Pubblicato da: giulianolapostata | 7 settembre 2010

“Solomon Kane”, M.J. Basset, Francia/Repubblica Ceca/GB, 2009

Assieme a J.R.R. Tolkien, Robert Ervin Howard (1906-1936) è stato il maggior scrittore di Fantasy del secolo scorso. Di questa branca della letteratura fantastica egli ha esplorato praticamente tutti i sottogeneri, ma soprattutto grandissimo è stato nell’heroic fantasy (o sword & sorcery), ambito nel quale creò – oltre al personaggio di Solomon Kane, cui è ispirato questo film – anche molti altri, tra cui il più celebre Conan il Barbaro. Succube di una madre oppressiva, ma anche delle sue stesse fantasie, Howard visse un’esistenza breve e tormentata, che per alcuni aspetti ricorda quella del suo ‘predecessore’, E.A. Poe – scrittore peraltro ampiamente sopravvalutato – ma soprattutto quella del suo ‘maestro’, il grandissimo H. P. Lovecraft. Nonostante ciò, la sua produzione letteraria fu amplissima, e tutta di ottima qualità, e merita assolutamente di essere riscoperta: gran parte di essa è oggi disponibile in traduzione italiana. Curiosamente, Howard è stato pochissimo frequentato dal cinema. Vien da pensare che sia accaduto a lui ciò che è accaduto a Dumas: scrittori la cui prosa è di per sé talmente ricca e densa, a livello immaginifico e narrativo, da renderne paradossalmente ardua la trasposizione sullo schermo (e infatti i film tratti da Dumas sono, in genere, piuttosto banali). Se non sbaglio, prima di questo due sono state le traduzioni cinematografiche da Howard. La seconda – Conan il Distruttore, R. Fleischer, USA, 1983 – è una ridicola parodia, con una sceneggiatura da dimenticare e il penoso contributo di Grace Jones. Ma il primo – Conan il Barbaro, J. Milius, USA, 1982, con un bravissimo A. Schwarzenegger – è un capolavoro del genere Fantasy, che non sfigura affatto a fianco del recente Signore degli Anelli. La bellezza del film, però, è in gran parte merito del regista, il grande John Milius che, già di suo sensibile ai temi dell’eroe e della regalità, trovò nell’immaginario di Howard e nel suo personaggio un soggetto ideale, scrivendo una storia colma di grandezza, magia ed avventura, stilisticamente ‘elementare’, che fa un uso minimo e ridottissimo di qualsiasi effetto speciale. Purtroppo quei tempi son passati, ed anche quei registi. La nostra è l’era della computer grafica, che consente a chiunque di credersi un genio del cinema e di poter fare qualsiasi cosa. Così è stato per questo signor Basset, che dubitiamo seriamente sia in grado di lasciare nel cinema una gran traccia di sé. Invece di scavare, appunto, nel materiale letterario, culturale e fantastico dello scrittore americano, invece di esplorare il personaggio di Solomon Kane – mortale spadaccino in un’imprecisata Europa del Cinquecento, un blade runner sempre in bilico tra nemici sanguinari ma concreti e ben più pericolosi nemici soprannaturali – Basset si limita a confezionare la solita orgia di creature virtuali che cominciano ormai a sapere pesantemente di déjà vu. Anche l’ambientazione, a dir la verità più al sapor di cupo Medioevo che di Cinquecento, è risaputa, e soprattutto eccessiva. Raramente il mestiere, se pur c’è, salva dalla sostanziale assenza di ispirazione. Un film vedibile, con l’impegno di correre però subito dopo in libreria, perché, come dice Conan: “Volete vivere in eterno?!”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: