Pubblicato da: giulianolapostata | 1 giugno 2011

Lettera aperta ai neoeletti Sindaci di Centrosinistra

Caro Giuliano Pisapia, Caro Luigi de Magistris, e cari tutti, voi Sindaci del Centrosinistra appena eletti,

                                                                          non sono un elettore dei vostri partiti: sinceramente, non li ho mai votati. Tuttavia in questi mesi, nel mio piccolo, ho fatto quanto ho potuto per voi. Nel blog, scrivendo ogni volta che ho potuto sugli orrori della ‘cultura’ leghista e sui valori disumani che vent’anni di berlusconismo hanno instillato nella nostra società. Con la posta elettronica, diffondendo ogni sorta di messaggio che potesse portare al vostro successo. E non ci conosciamo affatto di persona, naturalmente. Tuttavia, ora che le cose sono andate come sono andate, mi è venuta voglia di scrivervi, per fare alcune semplici riflessioni.

Diciamoci la verità. Pur con tutta la stima che ho per voi – ed è tanta, credetemi – tuttavia sappiamo tutti benissimo che l’enorme successo di voti e di popolo che avete conseguito non va attribuito – non solo, per lo meno – alla fiducia che la gente può nutrire nelle vostre doti personali e nelle vostre capacità politiche.

Questo voto ha manifestato ben altro. Esso ha espresso la rivolta, fervida, della parte migliore degli Italiani verso l’abominio morale e culturale in cui questo regime li ha trascinati. La corda è stata tirata oltre ogni limite, la misura è stata colmata. Il voto ha significato che i cittadini non hanno più accettato di vedere la parte migliore della Nazione, le sue Istituzioni più nobili, trascinate nel fango postribolare di odii, miserie e volgarità di cui lo stesso Eliogabalo sarebbe arrossito. Ha rappresentato un soprassalto d’Orgoglio e Dignità (e scusatemi le maiuscole) di un Paese che pareva ottusamente assuefatto a tutto, ad ogni sconcezza etica e culturale, ad ogni infame ladreria, ad ogni puttanesca menzogna, e che invece ha voluto gridare che no, basta, non se ne può più, che davvero esiste un Limite.

Con questo, dovete fare i conti. Questo dovete ricordare. Che non siete – non solo – i rappresentanti di questa o quella città, ma di un Rinascimento di cui il Paese ha disperatamente bisogno. Di questo Rinascimento siete la punta avanzata: il resto seguirà coi Referendum, e con le elezioni anticipate, quando finalmente ci saranno.

Ma soprattutto dovete aver presente che il vostro compito – per la parte che vi compete, e non è piccola – è basilare. Ora non si tratta di ‘dire qualcosa di sinistra’. Ho sempre detestato questa insipida battuta, tipica di quegli pseudomaestri – Nanni “Arroganza” Moretti, Massimo “Sotutto” D’Alema, Walter “Ciccio-di-Nonna-Papera” Veltroni, e tanti altri – che con la loro vuota supponenza hanno trascinato la Sinistra italiana (qualsiasi cosa questo termine voglia dire) ai livelli di insignificanza e di ridicolo in cui si era ridotta negli ultimi tempi.

No, non vi basterà ‘dire qualcosa di sinistra’. Altro è il vostro dovere, e paradossalmente esso è tanto arduo quanto semplice.

‘Elementi di socialismo’, li chiamava Enrico Berlinguer. Questo chiede il popolo italiano. Nulla di trascendentale, nulla di impossibile, poche cose: solo ‘elementi’.

Lavoro, ma che sia umano. Benessere, che però la smetta di inseguire le follie suicide dello Sviluppo per cominciare a parlare il linguaggio della Decrescita e dell’Ambiente. Diritti, e doveri, ma davvero uguali per tutti, come sta scritto nei tribunali. Cultura, quella alta di cui il nostro Paese è scrigno ma anche quella popolare, massacrata da una televisione ridotta a peep show. Laicità e libertà dell’individuo da ogni condizionamento confessionale.

E soprattutto, soprattutto, ONESTA’. Non vi basterà che la moglie di Cesare sia al di sopra dei sospetti. Lo dovranno essere i figli, e i nipoti, e gli amici, ed ogni minimo sodale e collaboratore, fino all’ultimo degli uscieri.

Perché c’è una cosa che vi dovete mettere in testa. Questa è l’ultima occasione che avete, e che abbiamo. Fallite ancora una volta, fallite anche questa volta, e tornerà il regno di Sauron, coi suoi orchi e le sue orchesse, ed ogni speranza sarà nuovamente, e chissà per quanto, spenta. Fallite ancora una volta, fallite anche questa volta, e l’abisso si riaprirà. Gli Italiani ci precipiteranno dentro di nuovo, ma all’ultimo momento vi afferreranno per la giacca, tirandovi giù con loro. Fallite, e per il resto di questo secolo, un’altra occasione non l’avrete, non l’avremo, più.

Tutto qui. Pensateci, e auguri: a tutti noi.

 

 

 

 

 

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Responses

  1. Dico la verità, non mi convince per niente questa ondata di centrosinistra (che già suona male) che ha vinto le ultime elezioni a Milano e compagnia bella. Come hai detto anche tu, si sa bene che (al di là di Napoli, ma anche lì…) hanno vinto più per la nausea e l’indignazione che sembra aver (finalmente! Halleluja!) fatto breccia nel cuore e nella testa di molti italiani. Insomma, più a causa di questo centrodestra che per merito del centrosinistra e delle sue pseudo proposte. Io vorrei più una reazione di coscienza, stile INDIGNADOS spagnoli. Il voto non mi basta più. Non mi piace più e soprattutto non mi convince questo sistema di oligarchie dominanti. Sistema di cui, lo sai bene anche tu, il centronisistra fa parte. Non sono un ingenuo e non mi faccio abbindolare da ciò che – forse; forse… – fu. Ecco perché guardo con maggior interesse a questi nuovi movimenti che stanno nascendo. Il 5 STELLE è soltanto il primo. Non condivido alcune delle loro idee (per esempio questa cieca fiducia nella tecnologia e nella suddetta ‘rete’ – e credo che su questo punto noi due siamo perfettamente d’accordo), ma apprezzo molto questa reazione. Perché di questo si tratta. Di una reazione, che tra l’altro mi sembra molto più spontanea e ‘dal basso’ di Pisapia e compagni… A breve arriveranno (o almeno in parte me lo auguro) ALTERNATIVA, MOVIMENTO ZERO e tanti altri. Su Pisapia, per concludere, condivido a pieno queste parole scritte da Grillo sul suo blog: ” Se Pisapia fermerà almeno la costruzione mostruosa dell’EXPO 2015 insieme a quella di City Life, chiuderà gli inceneritori, taglierà del 75% gli stipendi degli assessori comunali, mi ricrederò, pensate che lo farà?”.

  2. Le tue riflessioni, condivisibili, andrebbero indirizzate innanzitutto ai dirigenti dei partiti politici di centro-sinistra.
    Personalmente non caricherei i sindaci neo eletti di responsabilità che non hanno e non gli competono più di tanto. Avranno già abbastanza da fare per le coro città, renderle più vivibili e meno cementificate (Milano), finalmente libera dalla monnezza (Napoli) e più aperte ed inclusive le tante realtà strappate al razzismo della Lega (la sconfitta pesante della lega mi fa più piacere, da vicentino e veneto, dell’altrettanto grande sconfitta dell’utilizzatore finale).
    Dici bene il paese, ma soprattutto il nord si è svegliato e si è rivoltato; questo patrimonio parte indubbiamente dal basso, da associazioni di volontariato e movimenti ma anche (scusa la citazione veltroniana) da tanti militanti, anche come me, che dopo anni hanno riscoperto il piacere di darsi da fare nelle piazze a parlare con la gente per cambiare questo paese.
    Io non credo che sia stato solamente un moto di rivolta per le schifezze di questo governo, anche se non dobbiamo MAI dimenticare che questo è un paese moderato; un paese in cui i processi di cambiamento devono e dovranno necessariamente essere lenti.
    Citi Berlinguer; ho pianto quando questo grande dirigente ci è mancato, ma non posso dimenticare che egli fu aspramente criticato quando lanciò, prima la strategia del compromesso storico – grande incontro tra le diverse culture riformiste comunista-socialista-cattolica – e poi additato come venduto quando decise che, per salvare il paese dalla bancarotta, decise di entrare in una maggioranza gestita da altri (la DC) e poi lo pagò enormemente in termini elettorali.
    Nella storia del nostro paese le forze del progresso non sono MAI andate oltre il 30-35% e si è sempre dovuti ricorrere ad alleanze – il centro-sinistra di Moro e Nenni – il governo di Unità Nazionale di Berlinguer.
    Qualcuno non molto tempo fa mi ha dato dell’illuso, ma credo che i dirigenti politici abbiano imparato la lezione e ci si sta attrezzando per un ricambio della classe dirigente (quella che citi tu, tanto per essere chiari) e stanno crescendo nuove realtà di cui Pisapia e De Magistris sono la punta di un iceberg (almeno secondo me), ma concludo ripetendo, non carichiamoci di troppe aspettative, cerchiamo di essere piuttosto i cani da guardia, richiamandoli sempre ai loro doveri, in primis l’onestà ASSOLUTA (la moglie di Cesare ecc.ecc.). Lo stesso Pisapia in una delle prime dichiarazioni ha detto ai milanesi : Non lasciatemi solo. Credo che questa frase dica già molto
    Franco Zanella

  3. Dio buono se scrivi bene! Le frasi vanno via scorrevoli che è proprio un gusto leggerti. Gustosissimo davvero il tuo articolo. Ma nel merito credo sia troppo enfatizzata questa pur brillante vittoria e che allo stesso tempo non possa essere considerata l’ultimo banco di prova per la sinistra. Ci sono quegli elementi di nausea e stanchezza, quella voglia di dire basta al caimano, che così ben rappresenti. Ma a Varese e Treviso vince ancora la lega. In voti assoluti non vedo ancora maggioranze alternative credibili. Nel voto di condanna a Berlusconi c’è anche, e pesa, la potenza di settori cattolici che, nel dire finalmente basta, adesso ci sono accanto ma che dubito ritroveremo vicino se dovessimo introdurre non dico elementi di socialismo ma anche solo elementari diritti civili come quello di scegliere il proprio compagno/compagna dello stesso sesso o di aver diritto a una morte dignitosa.
    Ad ogni modo sono davvero felice di questi risultati alle elezioni amministrative e credo anche che ci sarà il quorum domenica ai referendum dove metteremo una croce definitiva sopra il nucleare, diremo un forte no alla privatizzazione di tutto e a tutti i costi, e daremo un altro sberlone al berlusca sul legittimo impedimento. Un passetto alla volta. Chi era (Confucio?) che ha detto che le grandi opera iniziano con piccoli passi… Adelante!


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