Pubblicato da: giulianolapostata | 14 maggio 2011

“Il ventre che ha generato la bestia immonda è ancora fecondo”

Bisogna dare un senso preciso al termine “leghismo” – che volutamente scrivo con la minuscola, per non dar l’impressione di limitare il discorso ad una singola formazione politica – perché solo in piccola misura, infatti, esso consiste in un fenomeno ‘partitico’. Oltre e prima del suo contenuto ‘politico’, il ‘leghismo’ consiste in una visione del mondo, in un patrimonio ideologico ‘transnazionale’. La sua parentela con determinati schieramenti politici presenti in qualche nazione è relativa e incidentale: si tratta invece di una cultura presente in quasi tutta Europa, essendosi ultimamente diffusa anche in quei Paesi scandinavi che fino a ieri consideravamo un’isola felice di civiltà. Non è ‘moderno’, ma ha radici ‘antiche’ e riconoscibili. Analizzarle, rimemorarle e indurre un breve confronto col presente può essere inquietante ma anche utile per comprendere e prendere posizione.

Tra i molti materiali reperibili su questo tema, particolarmente interessante è l’ottimo articolo di Matteo Incerti sul Fatto Quotidiano del 14/3/11 (http://www.ilfattoquotidiano.it/tag/mario-borghezio/), che documenta non solo come i rapporti tra il ‘leghismo’  in questo caso italiano – nella persona di Mario Borghezio – e l’estrema destra europea più razzista e xenofoba siano robusti e di lunga data, ma soprattutto dimostra, con le parole dello stesso Borghezio, come, al di là e al di sotto di una verniciatura ‘politica’ comunque precaria ed approssimativa, la natura del ‘leghismo’ sia intimamente fascista: “Lo stesso Borghezio nel 2009, ripreso inconsapevolmente da una tv francese ad un raduno, dichiarava: “Il regionalismo è solo una copertura. Noi siamo sempre i fascisti di un tempo”.

Tuttavia – ed è questo l’elemento interessante – dovunque si sia presentato in Europa, nel suo agire politico il ‘leghismo’ non si offre mai esplicitamente e brutalmente come un movimento fascista: tutt’altro. Certo: Flavio Tosi, per esempio, Sindaco di Verona, non ha mai fatto mistero delle sue simpatie, e “nel 2007, appena eletto, non ebbe timore a partecipare ad una manifestazione organizzata da Fiamma Tricolore, Forza Nuova e Veneto Fronte Skinhead” e ad inserire nella sua lista Andrea Miglioranzi, rappresentante e consigliere comunale di Fiamma Tricolore. Così pure, nel 2005, Enrico Hullweck, Sindaco di Vicenza, partecipò all’inaugurazione in centro città di una sede di Forza Nuova.

Ma poi, nell’azione politica quotidiana, il volto che il ‘leghismo’ presenta di sé è totalmente diverso. È quello di un partito pacifico e ‘democratico’, rispettoso della legge; un partito di bravi amministratori, gente che ‘non fa politica’, ma sta ‘dalla parte della gente’ e ne ascolta i bisogni; un partito ‘popolare’, fatto di ‘brave persone’ che lavorano, timorate di dio. Nulla di preoccupante, insomma. Eppure un fiume nero scorre carsicamente nel ‘leghismo’ ed ogni tanto riemerge, in quei comportamenti e quelle uscite che molti commentatori politici, con stolida insipienza o peggio, con inconsapevole (?) complicità, definiscono manifestazioni “folcloristiche”.

