Pubblicato da: giulianolapostata | 8 settembre 2010

Ripugnante

La recente copertina di Time, con la foto della ragazzina afgana cui è stato mozzato il naso, è ripugnante. Non per quello che mostra, ma per la didascalia: “Cosa succede se lasciamo l’Afghanistan”.

È ripugnante perché ripugna – alla verità storica, oltre che all’onestà intellettuale – che qualcuno voglia ancora giustificare una guerra neocolonialista e assassina con quale che sia argomento, perfino questo. È ripugnante perché si evita accuratamente di dire che questa guerra ha distrutto, oltre alla vita di migliaia di civili, una società, una cultura, una struttura economica – ‘diverse’ dalle nostre, non ‘inferiori’ e quando ciò accade poi non ci si deve stupire se, nel deserto creato dalle superbombe, rimane lo spazio anche per gli orrori. È ripugnante perché ripugna che ci sia ancora qualcuno che tenta di raccontare l’oscena bugia della guerra umanitaria e civilizzatrice (un ossimoro se mai ve n’è stato uno), quando sappiamo che la guerra è stata fatta per il controllo degli oleodotti e per il controllo dell’oppio (la cui produzione, durante il governo talebano, era scesa ai minimi termini, mentre ora ingrassa quel ridicolo lacché di Karzai e la sua banda – Vedi Nota), ed ora continua per il controllo degli immensi giacimenti minerari recentemente scoperti. È ripugnante perché se domani l’Afghanistan ci invadesse, chissà se Time pubblicherebbe la copertina con la foto di uno delle centinaia di bambini che ogni anno qui scompaiono senza esser più ritrovati, quasi certamente fatti a pezzi dalla follia di qualche pedofilo o trafficante i organi, con la didascalia: “Cosa succede se lasciamo l’Europa”.

La sarabanda sulla lapidazione di Sakineh è ripugnante.

Non perché sia giusto, mai, lapidare chicchessia, ma per chi la fa, e perché. È ripugnante perché a cavalcare l’ennesima crociata contro la barbarie islamica sono il Presidente Sarkozy, che a casa sua sta mettendo in scena una nuova versione del Vélo d’Hiver, deportando a migliaia cittadini europei di etnia Rom che hanno ogni diritto di restare dove sono. O il Presidente Napolitano, che non ha battuto ciglio davanti ai pogrom anti Rom perpetrati in Italia negli ultimi anni, e nemmeno ai bambini Rom bruciati vivi nelle loro marce roulottes. La lapidazione no e il rogo sì. È ripugnante perché, anche qui, si evita accuratamente di dire che da decenni l’Iran è sotto la minaccia dell’annientamento nucleare sionista, e sotto un assedio asfissiante da parte dell’Occidente tutto, che pretende di interferire in ogni sua decisione; per cui non ci si deve stupire, di nuovo, se un paese assediato ed isterico imbocca orribili derive, e pensa di fare la sua miserabile resistenza antioccidentale a spese di una povera donna che non c’entra niente.

La mano che ha armato il macellaio afgano e il boia iraniano viene dall’Occidente, bianco, razzista e imperialista, colonialista e neocolonialista, e se davvero questo Occidente volesse fare un’autentica ‘battaglia di civiltà’, l’unica cosa che dovrebbe fare sarebbe di andarsene, e di abbandonare al loro destino (cioè rendere padroni del loro destino) tutti quei popoli che forse, in passato, saranno anche stati ‘poveri’, ma che hanno davvero conosciuto la ‘miseria’, morale e materiale, solo quando hanno incontrato la nostra Civiltà.

Nota: 

Vedi Poveri afgani son diventati ricchi, La Voce del Ribelle www.ilribelle.com giugno 2010, di Massimo Fini.

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