Pubblicato da: giulianolapostata | 3 agosto 2010

La ‘Funzione Demenza’

“Miriam si sveglia a mezzanotte”, diceva il titolo di un buon film di T. Scott (USA, 1983), ma io sono peggio, perché stamattina mi sono svegliato con la voglia di fare foto, dopo due anni che la mia bellissima Minolta e il suo set di obiettivi prendevano polvere su uno scaffale. Meglio avrei fatto a lasciarla lì, perché l’idea è stata fonte di alcune tragiche scoperte.

La prima. Il mio fotografo di fiducia ha chiuso bottega. Lo sapevo già ma credevo che si fosse solo trasferito. Quando lo raggiungo nel nuovo negozio, gli bastano pochi minuti per distruggere i miei sogni. Non solo si è trasferito (da un paesino di campagna alla grande arteria di comunicazione), ma non è più un fotografo. Ha conservato solo il settore di occhialeria: il resto – mi dice – è morto. Chiusi decine di suoi colleghi, chiusi quasi tutti i laboratori nazionali di sviluppo e stampa, chiuse quasi tutte le linee di produzione di pellicole delle marche maggiori, chiuso tutto. La fotografia ‘chimica’ è finita, uccisa dal digitale, con tutto quello che ciò si porta dietro a livello di scadimento di qualità, intelligenza e abilità. È un po’ come se ci dicessero che il linguaggio è obsoleto, da domani non si scrive più con l’alfabeto, si fanno solo i fumetti senza parole. Una tragedia culturale, tout court, un altro passo sulla via della decerebralizzazione di massa. Dunque devo cedere: risalgo in macchina, vado in un mostruoso megastore di elettronica, e mi faccio mostrare qualche apparecchio digitale.

E qui faccio la seconda tragica scoperta. Tra le mille macchinette che fanno mille cose diverse, ce n’è una che ha la “Funzione sorriso”. Ovverosia. Tu inquadri, e quando nell’inquadratura c’è qualcuno che sorride lei scatta, in automatico.

Dunque capite? A questo mondo si può solo sorridere. O meglio: solo il sorriso – meglio se ebete, magari eseguito da qualche squinzia sculettante – è degno di essere documentato. Il resto, non è fotogenico. Il dolore, la fatica, il pianto, il pensiero non sono ‘belli’.

Ho annotato la marca, per informarne le redazioni dei principali quotidiani e settimanali, caso mai pensassero di dotarne i loro reporter. Pensate: uno va a fare un bel servizio ad Haiti, per esempio, e la macchinetta non gli funziona. Perché cazzo non ridono, ‘sti negretti? Uno va all’Aquila e la macchinetta muta: eppure è (era) una così bella città, chissà cos’hanno da mettere il muso. Un altro va fuori dai cancelli di Pomigliano, e la macchinetta gli va addirittura in corto: ché quelli, oltre che ingrugniti neri, sono pure dei comunisti di merda.

Comunque, non tutto il progresso vien per nuocere. Pensate, sviluppando questa tecnologia, quante cose si potrebbero fare. Per esempio, la ‘funzione scoreggia’. Nel display appare una scritta che dice all’operatore: “Attento, qualcuno di quelli che stai riprendendo ne ha mollata una di micidiale, allontanati in fretta. Oppure la ‘funzione rossa’: “Attenzione, le persone inquadrate sono sindacalisti della FIOM: spegnere subito”. O anche la ‘funzione bella gente’: la macchinetta scatta in automatico quando inquadri un berluschino attorniato da almeno due escort (NO MINORENNI). Mettetevi in contatto: appena escono ve lo faccio sapere.

“E sempre allegri bisogna stare/che il nostro piangere fa male al re,/fa male al ricco e al cardinale/diventan tristi se noi piangiam!” (E. Jannacci)

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