Pubblicato da: giulianolapostata | 8 febbraio 2011

Ur-Politik

‘Cani e negri: in fondo, che differenza c’è?’. Così dev’essersi detto il Sindaco di Fossalta di Piave (VE) quando ha saputo lo ‘scandalo’ in atto nell’asilo del suo Comune. A frequentarlo c’è anche una bambina di quattro anni figlia di una coppia, appunto, di ‘negri’: lui del Senegal e lei del Ciad. Il padre è emigrato in Belgio in cerca di lavoro – non finisce mai, il viaggio dei disperati alla ricerca di sopravvivenza – e la madre, rimasta qui con cinque figli, si trova in gravi difficoltà economiche, al punto da non riuscire a pagare i buoni-mensa. Le quattro maestre e le due bidelle della scuola avevano pensato di risolvere il problema spendendo la loro umanità: a turno, cedevano il loro buono personale alla bambina. Ma di fronte a questa vergognosa esibizione di buonismo è intervenuto Massimo Sensini, Sindaco leghista di Fossalta. Dopo aver rilevato che il padre è un “integralista islamico” (tale informazione dev’essergli venuta dalle approfondite conoscenze di antropologia culturale che, com’è noto, sono patrimonio di ogni leghista – il Sindaco ha dichiarato: “Il buono-pasto non si può cedere. È inammissibile. Sono già aiutati dal Comune, che ha tagliato il costo del buono da € 4.45 a 0.45”. Senza contare, ha aggiunto, che “il 98% dei buoni ridotti viene dato agli extracomunitari perché sono quelli che dichiarano il maggior reddito e il maggior numero di figli”. Peggio dei conigli, insomma, e per di più straccioni. E se no, ‘che ‘ i torna a casa soa a magnàr banane’, come direbbe quel fine intellettuale di Borghezio. Poiché però, se è vero che all’imbecillità non c’è fine, sembra comunque che qualche spazio per gli esseri umani sia rimasto, è successo che un anonimo ha offerto alla bambina alcuni blocchetti di buoni pagati, ed un altro ha accolta in casa la famiglia, sollevandola così dalle spese d’affitto. La questione dunque sembra risolta, almeno per ora. Attendiamo infatti di vedere se e quali nuove iniziative partorirà l’incorruttibile mente del Sindaco: per esempio, un’ordinanza che vieti le coabitazioni interrazziali (in passato ci ha già pensato qualcuno …), o che proibisca la frequenza delle scuole pubbliche ai figli dei miserabili (do you remember Ancien Régime?).

E i cani che c’entrano, chiederà qualcuno. C’entrano, perché sempre lo stesso Sindaco, a proposito dei diciannove randagi custoditi nel canile comunale, ha detto che il Comune non può più mantenerli ed anzi “dovrebbe sopprimerli”. Giusto: magari a coltellate, come gli husky canadesi. Insomma, per cani e pezzenti, a Fossalta non c’è trippa.

Prima di abbandonare la lettura sopraffatti dalla nausea, prima di liquidare il fatto come l’ennesimo esempio di barbarie leghista, proviamo a fare, su di esso, qualche considerazione ‘politica’, ricordando che il termine viene da ‘polis’, ‘città’, e che, secondo i dizionari, la politica è la “scienza e tecnica, come teoria e come prassi, che ha per oggetto (…) l’organizzazione (…), l’amministrazione e la direzione della vita pubblica”. Prendendo dunque come punto di riferimento questa definizione (dal Devoto-Oli), ne conseguono alcune importanti riflessioni. Quel che fa orrore, di tutta questa storia, non è il fatto in sé. Quel che ripugna e disgusta è appunto la ‘teoria politica’ che vi sta dietro. Qual è, appunto, la ‘scienza sociale’ che produce simili scelte? Quali ‘teorie’ la informano? Quale altra ‘prassi’ da esse dovremo attenderci? Di quale “politica”, insomma, esso è espressione? Non certo di quella che dalla polis greca ha condotto ai Principi dell’Ottantanove, e poi al Socialismo ed alle democrazie, ma, appunto, di una ‘Ur-Politik’, la ‘politica’ feroce e ottusa della tribù, di quella Weltanschauung che riconosce solo i membri del clan, dall’odore e dai tatuaggi, e combatte spietatamente tutti gli altri, che in quanto provenienti da fuori, sono nemici. Forestieri, o, in veneto, forèsti, da ‘fora estat’, ‘colui che sta fuori’: dalla palizzata, dal cerchio di capanne, dalla valle.

La Lega passerà, prima o poi, ma l’inciviltà e la barbarie che essa ha seminato nel Paese hanno messo ormai radici così profonde che vien da chiedersi se ai nostri figli e nipoti basteranno il tempo, e le forze, per riuscire a raggiungerle e a reciderle, recuperando quei Valori che, appena poco più di mezzo secolo fa, hanno dato vita alla nostra Repubblica.

Invece della buffonate patriottarde che hanno cominciato ad affliggerci in prossimità del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, forse di questo, sarebbe il caso di occuparsi.

 http://www.ilquotidianoitaliano.it/cronaca/2011/02/news/bimba-senza-mensa-perche-povera-sindaco-leghista-blocca-solidarieta-56994.html#commenta#commenta

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