Pubblicato da: giulianolapostata | 21 dicembre 2010

In memoria di Antonio Giuriolo – 12 febbraio 1912/12 dicembre 1944

Di Antonio Giuriolo, Luigi Meneghello, il Vescovo Carlo Zinato e della libertà, di come la si intende a Vicenza

 Fondata nel 1696 dal nobile vicentino Giovanni Maria Bertolo, che donò alla città i suoi novemila volumi, la Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza è oggi una grande e magnifica biblioteca pubblica, che accoglie, tra l’altro, autografi di Giacomo Zanella e Antonio Fogazzaro, oltre ad un’amplissima scelta di opere su Andrea Palladio.

Chi ne salga lo scalone d’ingresso troverà, sopra la porta che conduce alle sale di lettura, una lapide, appostavi subito dopo la fine della guerra, in memoria di Antonio Giuriolo. Nato ad Arzignano (VI) nel 1922, Giuriolo frequentò il celebre Liceo Ginnasio “A. Pigafetta” di Vicenza e si laureò in Lettere a Padova, ma non poté entrare nei ruoli dell’insegnamento perché rifiutò la tessera del Partito Nazionale Fascista. Dopo l’8 settembre del 1943, entrò nella Resistenza, e col nome di battaglia di ‘Capitan Toni’ combatté sull’Altopiano dei Sette Comuni, organizzando una formazione di studenti universitari chiamata dei ‘Piccoli Maestri’. Morì in azione il 12 dicembre 1944, ed è Medaglia d’Oro al Valor Militare. Su Giuriolo scrisse bellissime pagine il grande scrittore vicentino Gigi Meneghello (1922-2007), che gli dedicò tutto il settimo capitolo dei suoi “Fiori italiani” e un intero romanzo, intitolato appunto “Piccoli maestri”.

La lapide dice così:

“In tempi servili/qui cercava rifugio/nella storia e nella poesia/qui nell’attesa/insegnava la dignità del cittadino/Antonio Giuriolo/cresciuto e caduto per la religione/della libertà”; Arzignano 12/2/12-Lizzano di Belvedere 12/12/44; Medaglia d’Oro.

Chi si arresti un attimo ad esaminarla con un po’ d’attenzione, noterà che la vernice che ricopre le parole “religione della” è più brillante di quella del testo rimanente. Si tratta forse di una misteriosa degenerazione chimica? No: più semplicemente, e più miseramente, si tratta di una degenerazione della libertà, che colpì Vicenza poco dopo la guerra, quando il sangue di Giuriolo era ancora fresco, e la libertà conquistata proprio grazie a quel sangue ancora giovane.

Si racconta infatti (ma nessuno ve lo confermerà. Ricordate: Vicenza è terra di antiche ‘tradizioni’ democristiane: se fa ma no se dixe …) che l’allora Vescovo della città, il ‘famoso’ Carlo Zinato (noto più per le sue battaglie veterocattoliche ed ‘antimoderniste’ che per particolari virtù personali o culturali) abbia allora ‘ordinato’ (come i vescovi-conti!) che quelle parole venissero cancellate, con la motivazione che ‘di religione ce n’è una sola’.

Ripristinata successivamente nella sua integrità, quella lapide costituisce oggi una doppia testimonianza: del sacrificio nobilissimo di tanti come Antonio Giuriolo, che garantirono la libertà anche a reazionari come Carlo Zinato, ma anche – verrebbe da dire amaramente, di fronte a storie come questa – del fatto che forse quel sacrificio non è servito a gran che.

Se venite a Vicenza, visitate la Biblioteca Bertoliana, e rivolgete un pensiero ad Antonio Giuriolo, “cresciuto e caduto per la Religione della Libertà”.

Annunci

Responses

  1. […] ‘capo’, Antonio Giuriolo, morì in combattimento il 12 dicembre di quell’anno (https://giulianolapostata.wordpress.com/2010/12/21/in-memoria-di-antonio-giuriolo-12-febbraio-191212-… ). Un film da vedere, per il suo valore e per la nostra […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: