Pubblicato da: giulianolapostata | 27 giugno 2010

“Gentile Signor Professore, …”

“GENTILE  SIGNOR PROFESSORE, LA PREGO DI GIUSTIFICARE MIO FIGLIO PER AVER TOCCATO IL C*** ALLE COMPAGNE”

Monselice (PD). Durante l’anno scolastico, a più riprese uno studente di un istituto superiore ha molestato sessualmente alcune compagne, toccando loro il seno, ed ha anche indotto tre suoi compagni a fare altrettanto. Venuta a conoscenza del fatto, la Preside dell’istituto si è arrabbiata un po’, e prima ha sospeso il quartetto per quindici giorni, poi, giunto il momento degli scrutini di fine d’anno, li ha bocciati tutti e quattro (esistono ancora dei giudici a Berlino …): ne riferisce il Giornale di Vicenza del 23/6/10.

Molto interessante è la conclusione dell’articolo, della quale ovviamente il giornalista non ha colpe, essendosi limitato, come da mestiere, a riferire quel che ha sentito. Sicché, la vergogna di quel che scrive ricade interamente su chi ha detto quelle cose.

Intanto penso: se fosse successo a me, ai bei tempi del Liceo, quali sarebbero state le conseguenze? Temo proprio che mio padre – peraltro una delle persone più buone che abbia mai conosciuto – mi avrebbe rifilato tante di quelle sberle sul muso che al Reparto Maxillofacciale dell’Ospedale avrebbero dovuto lavorare una settimana per rimettermi in ordine.

Ma i tempi cambiano, e i babbi anche. Oggi i genitori dei quattro palpeggiatori – in specie quelli dell’istigatore – hanno reagito diversamente. “Si sono scusati per il comportamento del figlio” – ‘azzo, vorrei vedere! – “ma hanno ritenuto eccessivi i provvedimenti, in particolare la bocciatura”. Nulla di nuovo. Siamo di fronte ad una delle tante manifestazioni di quell’etica giustificatoria che da anni sembra essere diventata il principale fondamento della pedagogia familiare in Italia. Bruciano un barbone? Ragazzate. Aprono i rubinetti e distruggono una scuola? Non pensavano di fare del male. Violentano una compagna, magari durante la lezione? Esuberanze ormonali. Che poi, quando uno ce l’ha duro … (Bossi docet). Tuttavia, la ciliegina sulla torta – ma mi verrebbe da dire su qualcos’altro – è la dichiarazione dei genitori degli altri tre. I quali hanno “in parte scusato il comportamento dei ragazzi, attribuendo una responsabilità anche alle compagne, ree di andare a scuola vestite in maniera troppo provocante”.

Trovo una simile dichiarazione semplicemente sconcia.

Dunque la musica è ancora e sempre la stessa. La colpa è delle donne. Prima di tutto per esser nate donne: se nascevano uomini, le tette non glie le toccava nessuno, questo è sicuro. In secondo luogo perché, non che vergognarsi di esserlo, pretendono addirittura di vestirsi da donna, queste sfacciate: invece di mettersi addosso un bel burka, che risolverebbe ogni problema e le metterebbe al riparo da ogni tentazione (altro che far la guerra ai Talebani: quelli hanno capito tutto).

Del resto, non è di molti anni fa quella sentenza, credo addirittura della Corte Costituzionale, che non riconobbe come stupro quello esercitato su una donna che indossi i jeans, perché siccome i jeans sono difficili da togliere, se l’hanno violentata vuol dire che lei ha collaborato a toglierli. Insomma ci stava, “la t****”, come dice Vasco. Alla fine, dai, tanto rumore per nulla. ‘Peccato di pantalone il Signore lo perdone’: non si dice così, da qualche parte? E poi, tanto lo sappiamo: le donne sono tutte p******: meno la mamma e la sorella, beninteso.

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Responses

  1. Va bene tutto, ma se effettivamente il motivo della bocciatura è stata solo la toccatina di culo, con tutta franchezza sembra un po’ eccessiva anche a me come punizione… E poi paragonare i vari ‘Bruciano un barbone? Ragazzate.’ ‘Aprono i rubinetti e distruggono una scuola? Non pensavano di fare del male.’ ‘Violentano una compagna, magari durante la lezione? Esuberanze ormonali’ con una toccatina di culo… dai,, ripeto, non esageriamo e, come diceva mio nonno, non facciamo di tutta l’erba un fascio…

    Con stima, Simone.

