Pubblicato da: giulianolapostata | 29 ottobre 2010

Halloween

 Affilano le armi tutto l’anno – teste di cuoio del cattolicesimo, razionalisti d’assalto, neoilluministi (che, quanto a fanatismo, non sono secondi a nessuno) – e quando arriva si scatenano. Paradossalmente, l’aspetto più divertente ed interessante di questa ricorrenza sono proprio le loro invettive, le loro scomuniche, le loro assurdità. Ce n’è per tutti, di tutte le specie.

Così, nell’ottobre del 2007, il vescovo di Genova tuonava contro il “risorgente paganesimo” (magari, Eminenza, magari …). La Liguria dev’essere una terra particolarmente fertile, quanti a furori antipagani, perché già nel 2005 il cardinal Bertone aveva ampiamente inveito contro questo “evento insensato”[1], ma la Chiesa quasi tutta è ormai da molti anni in prima fila in questa nuova crociata per la difesa della ‘vera fede’ (chi l’ha detto che è quella vera?!). Dico quasi perché alcuni preti, più ‘illuminati’ degli altri, hanno pensato che può invece essere utile sdoganarla, trasformandola in una specie di carnevale da effettuare – ça va sans dire – sotto il controllo e magari nei locali stessi delle parrocchie, in una versione furbastra e pelosa dell’evangelico “lasciate che i bambini vengano a me”. Su questa linea, per esempio, si collocò, sempre in quell’anno, l’iniziativa di Famiglia Cristiana, che nell’ultimo numero de Il Giornalino, il suo magazine destinato all’infanzia, dedicò quattordici pagine – un terzo dell’intera pubblicazione – all’organizzazione della festa. Per il resto, comunque, è guerra aperta, nella quale scendono in campo anche grossi calibri. Per esempio il filosofo cattolico Damien Le Guay (beh, oddio, proprio ‘grossi’ calibri forse è eccessivo: non è che si tratti di un luminare della filosofia contemporanea …), il quale, nel suo libro ”La faccia nascosta di Halloween” (Elledici Leumann, 2004), parla di una festa “estranea a tutte le nostre tradizioni”, che favorisce il ritorno di “vecchie credenze pagane” (ma è proprio un’ossessione!): “i simboli che questa festa veicola, gli elementi e i riferimenti che tollera, i rituali che consacra, danno di nascosto al paganesimo tutta la legittimità di cui ha bisogno per crescere”. Oggi tocca al Santuario della Madonna di Monte Berico, a Vicenza, che per la notte del 31 organizza una “Veglia di Luce” per “ridare un senso  più cristiano a questo passaggio”, contro una “festa pagana, consumistica, quasi satanista, che alla chiesa vicentina non è mai piaciuta (…) e che fa dello spiritismo il suo centro ispiratore”. Qualcuno, con esiti infelici, riprova a colonizzare la ricorrenza, come Don Giancarlo Pianezzola, Parroco di Anconetta, un sobborgo della città, che dichiara: “Halloween in origine era una festa cristiana”[2]. Forse un po’ di fanatismo in meno e qualche libro letto in più eviterebbero simili patenti castronerie.

Ma i laici non sono da meno. Mercoledì 31 ottobre 2007, su RadioTre, durante la trasmissione Fahrenheit, Simona Cigliana, studiosa (laica, ça va sans dire ancora) di spiritismo, ha esposto una sua teoria tanto balorda quanto denigratoria su una fantomatica derivazione della festa di Halloween dalla moda positivista dello spiritismo (?!), mentre il suo interlocutore, Marino Sinibaldi, irrideva a questo ritorno di un banale e sciocco occultismo. Andando indietro di qualche anno, vale la pena di leggere l’anatema lanciato da Michele Serra sull’Unità del 1 novembre 1998 contro questo “culto insensato (…) monopolio degli americani”, contro i bambini che festeggiano “come piccoli solerti colonizzati. A questa stregua, perché non (…) riesumare i riti della fienagione?” (magari anche a Lei, signor Serra).

E’ sufficiente così, e una cosa appare evidente: che nessuno di questi ‘Defensores Fidei’ (che sia in Gesù o nella dea Ragione non fa molta differenza) dice la verità: non quella di una qualche altra ‘fede’, ma quella che sta nei testi di antropologia. Nei quali si può trovare (in ordine sparso e schematicamente!) che prima di essere Halloween – e, con buona pace dei vari cardinali, molto prima di essere Ognissanti – la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre era la notte di Samain, in cui, da migliaia di anni, le popolazioni europee celebravano la fine della ‘stagione chiara’ e l’inizio della ‘stagione scura’. In quanto momento di passaggio, essa costituiva ‘un tempo fuori dal tempo’, in cui tutto può accadere: soprattutto, allora, si aprivano le porte tra i mondi, e gli spiriti ctonii degli Antenati si mescolavano ai viventi. Poiché era espressione di un mondo eminentemente agricolo, non a caso la celebrazione della fine della ‘stagione chiara’ coincideva con la celebrazione di culti manici (dei defunti e degli antenati): i morti stanno sotto terra, e a seconda che i vivi manifestino o meno rispetto verso di loro, essi possono favorire o danneggiare i futuri raccolti. Che tutto ciò che oggi, arricciando illuministicamente il naso, bolliamo come occultismo, stregoneria, superstizione (a proposito: la parola significa: ‘Quod superest’, ‘quel che rimane’ dell’antica religione) eccetera, era in passato, ancora una volta, l’espressione di culti agricoli e contadini, i cui adepti, dopo l’Editto di Tessalonica – che nel 380 d.C. dichiarò il cristianesimo unica religione di stato, iniziando le persecuzioni contro la religione dei padri – si rifugiarono nei cantoni più isolati dell’Impero (i ‘pagi’, da cui, appunto, ‘pagani’), ‘occultando’ gli antichi simboli sotto riti apparentemente nuovi. Che questi riti sono stati celebrati per millenni nelle campagne europee ed italiane, fino agli anni Cinquanta addirittura, prima che il Progresso bottegaio completasse l’opera del terrorismo cristiano distruggendo davvero quel che restava, e regalandoci gli ipermercati. Che, per finire, la zucca era, in questi riti, un antichissimo simbolo di vita e di resurrezione: per la forma e il colore, che ricordano quelli del Sole, e perché è colma di semi, fonte di nuova vita. E che se poi davvero qualche cardinale vuol combattere la ‘scristianizzazione’ della società, allora dovrebbe andare a farsi un giro nei non-luoghi che circondano le nostre città, perché un centro commerciale che esponga addobbi di Natale a metà ottobre costituisce, prima che al buon senso, un’offesa a Dio.

Oggi dunque questa ricorrenza ha perduto ogni significato sacro. Cerchiamo di recuperarlo. In un mondo suicida che ha reciso ogni sua radice col passato, cerchiamo di ristabilire, almeno nel nostro intimo, un legame coi ritmi eterni dell’Universo.

Vi auguro una serena notte di Samain, e che gli Spiriti vi siano propizi.


[1] Devo questo dato, e la gran parte delle informazioni che utilizzerò in questo articolo, all’aureo libretto di Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi “Halloween: nei giorni che i morti ritornano”, pubblicato da Einaudi nel 2006, assolutamente consigliabile a chi, di questo evento, voglia avere un quadro più approfondito di quello che sarà possibile fornire in queste poche righe.

[2] Tutte le citazioni provengono dal Giornale di Vicenza del 28/10/10.

Annunci

Responses

  1. Ok, Giuliano. Però non puoi credere che quanti oggi festeggiano Halloween pensino di rinverdire antichi riti manici. Quel che conta non sono le derivazioni note soltanto ai colti, ma le ragioni degli incolti. E queste ultime quali sono? Ciao.

  2. […] Sappiamo benissimo come la storia del Cristianesimo sia una Storia di sangue e di ignoranza. Spesso le due cose vanno insieme, come nel caso di Cirillo di Alessandria (370-444), feroce persecutore dei Pagani, feroce antisemita, assassino di Ipazia, oggi Santo e Dottore della Chiesa Mai come in occasione di Halloween l’anima ignorante e intollerante della Chiesa cattolica si risveglia e dà il meglio di sé. Quest’anno la CEI dell’Emilia-Romagna, da sempre in prima linea in questa battaglia, ha voluto superarsi, pubblicando un libretto di circa cento pagine in cui Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, scrive che si tratta di “una festa importante per i satanisti”. Gli dà manforte il teologo (?!) Don Lorenzo Lasagni, definendola una “anticamera verso percorsi esoterici, fino ad arrivare al satanismo”. Purtroppo non possono più accendere i roghi, altrimenti sappiamo che fine faremmo domani sera. ‘Raglio d’asino non sale in cielo’, diceva mia nonna, e così dobbiamo leggerli, anche se spiace che certi giornalisti ‘indipendenti’ li seguano sulla strada della (etimologicamente) ignoranza sulle autentiche radici di questa festa (http://heimat.altervista.org/halloween/). Peccato: devono essere le derive negative del pensiero unico. Da parte mia, mi limito semplicemente a pubblicare questo interessante testo su Samhain, reperibile in questi giorni su Facebook, e a richiamare, modestamente, questo mio vecchio post: https://giulianolapostata.wordpress.com/2010/10/29/halloween/ […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: