Pubblicato da: giulianolapostata | 22 luglio 2010

“Xe pèzo i singani o i culatoni?!”

Da anni la Gente Veneta – che una propaganda tanto stupida quanto, purtroppo, infondata, cerca di presentare come dotata di ‘naturali’ (razziali?! Che sia la “Razza Piave” di cui parlava Gentilini, il tristemente celebre ex sindaco leghista di Treviso?) virtù di bonomia e umanità – da anni, dicevamo, la Gente Veneta non perde occasione per manifestare la sua vera natura, costituita, nella maggioranza dei casi, di un cupo mix di bigottismo e intolleranza.

Fanno ormai parte della ‘Storia’ regionale le esternazioni del suddetto Gentilini, che in più di un’occasione invitò alle maniere forti per liberarsi dalla peste degli immigrati. Per esempio, travestendoli da leprotti e poi liberandoli nei campi all’apertura della caccia (in Veneto – ça va sans dire – il ‘nobile sport’ è praticato con passione). In questi ultimi tempi di fine Impero, tuttavia, i Veneti sembrano voler dare il meglio/peggio di sé. Non è il caso di ripetere qui gli idiotissimi orrori di cui, certo in modo incompleto, abbiamo costantemente cercato di dar conto: dalla rivolta contro il comune che vuol dare una casa in muratura ad una famiglia sinti, alla polizia comunale sguinzagliata ad “avvistare” le “colonne” degli zingari, all’invito a vendere ai cinesi gli organi espiantati ai bambini zingari, al suggerimento di usarli come combustibile nei termovalorizzatori.

Non c’è limite, alla fantasia delle buona Gente Veneta, così è di giovedì 22 luglio l’ultimo suo contributo alla cultura democratica del territorio. Riccardo Missiato, Sindaco di Spresiano, a pochi chilometri da Treviso (sì, insomma, l’aria è quella), ha lanciato la campagna “Estate sicura”, per eliminare dai parchi pubblici e dalle rive del Piave, “fiume sacro alla Patria”, prostitute e trans. Ma non solo. Dal territorio del suo Comune dovranno andarsene anche gli omosessuali, perché – ha spiegato il Sindaco – “i gay sono deviati e malati, non possono amoreggiare sul Piave: li identificheremo. A casa loro possono fare ciò che vogliono, ma non in pubblico”.

Credo che perfino indignarsi sia far troppo onore a individui simili. Nulla si perde, nella Storia, e chi oggi indica come malati e deviati gli omosessuali, chi invita ‘scherzosamente’ a bruciare gli zingari, forse non sa – perché per saperlo bisognerebbe leggere, ed è questo, invece, uno sport non troppo praticato nelle campagne venete – forse non sa che negli stessi forni crematori in cui bruciarono milioni di Ebrei bruciarono anche centinaia di migliaia di zingari – nemmeno il pregio dell’originalità – e migliaia di omosessuali, anche allora considerati fonte di corruzione morale e ‘razziale’. O forse lo sa, e non ha fatto il collegamento: anche pensare richiede un certo impegno. O forse il collegamento gli è anche venuto in mente, ma poi avrà riflettuto che, probabilmente, anche i Nazisti avranno avuto le loro buone ragioni. Fate voi. Veneto, oggi.

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