Pubblicato da: giulianolapostata | 31 luglio 2010

Asinate d’estate

Un articolo sul Giornale di Vicenza (http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/171021__e_ora_nasce_il_comitato_dei_genitori_figli_bocciati/)ed una lettera arguta e intelligente a VicenzaPiù (http://www.vicenzapiu.com/?a=comunicati&o=8414) risollevano un problema su cui, apparentemente, non varrebbe la pena di tornare, tanto è da anni di dominio pubblico, vale a dire quello dei cosiddetti ‘diplomifici’, cioè gli istituti privati che ‘garantiscono’ la promozione anche a Lucignolo, naturalmente dietro pagamento di rette milionarie. Quando poi, come pare sia accaduto all’Istituto Oxford di Vicenza, il somaro fancazzista viene tuttavia bocciato, scatta allora la protesta dei genitori, che si sono riuniti in comitato per protestare contro la ‘truffa’ subita. Sulla immoralità di tutta questa situazione, e di questo atteggiamento in specie, c’è poco da aggiungere a quanto benissimo argomenta il Sig. Stocchiero nella sua lettera, se non alcune considerazioni finali. Primo. Sarebbe interessante sapere se le “commissioni compiacenti” che poi danno il via libera a questi asini si compiacciono gratis o dietro marchetta, tanto più che Marino Dellai, docente dell’Oxford, ammette seraficamente che “i soldi non vanno alla nostra scuola, bensì agli altri Istituti”. A che titolo? Forse dovrebbe occuparsene Mariastella Gelmini, se non fosse troppo impegnata a distruggere quello che resta della serietà di una delle migliori scuole del mondo. Secondo. Proprio in questi giorni, stiamo assistendo all’ennesimo crepuscolo di miserrimi Dei, che per l’ennesima volta stanno affondando in un ignobile pantano fatto di inimmaginabile corruzione ed immoralità. In questi anni, hanno insegnato alla Nazione – e dunque ai giovani ed alle loro famiglie – che tutto si può comprare e vendere: vite, città, reputazioni, case, donne, minorenni: non c’è problema, e solo questione di prezzo. Questo è stato insegnato, questo è stato imparato. E dunque, è sacrosanto indignarsi ma è sbagliato stupirsi, se poi un giovane somaro arrogante pretende di essere promosso solo perché suo padre ha i soldi: basta aprire il giornale, per capire perché. Terzo. Dopo più di venticinque anni di insegnamento, non posso fare a meno di ripensare ai tesori di onestà e di moralità che in tutto questo tempo ho visto profondere da colleghe e colleghi. Alle mille volte in cui abbiamo insegnato ai bambini che i rapporti tra le persone devono essere fondati solo sul rispetto reciproco; che niente, a scuola e nella vita, viene regalato, ma è frutto solo di impegno e lavoro; che imbrogliare, sotto qualsiasi forma, è il peggior peccato civile che si possa commettere. Siamo stati dei fessi? Chissà: ma quando guardo il telegiornale della sera, mi onoro di essere un ‘fesso’. Mi chiedevo – così, tanto per fantasticare – cosa accadrebbe se domani io dicessi al genitore di uno dei miei allievi: ‘Se Lei mi da mille euro alzo i voti a suo figlio’. Mi chiedevo se scatterebbe prima la chiamata al 113 per denunciarmi, quella al 112 per ricoverarmi o, semplicemente, un indignato ceffone. Ecco, forse di qualche sdegnato manrovescio avrebbe bisogno a volte questo Paese. Perché di fronte a certe porcherie, scusate, ma le parole spesso sembrano non bastare.

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