, sempre alleati), che decise di erigere sulla sua cima un gigantesco crocifisso di cemento a cui, nel 1993, il vescovo vicentino Pietro Nonis fece aggiungere una statua di Cristo: tanto per ribadire chi ‘comanda’. Né il crocifisso né la statua, tuttavia, riuscirono ad impedire che ogni tanto, sulla cima del monte, di notte, venissero scorte luci, e che spesso fossero ritrovate tracce della celebrazione di culti neopagani. Certo, oggi questi culti hanno assunto le misere forme e i poveri contenuti di un Satanismo d’accatto, sciocco e volgare, spesso criminale, anch’esso frutto del consumismo modernista, debitore più al cinema horror che ad un’effettiva conoscenza degli antichi culti ctonii: lungi da noi, quindi, anche solo il sospetto di rivendicarlo o favorirlo. Ma, come dicevamo, bisogna saper guardare oltre, e prima. Trascurando queste miserie dell’oggi, un messaggio viene dal Monte Summano. Nonostante duemila anni di persecuzione cristiana, nonostante gli ultimi secoli di devastazione modernista e scientista, nonostante il nuovo culto del Dio Progresso, che ha compiuto l’opera distruggendo le ultime tracce di senso del Sacro e ci ha trasformato tutti in disperati déracinés, alcuni pochi ancora persistono, sia pure in modi ciechi e folli, certo inconsciamente, a cercare i segni antichi di una Religione che, senza richiamarsi ad alcuna improbabile ‘Rivelazione’, fondava le sue radici nella Natura e nei suoi misteriosi ed imprescindibili legami con l’Uomo: il mondo agricolo e ‘sotterraneo’, i ritmi dell’Universo, la Terra Madre e nutrice. Incredibilmente, da quel monte gli Dèi parlano ancora. Narra James Frazer nel suo “Il Ramo d’Oro” (Bollati Boringhieri Ed.) – libro di bellezza sublime, e fondamento di tutta l’Antropologia moderna – che verso la fine dell’Ottocento alcuni ricercatori scoprirono, nelle campagne della Grecia, un antichissimo e consunto altare di Demetra, con evidenti tracce di recenti offerte cultuali. La Rivoluzione Industriale aveva già devastato culture e società, il Progresso tecnologico stava appiattendo Storie e tradizioni: e tuttavia, tra i monti della Grecia, alcuni contadini ‘ignoranti’, ma con le radici ancora ben fitte nel loro meraviglioso passato, continuavano a rivolgersi ai loro antichi Dèi per i loro bisogni fondamentali, che sono poi gli unici, veri bisogni dell’Uomo: cibo e salute. Una bellezza ineffabile è contenuta in questo aneddoto. Forse una briciola, un pizzico appena di quella sopravvivente Paganità abita anche, malgrado loro, nei moderni frequentatori del Monte Summano. Speriamo che un giorno riescano a liberarsi degli stupidi orpelli di cui li hanno rivestiti, per scendere, veramente e finalmente, alle radici di tutti noi.

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Responses

  1. Verità rivelata e culto della natura (Demetra)… la religione vista da due punti di vista diversi e con implicazioni distinte.
    Le “verità rivelate” non hanno punti in comune con la scienza.
    iI culto della natura trova punti di contatto e sinergie con il pensiero scientifico.
    Conosciamo le conseguenze delle “verità rivelate”, ogni giorno, ne abbiamo piene le pagine di politica estera e interna; guerre di potere mascherate da guerre di religione, diritti umani negati, ingerenze nella vita civile di un paese democratico e superstizioni a giustificazione di scelte discutibili in contrapposizione alla laicità dello stato.


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