Pubblicato da: giulianolapostata | 20 febbraio 2011

“Extra Ecclesiam nulla salus”

‘Fuori dalla Chiesa [Cattolica, of course] non c’è salvezza’. Così scriveva, nel Terzo Secolo d.C., San Cipriano di Cartagine, vescovo e martire. Il che significa – cari i miei peccatori, tutti quanti siete – che se avete fatto qualche canagliata e ora vi dispiace, non potete pensare di cavarvela con un semplice ‘pentimento’, magari con una vita intera di rettitudine. Eh no, troppo comodo. L’unica salvezza passa attraverso la Chiesa Cattolica, unica mediatrice riconosciuta tra l’uomo e Dio (praticamente il concessionario ufficiale). O vi prendete tutto il Kit Pentimento – confessione, penitenza, Sacramenti eccetera – o non c’è niente da fare: alla fine troverete ad aspettarvi i diavoli zannuti che v’infilzeranno il culo col forcone.

Ecco, potremmo prenderla a gabbo, questa protervia cattolica, e buttare in vacca tutto. Ma la risata ci si spegne sulle labbra quando leggiamo sul giornale certe notizie. Riferisce dunque il Giornale di Vicenza del 19/2/11 che il Tribunale dei Minori di Mestre (VE) ha condannato alcuni ragazzi di Bassano (VI) ad una pena singolare. I due, quindici e sedici anni, responsabili un anno fa di gravi episodi di bullismo in città, si sono visti sospendere la pena per un anno a condizione che, durante questo periodo, seguano “un percorso di recupero e rieducazione” avente come perno “andare a Messa” tutte le domeniche. “Dopo dodici mesi le parti torneranno davanti al giudice per verificare i risultati della ‘messa in prova’: in caso di esito negativo il processo penale riprenderà il suo corso”. In caso, invece, di esito positivo, presumibilmente verrà dichiarato il non luogo a procedere.

Prima di tutto, sarà davvero curioso ed interessante vedere come il giudice ‘verificherà’ l’eventuale avvenuto ravvedimento, dato che, come sappiamo, solo Dio può vedere nell’intimo della coscienza umana. Gli faranno recitare un pateravegloria cronometrando il tempo per vedere quanto ci mettono? Li toccheranno in fronte con un’ostia consacrata per vedere se al contatto la carne sfrigola, denunciando la presenza del Maligno? Mah, sarà – appunto – interessante verificare.

Quello che invece possiamo desolantemente verificare subito, senza aspettare un anno, è la permanente sudditanza di una parte della società civile – soprattutto in questo Veneto, da secoli sottomesso al Cattolicesimo più retrivo – alla Chiesa Cattolica. Non alla preghiera del Venerdì in moschea; non a presenziare alla celebrazione dello Shabbat in sinagoga; non ad un seminario di morale laica, sono stati condannati i due ragazzi. No: sono stati condannati ad andare a Messa, nell’assoluta convinzione che, appunto, solo la Chiesa può salvare e redimere. In una bizzarra ma inquietante versione alla rovescia dei processi dell’Inquisizione, il Braccio Temporale consegna i colpevoli al Braccio Spirituale, affinché redima le loro anime: soltanto dopo, potranno essere perdonati anche i corpi.

Che dire? Allucinante. Forse, in questi tempi di Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, dovremmo chiederci se quel verso dell’Inno di Mameli – “schiava di Roma Iddio la creò” – non debba purtroppo essere letto in modo diverso.

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