Pubblicato da: giulianolapostata | 2 luglio 2010

Mancava!

Beh, mancava, non è vero?! In una scuola come quella italiana, atea e scristianizzata, con due sole ore di religione alla settimana (praticamente obbligatorie, data la loro subdola collocazione oraria), col crocifisso inchiodato al muro, ché chi osa toccarlo viene bruciato nel cortile della scuola coi bambini che fanno il girotondo attorno al rogo, con le ‘radici cristiane’ che stanno tornando ad essere “fondamento e coronamento” dell’istruzione statale (già sentito? Bravi: è nel Concordato fascista), in questa scuola mancava un soffio di spiritualità, uno zefiro sacro che risollevasse le povere anime smarrite dall’abisso del relativismo laico per condurle a respirare il vento vivificante dello Spirito (Santo, of course).

La notizia infatti è (e non ricordo di averla letta su nessun giornale, ultimamente, eppure è del 29 marzo! Vedi il link sottoindicato. Distrazione estiva, dovuta all’impellere di questioni – apparentemente – più gravi? O siamo di fronte alla solita misera acquiescenza della cultura sedicente laica, sempre terrorizzata dalla prospettiva di fare, davvero e finalmente, la guerra al Papa padrone?) la notizia è che il Ministero dell’Istruzione ha stipulato un protocollo con Biblia, Associazione Laica di Cultura Biblica (di che stampo sia il ‘laicismo’ di Biblia, lo vedremo proseguendo. Tutte le citazioni, infatti, provengono da una lettera su questo tema pubblicata dal Giornale di Vicenza del 1/7/10 a firma di tal Sergio Benetti, di Schio (VI), e poiché il Sig. Benetti non si qualifica, è verosimile ritenerlo membro delle suddetta Biblia).

In base a detto protocollo (http://www.istruzione.it/getOM?idfileentry=538505), “dal prossimo anno scolastico, in autonomia, le singole scuole secondarie di secondo grado (una ipotesi ministeriale pare individui il biennio, nelle ore di italiano) potranno avviare, dentro il normale curricolo scolastico, approfondimenti e lavori didattici […], senza intaccare l’attuale insegnamento di religione cattolica”. Le sottolineature sono mie, perché qui si impone una ‘traduzione’, o quanto meno un’interpretazione. Cosa vuol dire che gli insegnanti “potranno”? Vuol dire che se gli gira lo faranno e se non gli gira no, come potrebbero avviare – che ne so – un seminario sulla sessualità delle tartarughe Caretta Caretta? Oppure vuol dire che i Presidi proporranno in modo curricolare tale attività, e che i docenti dovranno assumersi la ‘responsabilità’ di accettare o rifiutare, passando così per miscredenti senza dio? Cosa significhi invece “senza intaccare eccetera”, questo è chiarissimo: vuol dire che, nelle classi in cui verrà avviata tale attività, essa si affiancherà alle ore di R.C., le quali così passeranno da due a tre, o anche a quattro, a seconda di quanto forte sarà l’esigenza di approfondimento biblico dell’insegnante (e di quanto scarsa sarà invece la sua voglia di insegnare sul serio).

Ma andiamo avanti. “Si promuoverà così la conoscenza della Bibbia all’interno delle diverse materie con percorsi interdisciplinari”: e questo, devo dire, mi intriga. Assisteremo dunque, in Geografia Astronomica, ad una lezione sul tema Giosuè vs modello copernicano? In Chimica ad un seminario su Proprietà allucinogene della mela? In Matematica a La durata delle vite dei patriarchi e il valore del Pi Greco? Ancora. “Verranno […] impiegate persone competenti”. Come quelle che ci sono adesso, per esempio; date un’occhiata ai quaderni di R.C. dei vostri ragazzi, e ve ne farete un’idea … Fermiamoci qui: avrete già capito.

Vediamo invece quali sono le motivazioni culturali profonde di questa bella pensata, quali gli ispiratori, quali i fini. “N. Frye definì a ragione [sua, se permette] la Bibbia il grande codice, e disse, citando William Blake, che il Libro dei libri è l’universo entro cui la letteratura e l’arte hanno operato e stanno ancora operando. […] Harold Bloom inserisce il libro di Gerusalemme dentro il canone occidentale. […] La Bibbia quindi come Magna Charta, bussola di navigazione per il mare nostrum, trait d’union per ellenisti, ebrei, cristiani e mussulmani, […] anello ecumenico di congiunzione tra culture differenti, forma coagulante tra democrazia e laicità”. Insomma, è sempre la solita storia: uno pensa di poter essere laico e democratico per conto suo, e invece no. O passi per la Bibbia o nisba.

C’è poi un’altra esigenza culturale fondamentale da soddisfare. “Vecchio come Matusalemme; la pazienza di Giobbe; occhio per occhio dente per dente; donazione samaritana. Sono alcune espressioni ancora presenti nel nostro linguaggio quotidiano. Ma quanti giovani ne sanno il significato?”.  Eh già: quanti? E ci dica, signor Benetti. Secondo Lei, quanti conoscono il significato di espressioni come ‘un’odissea; bello come un apollo; bella come una venere; risata omerica; calma olimpica; nemesi; eco; pigmalione’ eccetera? Perché si dà il caso che prima – molto prima della Bibbia! – siano state la Grecità prima e la Latinità poi ad informare di sé la cultura europea e universale; che in esse, nei loro testi vadano cercate le radici intime della nostra spiritualità, del nostro immaginario più profondo, e della nostra lingua; che forse – dico forse! – più che alla Bibbia, il ruolo e il titolo di “grande codice”, di “universo letterario e artistico”, di “anello ecumenico di congiunzione tra culture differenti”, di “Magna Charta” spirituale del mondo, potrebbero spettare all’Iliade, all’Odissea, alla Teogonia di Esiodo, alle Argonautiche di Apollonio Rodio, e più tardi all’Eneide e alle Metamorfosi di Ovidio. Tanto per fare qualche nome

Ma lo sappiamo. Ancora una volta è tempo perso. Perché la questione non si pone in termini di confronto di culture – nel qual caso sarebbe folle qualsiasi ‘competizione’ – bensì nei tristemente noti termini dell’arroganza di una Verità che, in quanto Rivelazione, è assoluta e ‘prima’, e non discutibile. Col che, il discorso è chiuso. Scopro però che, sempre in data 1/7/10, il signor Benetti ha inviato la stessa lettera anche al Messaggero, firmandosi però non da Schio, ma da Dueville (altro comune in provincia di Vicenza, ma distante una decina di chilometri da Schio): http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=105195&sez=home_mail. Come mai? Quando si possiedono tante certezze, bisognerebbe avere almeno il coraggio … della propria residenza. No?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: