Pubblicato da: giulianolapostata | 14 settembre 2011

Il pesce puzza dalla testa

Tutti ricordano quando l’Onto del Signore – al vertice NATO del 2066, una delle tante pagliacciate messe in piedi per convincere l’Umanità di essere il più grande uomo di governo dopo Alessandro Magno, Giulio Cesare e Napoleone – fece scompisciare dalla risate l’Italia intera, e purtroppo anche il resto del mondo, spiegando che Roma era stata fondata da Romolo e Remolo. Ma la sua corte non è da meno. Un’altra bella ghignata ce la siamo fatti nel 2008, quando il Ministro della pubblica (D)Istruzione, Mariastella Gelmini, in un discorso in Parlamento disse “egìda” invece di “ègida” (www.youtube.com/watch?v=HTgqMCbmeio).

Quanto a questo, del resto, l’inimicizia tra il Ministro Gelmini e la lingua italiana è nota. Ecco, per esempio, un brano di una sua intervista pubblicata da “Il Gazzettino” il 20/5/09. Tenetevi forte:

“Da subito ho attuato provvedimenti per legare la scuola al proprio territorio. I professori ad esempio devono sempre più provenire dalla stessa regione nella quale insegna. (…) Ogni regione deve poter strutturare un sistema educativa in linea con le richieste del mondo del lavoro della zona. Allo stesso modo la spinta verso il futuro e la modernizzazione non può non essere accompagnato dalla valorizzazione della cultura, ivi compresa la lingua e il dialetto. Per questo la polemica è distituita di qualsiasi fondamento soprattutto per chi è rivolta ad una persona che abita al confine con il Veneto (…)”.

Il testo è ancora disponibile, nella sua adamantina asinità, su http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=M2QWJ e su http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=563273&Data=20090520&CodSigla=PG 

Del resto, una ragione ci sarà pur stata se il Ministro, dopo aver tentato invano di conseguire l’abilitazione al concorso di avvocatura nelle Università del Nord, nel 2001 andò a sostenere l’esame a Reggio Calabria.

A questa luminosa rosa di intellettuali si aggiunge Morena Martini, Assessore all’Istruzione della Provincia di Vicenza, che oggi (Giornale di Vicenza, 14/9/11, pag, 16) ha invitato gli studenti che hanno protestato contro il massacro della scuola operato dalla sua esimia collega ad andare “in miniera a lavorare, come Rosso Malpelo nell’omonima novella di Pirandello”. Volevamo scriverle per rivelarle che Rosso Malpelo è del Verga ma abbiamo rinunciato: lo shock potrebbe essere troppo forte.

‘In che man’, si dice in Veneto, ed è meglio appunto che la chiudiamo qui, sghignazzando sulle competenze culturali dei nostri dirigenti. Perché se dovessimo passare a ragionare sul livello etico di un Assessore Provinciale che insulta volgarmente studenti (e minatori, tra parentesi), che stanno solo rivendicando il loro diritto, garantito dalla Costituzione, alla Scuola ed all’Istruzione, dovremmo trascendere, e siamo troppo educati per farlo. Forse dovrebbe essere l’Assessore Martini a vergognarsi delle sue parole, ma – si sa – anche per quanto riguarda la categoria ‘vergogna’ in Italia il pesce puzza dalla testa.

 

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