Così è da molto tempo in Italia, per esempio, per quel che riguarda le ‘proposte’ per combattere il fenomeno della pedofilia. Capofila delle nuove teorizzazioni fu, qualche anno fa, l’odontoiatra Roberto Calderoli, che auspicò la castrazione fisica mediante “l’utilizzo di forbici arrugginite, così se si salvano dalle ferite almeno restano infetti” (http://www.camicieverdi.com/html/il_film_camicie_verdi.php). Gli fece eco Milena Cecchetto, Sindaco di Montecchio Maggiore (VI) (cerca in https://giulianolapostata.wordpress.com/), invocando, sul Giornale di Vicenza del 22/8/10, “la castrazione chimica e fisica di chi si macchi di tentativi o effettive violenze su donne e bambini”. Ma il pensiero della Sig.ra Cecchetto si è evoluto – “A cosa serve il carcere a chi non riesce a controllare le proprie pulsioni sessuali? Il carcere non è una soluzione, e poi la castrazione chimica non è irreversibile” (Corriere Vicentino, settembre 2010, pag. 19) – assumendo anche connotazioni di tipo socio-religioso: “Tenerli rinchiusi ci costa ‘un botto’. A Montecchio vorrei vedere i carcerati con una bella palla al piede ad asfaltare buche. Noi abbiamo dei principi e dei valori, grazie all’educazione cattolica” (ib.). Nelle stesse pagine, Roberto Boaria, Sindaco di Barbarano Vicentino, dichiara: “Sono per la castrazione fisica: deve anche soffrire certa gente per quello che fa”, e Giorgio Gentilin, di professione medico e Sindaco di Arzignano (VI) (cerca in https://giulianolapostata.wordpress.com/), rincara: “Credo che per certi tipi di reati potrebbe essere una soluzione percorribile”.

I due fiumi, dunque, scorrono paralleli. In superficie, quello pacioso ed accattivante della brava gente, cattolica e lavoratrice; sotto, nelle falde oscure dell’irrazionale, quello cupo e maligno del sangue e della violenza. Nulla di nuovo. Abbiamo già visto tutto, sappiamo già come entrambi possano coesistere, per poi andare a finire nella stessa foce. Nella Germania degli anni Trenta, brave persone, colonne della comunità, stimati commercianti, si affacciavano sulla porta dei loro negozi ad osservare senza un fremito gli ebrei che pulivano i marciapiedi con lo spazzolino da denti. In Austria, abitanti di ridenti cittadine immerse nel verde volgevano il volto – e il naso – dall’altra parte, per non vedere e non sentire l’orrore che si consumava nei Lager di là dalla strada.

Oggi tocca schierarsi di nuovo. Ignorare, dimenticare, equivocare, sminuire sono dunque atteggiamenti folli e complici. Conoscere, capire, collegare, svelare radici e implicazioni sono un dovere morale molto prima che politico. Perché quel ventre non abbia a partorire ancora, perché nessuno mai un giorno possa dirci: “Voi sapevate, ma cosa avete fatto?”

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Responses

  1. cito: “la castrazione chimica e fisica di chi si macchi di tentativi o effettive violenze su donne e bambini” e poi “Noi abbiamo dei principi e dei valori, grazie all’educazione cattolica”…
    …che ne facciamo dei preti pedofili?… Ah, dimenticavo…c’è la confessione.

  2. Ho sempre pensato che il leghismo, come del resto ogni forma di fanatismo, é in sé subdolo e pericoloso perché poggia su una profonda incultura. Per cultura non intendo un titolo di studio ( a volte c’é) ma un sentire empatico, aperto, basato sulla consapevolezza che ogni forma di conoscenza é complessa. La cultura é complessità. I leghisti parlano in modo apperentemente ‘popolare’ ma le loro idee fondano su assiomi, parlano e ammiccano ai livelli più bassi del pensiero, contrabbandano per difesa delle tradizioni e dei luoghi un rifiuto, storicamente improponibile, del diverso, demonizzandolo. E’ bieca la loro proposta di castrazione chimica, come é bieca e vergognosa quella proposta Cota (restata per fortuna inascoltata) di creare classi di soli alunni immigrati. Quello che rimprovero alla Chiesa, nel suo complesso, é un atteggiamento ipocrita, di non levare forte la voce di vera condanna verso chi, da rozzo fanatico, parla di White Christmas e di sparare per respingere i barconi, di non predicare sempre e ovunque, a voce alta il Vangelo. Bisogna, ognuno di noi, resistere, resistere, resistere e continuare come si può sempre a parlare, a sostenere un pensiero lucido e raziocinante, combattendo la povertà culturale xenofoba e razzista. La scuola resta un argine forte. Per questo é temuta, sono temuti gli insegnanti.


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