Pubblicato da: giulianolapostata | 2 aprile 2011

Due riflessioni sul nucleare

 Veronesi, una botta di vita

Forse qualcuno ricorderà la triste storia di XY, celebre giornalista, morto una decina di anni fa. Uomo colto, simpatico, intelligente, con una brillante carriera alle spalle, ad un certo punto, già anziano, XY decise di concedersi ‘una botta di vita’, come si suol dire, nella persona di WKZ, giovane attricetta di poche speranze, nessuna capacità ma fisico prorompente. Per due o tre anni, il giornalista e l’attricetta si resero ridicoli in mezza Italia e impazzarono per ristoranti e locali pubblici, dando spesso scandalo per i loro atteggiamenti ai limiti del consentito, e venendone spesso, proprio per quegli atteggiamenti, allontanati. Alla fine, probabilmente sfiancato proprio da quegli ultimi fuochi, XY si spense, dopo essersi finalmente riunito alla famiglia d’origine, che aveva abbandonato per unirsi a WKZ.

Una parabola, purtroppo, spesso comune a molti uomini anziani, che ad un certo punto sembra vadano in cerca di una seconda ed effimera giovinezza, dimentichi di ogni ‘onore’ e di tutta un’esistenza.

Non è così strampalato questo aneddoto, riferito alle nostrane vicende del nuovo piano nucleare governativo, ed il comportamento di Umberto Veronesi sembra inquadrarvisi perfettamente. Dopo una vita spesa nella ricerca sul cancro, nella lotta per stili di vita più sani e contro la presenza di agenti cancerogeni nell’ambiente, improvvisamente, un paio d’anni fa, il Prof. Veronesi ha scelto di schierarsi proprio con quello che pareva dover essere il suo ‘nemico’ principale, accettando addirittura la presidenza dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare e propugnando la costruzione di nuove centrali sul territorio nazionale, ribadendo questa sua scelta anche di fronte alla catastrofe di Fukushima. Tutti hanno trovato inspiegabili le ragioni di questo voltafaccia. ‘Venduto’, lo ha apostrofato qualcuno, ma sinceramente credo che sia una sciocchezza. Non si vende, un uomo di ottantasette anni, né del resto credo che Veronesi, coi livelli professionali raggiunti, avesse bisogno di soldi. Sembra a me, invece, quello di Veronesi, proprio un esempio di quello che dicevamo prima: il bisogno di una ‘botta di vita’. Cioè. Di colpo, all’improvviso, cambio bandiera, abbraccio una causa nuova, diversa e contraria rispetto a tutto quello che ho predicato nella mia vita precedente. Non importa se così facendo in un attimo mi sputtano una vita intera di onorabilità, di rispettabilità e di studi, non importa se mi danno del venduto, o del rincoglionito, non importa se qualcuno, magari con dubbio gusto, ora mi soprannomina Cancronesi. Non me ne importa niente. Io ho una nuova battaglia da combattere, nuovi compagni di lotta, una nuova frontiera da conquistare. Mi sento giovane, ancora una volta ho tutta la vita davanti. È andata così? Forse, secondo me. Comprensibile, se si vuole, ma che pena. Era meglio se si buttava sulla figa anche lui: almeno quella, di sicuro, il cancro non lo fa venire.

 “A chi le centrali? A noi!”

Dunque, come ho già avuto occasione di dire, al modico prezzo di migliaia di morti di cancro (e non solo giapponesi) negli anni a venire, e di un territorio avvelenato per secoli, sembra molto probabile che vinceremo il referendum di giugno. Danni collaterali, insomma.

Attenzione, però, perché ci sono altre considerazioni da fare. Non è finita. Ora i potenti della terra sembrano essersi scoperti improvvisamente, se non una coscienza antinuclearista, per lo meno grandi doti di prudenza e saggezza. Angela Merkel annuncia chiusure di centrali a raffica (probabilmente anche dopo aver visto l’ultimo trionfo elettorale dei Grunen), Obama ha detto che ci starà attento, Il governo giapponese ha promesso che rivedrà la politica energetica nazionale (ma solo dopo aver sistemato le cose): bontà sua. Perfino il Nano Nazionale ha fatto la sua solita grottesca marcia indietro, ma tanto, appunto, sarà un referendum che lo seppellirà.

