Pubblicato da: giulianolapostata | 23 agosto 2010

Una lezione di educazione civica

L’apparizione della Lega sulla scena politica italiana, pur essendo stata – tutte le persone dabbene ne converranno – una delle peggiori sciagure politiche e morali dell’Italia moderna, ha tuttavia svolto una funzione. Potremmo perfino dire che ha risposto ad un ‘bisogno’: quello di dissolvere il mito degli ‘Italiani-brava-gente’, inesistente come Babbo Natale, ma che tuttavia tanto utile è stato, per tutto il Novecento, a coprire le innumerevoli vergogne che gli italiani, spesso in armi, hanno commesso nei confronti dei popoli ritenuti ‘inferiori’, dagli Etiopi massacrati da Graziani negli anni Trenta alle donne somale violentate con una bomba anticarro nel ’93 dai parà (http://www.grillonews.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=784).

L’esprimersi della cultura (?!) leghista ha finalmente consentito il manifestarsi alla luce del sole del lato peggiore degli italiani, di quel loro razzismo un po’ vile, esercitato ogni volta che ci si è sentiti protetti dalla forza contro qualche miserabile (c’è sempre, nella vita, qualcuno ‘più terrone’ di noi contro il quale sentirsi ‘forti’). Naturalmente non tutti gli italiani sono così, e quella che, in un certo modo, è maggioranza politica, è culturalmente e moralmente profonda minoranza. Tuttavia rimane il fatto che ci sono anche questi, e dovremmo ringraziare la Lega per aver dato loro voce, per aver portato alla luce questo nostro lato oscuro su cui forse avremmo preferito, noi tutti, non riflettere troppo, insegnandoci così cosa possiamo essere e cosa, conseguentemente, non dobbiamo assolutamente diventare.

Questa volta, la Lega gli ‘inferiori’ se li è trovati in casa: le teorie di dannati della terra che da decenni ormai approdano alle coste italiane ed europee tentando di fuggire la miseria e la guerra che, alle loro spalle, hanno provocato secoli di sfruttamento bianco e colonialista. Dalla padella alla brace, spesso, perché la ricca Europa questi migranti della disperazione non li ha voluti, cacciandoli, quando va bene, a fare i lavori sporchi che i bianchi superiori non vogliono più fare, e quando va male richiudendoli nei nuovi lager. Contro di loro, contro quelli che tuttavia sono rimasti – a mandare avanti fabbriche e a versare contributi all’INPS – si è scatenato il peggio del leghismo, e ci mancherebbe lo spazio qui per riportare i contributi anche di due soli illustri intellettuali leghisti, Giancarlo Gentilini e Mario Borghezio; e quando la Lega ha conquistato la stragrande maggioranza dei comuni del Reame di Oz (se esiste la Padania esiste anche il Reame di Oz), i suoi amministratori hanno dato il meglio di sé per essere all’altezza dei loro maestri. Anche qui, ci vorrebbero enciclopedie, e in modo del tutto insufficiente ho qualche volta cercato di darne conto su queste pagine.

L’ultima – per oggi, s’intende – è la dichiarazione di Milena Cecchetto, Sindaco di Montecchio M. (VI), già celebre per altri exploit consimili (cerca nel Blog). Di fronte all’episodio di un serbo che ha cercato di rapire una tredicenne, probabilmente a fini di stupro, il Sindaco Cecchetto ha invocato la “castrazione chimica o fisica di chi si macchi di tentativi o effettive violenze su donne e bambini” (GdV del 22/8/10. Sarebbe interessante sapere perché non anche ‘su uomini’: forse la Lega ritiene la violenza su un culatòn un peccato veniale), richiamandosi così alle dichiarazioni di un altro grande pensatore leghista, Roberto Calderoli, l’odontotecnico bergamasco assurto ai fasti di Ministro della Repubblica, che qualche anno fa auspicava “l’utilizzo di forbici arrugginite, così se si salvano dalle ferite almeno restino infetti” (http://www.camicieverdi.com/html/il_film_camicie_verdi.php).

Ora, che la violenza sessuale, contro chiunque esercitata, sia uno dei più infami delitti che si possono commettere contro un essere umano, e che essa sia ancor più abominevole quando viene effettuata su un bambino, sono concetti che chiunque comprende e condivide in modo ‘naturale’, come ‘naturale’ è la riflessione che questo crimine dev’essere punito – e prevenuto: e qui il discorso si farebbe lungo e riguarderebbe quell’integrazione di cui la Lega tutta è acerrima nemica – con la massima durezza. Ma che da ciò si passi ad una concezione della legge del taglione che farebbe rabbrividire anche un profeta veterotestamentario – “Che la pena sia degna delle nefandezze di cui sono artefici”, GdV del 22/8/10 – è cosa che, invece, fa inorridire chiunque, sui banchi di scuola, abbia incontrato il nome di Cesare Beccaria, e che fa rivoltare chiunque ricordi che l’Art. 27 della Costituzione della Repubblica Italiana (quella esiste) dice che “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

Comunque, lo ripeto, anche questa è una lezione, una grande lezione di ‘educazione civica’. Sta a noi trarne le conseguenze: morali, senza dubbio, ma anche politiche, se, come sembra, il Regno del Papi sta affondando, travolto dal suo marciume, e di nuovo avremo la possibilità di dare a Paese, per lo meno, una speranza. Se avete in casa delle forbici arrugginite, buttatele via.

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