    • No, caro Simone, non sono affatto d’accordo, e per molte ragioni. 1) Tra una “semplice toccatina di culo” e un bello stupro fatto come si deve fino in fondo, scusa, ma per me non c’è nessuna differenza. È il principio quello che conta, cioè il considerare la donna come un ‘oggetto’ a libera disposizione di chiunque. Da toccarle il culo, al minimo, ma se nessuno ti vede e nessuno lo viene a sapere anche da darle una bella botta, perché no? Tanto stanno al mondo per quello. Comunque, vorrei vedere, qualora domani la “semplice toccatina di culo” la dessero a tua moglie o a tua figlia, come reagiresti. 2) Mi sembra poi estremamente scorretto – ed anche, te lo confesso, un po’ immorale – mettersi col bilancino a fare una ‘graduatoria’ delle cazzate: toccare il culo ad una ragazza è meno grave che bruciare un barbone ma più grave di violentarla ma meno grave di allagare una scuola … Cazzate, Simone, appunto. Perché anche qui conta il principio, e soprattutto quel Principio fra tutti massimamente ‘sacro’ che si chiama RISPETTO, nei confronti di chiunque: senza distinzioni, senza eccezioni. 3) Perciò, non sono d’accordo nemmeno con tuo nonno. Piccoli fascisti crescono, caro Simone. Come i ragazzi che la sera vanno in periferia nei piazzali antistanti le scuole a bere, a pisciare, a scaricare la loro immondizia, a giocare a pallone, a fare i caroselli con gli scooter, e quando qualcuno si affaccia dicendo che, per favore, lui deve dormire perché domani deve andare a lavorare lo mandano affanculo, e se questo povero fesso insiste gli fanno esplodere il citofono coi petardi (GdV del 28/6/10). Non dirmi che sono prevenuto, se ritengo che siano gli stessi che ieri hanno toccato il culo alla compagna, che domani se capita ne stupreranno una, o cacceranno a parolacce un ‘negro’ da un bar, o faranno un sorpasso pazzesco, con una carrettata di morti, perché loro son più fighi di tutti e gli altri son tutti stronzi. 4) Né parlo di fantascienza, quando parlo di “etica giustificatoria”. Ieri una banda di ragazzini della Milano bene, che i genitori avevano mandato in viaggio-premio a Gardaland dopo la Terza Media, sono stati arrestati perché, dopo le giostre, si erano dedicati a rapinare gli zaini dei visitatori. “Volevo uno schizzo di adrenalina” ha dichiarato uno della banda: e io – te lo giuro – gli darei uno schizzo di calci in culo da ridurlo ad uno sciancato per il resto della sua vita. Credi che esageri anche questa volta? Non sei l’unico. La madre di uno dei piccoli stronzi, rivolgendosi a quei rompicoglioni di Carabinieri che glie lo riportavano, ha detto che con tutto quello che succede in Italia non era il caso di far tutto ‘sto casino per quattro zaini. Ecco, vedi, Simone: mi dispiace dirlo, perché ti conosco e so quanto il tuo sentire sia ‘retto’, ma temo che quella sciagurata sarebbe perfettamente d’accordo con te. Quanto casino per quattro zaini! Che esagerazione, per un toccatina di culo! È stata una ragazzata, non volevano mica bruciarlo vivo! Eccetera eccetera. Prova a ripensarci, caro Simone, e vedrai che, invece, è proprio tutto un ‘fascio’. Mi rendo conto che probabilmente non possiamo farci niente, ma – almeno – non giustifichiamoli anche noi.

  2. Beh, la cosa si può prendere come una nancanza di rispetto, e su questo siamo pienamente d’accordo. Ma è un po come la storia delle droghe. La cazzata peggiore sarebbe quella di equipararle tutte allo stesso livello. Facendo, per l’appunto, di tutta l’erba un fascio. Per me, si il gesto è limitato al ‘non far male davvero’, non dipende da cosa si fa, ma da come lo si fa. L’intenzione qual è? Potrebbe essere istinto puro che la coscienza del ragazzo sa che deve finire lì? O potrebbe semplicemente essere, chissà, che il ragazzo è imbranato, ha problemi di socializzazione e, per dirla tutta, non sa da dove partire per approcciare una ragazza e, preso da confusione mista ad ‘istinto ormonale’, le tocca il culo? O magari sì, potrebbe essere che il ragazzo ha una voglia di scopare pazzesca ed un istinto di violenza incontrollabile e la toccatina di culo è solo il primo scalino… Può essere tutto, ma noi non lo sappiamo cosa sia. Quindi mi limito a dire, dal mio credo legittimo punto di vista, che sarà anche una mancanza di rispetto. Ma una toccatina di culo è una toccatina di culo, bruciare un barbone è bruciare un barbone.
    P.S. Forse non ci crederai, ma se alla mia ragazza (o a una mia ipotetica figlia) le capitasse che un ragazzo le toccasse il culo ci riderei sopra e sarebbe finita lì. Se non va oltre naturalmente.

    • In effetti stento a crederlo, ma comunque, l’importante non è come reagiresti tu: E’ COME REAGIREBBE LEI, perché il culo lo toccherebbero a lei, non a te. O come reagiresti tu se un uomo (non una donna: perché se lo facesse una donna la cosa potrebbe anche gratificarti) toccasse quella o altre parti di te. Insomma, l’unica regola è che le persone SI RISPETTANO. Senza se e senza ma, come va di moda dire.


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