Attenti, dicevo, perché non c’è affatto da cantar vittoria. Qual è il punto, infatti? Il punto è che il bisogno di energia per cui le centrali dovrebbero essere costruite è un bisogno ‘reale’, reale per questo modello di sviluppo, com’è reale, per esempio, il fatto che l’Italia viva anche grazie all’energia termonucleare acquistata dalle centrali francesi. Come può essere affrontato e risolto, questo bisogno? Non solo e non tanto con l’utilizzo di energie ‘pulite’ (solare, eolico ecc.), quanto, soprattutto, facendo diminuire il bisogno stesso. In altre parole, consumando di meno. In altre parole ancora, solo ed esclusivamente un modello di ‘sviluppo’ fondato sulla Decrescita può salvare l’Umanità dall’abisso.

Ma, siatene certi, i padroni del mondo non hanno orecchie per intendere questo suggerimento. Oggi la Merkel chiude le sue centrali, l’Italia non costruisce le sue, la Francia vende la sua energia. Ma verrà presto il giorno in cui il ‘bisogno’ si ripresenterà, più forte e più feroce di prima: bisogno di nuova energia per far andare le fabbriche del nulla, per scavar buchi e poi riempirli, bisogno di consumi ottusi e inutili. Il Titanic continuerà ad affondare, e le danze non avranno mai smesso. Quel giorno, i ‘padroni’ presenteranno il conto ai politici, sbatteranno loro in faccia un chiaro aut-aut: o ci date quel che ci serve per continuare a far girare la giostra, o la giostra si ferma anche per voi. Intollerabile, inimmaginabile. Obbligati dunque a cedere al ricatto, i governi si troveranno però di fronte ad impedimenti apparentemente insormontabili: leggi, referendum, partiti ecologisti. Che fare a quel punto? La soluzione sarà una sola, e ‘semplicissima’: il fascismo. Strappati lacci e laccioli, spazzate via le anime belle dell’ecologia, cancellato d’un tratto il terrorismo pacifista, l’interesse della Nazione sarà l’unico valore da prendere in considerazione, l’unico criterio in base al quale stabilire ciò che è bene per il Paese, cioè per i padroni del mondo.

Attenzione, dunque, perché non è finita. Anzi, è appena cominciata. La tragedia di Fukushima purtroppo, ci ha concesso una piccola pausa, un po’ di respiro. Ma, o ne approfittiamo, appunto, per far virare il mondo verso un modello di decrescita, o ad un certo punto un ‘fascismo atomico’ cancellerà prima dalla terra ogni libertà, poi anche la vita. Ma, a quel punto, poco importerà.

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Responses

  1. Caro Maestro,
    sono d’accordo con lei che non abbiamo alternative, se non quella di ripensare il nostro sistema, risparmiano e seguendo le nostre vere esigenze. Penso che i cittadini siano consci, molto piu’ di chi ci governa, sul fatto che dobbiamo cambiare “il metabolismo energetico” della nostra vita.

    Ogni volta che uso la cyclette nel pieno dello sforzo con l’indice a 7 su 10, mi colpisce il fatto che con tutta quella fatica non riuscirei nemmeno a illuminare la stanza in cui mi trovo. Siamo abituati troppo bene basta inserire la presa e qualcuno non si sa come produce energia.

    Il risparmio energetico e’ una possibile via non l’unica a mio parere ma, passa per la consapevolezza delle persone che vanno informate, facendo toccare con mano quanto faticoso e’ produrre energia e quanto facile e’ consumarla.

  2. Gli effetti delle centrali nucleari di Fukushima ora si fanno sentire anche negli Stati Uniti d’America: nel territorio nord americano radioattività 180 volte superiori alla media. Contaminati latte, spinaci e carne. Le Tepco, tra l’altro, come se no bastasse, annuncia che circa 15.000 tonnellate di acqua radioattiva saranno versate nell’oceano nelle prossime ore. Contaminazione semi-globale? E come sempre… verso la catastrofe, ma con ottimismo!


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