Pubblicato da: giulianolapostata | 17 luglio 2010

Il prode Anselmo

Passa un giorno passa l’altro/mai non cede il prode Anselmo!/Nella mano tien la spada/sulla zucca porta l’elmo./Contro il nomade birbante/lui di guardia sempre sta/per difendere dai Sinti/donne, bimbi e la città!

Ora voi rendetevi conto, fate mente locale, come si suol dire. Siamo a metà luglio, forse il più caldo di sempre, dicono le rilevazioni meteo. Se alzate una mano per asciugarvi il sudore, dallo sforzo ve ne scende ancora di più, e tanto vale restar lì a gocciolare come una stalattite. Se andate a camminare in centro, sull’asfalto rovente, finalmente riuscite a capire come si sente una bistecca alla griglia. Quando andate riprendere la macchina, invece, è la volta che potete penetrare i segreti pensieri di un pollo al forno.

Uno ‘normale’, uno che non sia legato alla catena del lavoro, in queste condizioni, cosa fa? A) Si chiude in casa, disteso sul letto palle all’aria, e accende candeline all’inventore del condizionatore: “Santo subito!”. B) Fugge, semplicemente – al mare, in montagna, in piscina, in casìn: basta che sia al fresco – strafregandosene, con virile e disperato egoismo, di quel che si lascia dietro: telefonatemi quando piove.

Uno normale: non il prode Enrico Marcigaglia, Assessore alla Sicurezza del Comune di Arzignano, investito – ed autoinvestitosi – della missione di cacciare dal sacro suolo comunale la canaglia zingara. Lui no. Quaranta gradi o non quaranta gradi, lui è lì, indomito (e con questi freschi pure con la giacca, a giudicare dalla foto del GdV del 15/7/10!), a montare la guardia contro il ‘Pericolo Nomade’.

E non è solo. Invisibili ma implacabili, gli arzignanesi, riuniti in pattuglie di osservatori, battono il territorio, pronti a segnalare qualsiasi incursione nemica. “Per ben tre volte i nomadi hanno tentato di stabilirsi” nei parcheggi comunali, ma “grazie alle tempestive segnalazioni dei residenti gli agenti di polizia hanno potuto intervenire velocemente (…) e convincerli [potenza dell’eufemismo]” ad andarsene. Già qualche giorno fa “i cittadini avevano avvistato [‘avvistato’: come Tex Willer] una colonna di camper [non dice se blindati e con armamento pesante] e preoccupati avevano chiesto l’intervento dei vigili per bloccare in anticipo la sosta”. E a fine giugno “una colonna di 15 caravan” aveva cercato di arrivare al parcheggio, ma “ad attenderli, avvertiti da una segnalazione, avevano trovato gli agenti”.

Sono Pazzi Questi Arzignanesi, dite? No, perché niente vien dal niente, e qualcuno glie l’avrà insegnato, ai cittadini, che la virtù civica più importante è vigilare affinché la peste zingara non inquini il territorio, qualcuno glie l’avrà insegnato che il ‘nemico’ è quello. Non l’odio aprioristico per il ‘diverso’, non il pregiudizio ‘razziale’ contro persone comunque “tutte di origine italiana”, non la cultura del rifiuto, dell’inimicizia, della chiusura, contrapposta a quella dell’accoglienza, della solidarietà, dell’apertura a culture altre. No: il nemico, la malattia, è ‘lo zingaro’ e le malattie, si sa, è meglio prevenirle che curarle, come dice il Marcigaglia: “L’esperienza mi ha dimostrato che prima si interviene prima si risolve il problema”, che conclude: “In questi giorni ho deciso un rafforzamento dell’attività di pattuglia stradale, per controllare e presidiare maggiormente il territorio”.

Concludendo anche noi. Primo. Mi chiedo quale orgasmico brivido di Potere deve dare il poter dire: ‘Adesso firmo, decido, mando la Polizia Muncipale, li caccio via tutti, gli faccio vedere chi siamo, gli insegno chi comanda qui’. Forse è per poter far questo, che si fondano partiti, ci si fa eleggere, si assumono cariche. Trista esistenza, quella di chi si realizza non per, ma contro gli altri.

Secondo. Fino a qualche mese fa, ad Arzignano risiedeva il Maestro Bepi de Marzi, uno dei più sensibili compositori italiani, che per cose come queste ha scosso dai suoi calzari la polvere del paese, e se n’è andato altrove (http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/3-marzo-2010/de-marzi-lascia-arzignano-non-vivo-dove-c-lega–1602589634580.shtml). È difficile dargli torto.

Ehi, là, dal camper/qual novità?”/“Ad Arzignano/c’è il Marcigaglia:/rompe, perseguita/tutto sbaraglia!/Pace non c’è,/parcheggio manca,/sul campo sventola/bandiera bianca!”

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