Pubblicato da: giulianolapostata | 12 giugno 2010

2010, Annus Horribilis

(Traduzione in lengoa veneta: 2010, on ano de m****)

 È cominciata verso la fine di gennaio, quando una maestra elementare di Noventa Padovana, forse ancora in overdose di tortellini, zampone e mandorlato, pensò bene di dare ai bambini, come compito per casa, la traduzione di una poesia dall’italiano in dialetto veneto, anzi, “nella lingua del Goldoni”, come scrisse il GdV del 20/1/10 dando la notizia. Ora, a parte il fatto che la “lingua del Goldoni” non era un Veneto qualunque ma il Veneziano – due cose ben diverse, come sa chiunque sia veneto, o conosca il Veneto e/o abbia studiato il Goldoni – voglio sperare che, prima di passare allo studio delle ‘lingue locali’, quella maestra avesse perfettamente insegnato ai suoi allievi quella nazionale, cioè l’italiano (la Padania esistendo solo nei sogni innaffiati di clintòn di Calderoli e Gentilini). Lo dico perché, molti anni fa, assistetti ad una lezione di una maestra veneta la quale, per insegnare ad una bambina il significato del verbo ‘incalzare’, le disse: “Per esempio, le scarpe si incalzano” … Non è Lei, vero Signora Maestra? Alle sacrosante proteste dei genitori, i Consiglieri Regionali della Lega Nord Roberto Ciambetti e Maurizio Conte reagirono definendo l’idea “una lodevole iniziativa per la riscoperta delle tradizioni locali”, casso!

Poi è arrivato maggio, e la proposta dell’Amministrazione di Montecchio Maggiore (VI) di affiancare all’italiano, nelle sedute del Consiglio Comunale, anche la lengoa veneta. Sembra che detta Amministrazione si stia anche preoccupando di assumere degli interpreti, per tradurre poi dal veneto all’italiano durante la trascrizione degli atti del Consiglio …

Infine, è di questi giorni la pensata di un altro emerito linguista, Alfredo Beghin, Assessore della Lega Nord al comune di Battaglia Terme (PD): “inserire la parlata veneta tra i requisiti del concorso a vigile urbano”. “Non capisco quale sia il problema” ha dichiarato, difendendolo dalle critiche, Luca Zaia, che un rio destino ci ha recentemente assegnato come Presidente della Regione Veneto. Secondo Zaia, la proposta “esprime un’esigenza territoriale legata al profondo radicamento della comunità nella propria lingua materna”, ed è giusto che i vigili sappiano “comprendere il popolo”.

Eh già, il popolo padano, profondamente radicato nella propria lingua materna: tant’è vero che l’italiano è la lingua straniera meno conosciuta, in Veneto, e che se in un TG capita di sentir intervistare un veneto c’è da seppellirsi sotto terra.

Comunque andrà così, a Battaglia Terme: che magari il vigile potrà dire, al vecchiotto che ha appena parcheggiato nelle strisce gialle riservate agli handicappati: “Ciò, mona, te ghe da cavar via la machina da qua, parché el xe on spasio riservà ai disgrasià”, ma sarà probabilmente incapace di rispondere ad un turista che gli chiedesse qualche indicazione in inglese.

Perciò, spero di rendermi utile fornendo la traduzione dal veneto all’inglese di alcune comuni espressioni gergali. Non si sa mai, se il principe Carlo capitasse a Battaglia Terme:

 This is not his mother – no xe so mare (le cose non stanno così)

Taken with the bombs – ciapà co ‘e bombe (mi dispiace, sono molto occupato)

Pig the goose – porca l’oca

Pork dog – porco can

What a cancer you are! – che cancaro che ti xé! (Lei è un disturbatore)

Hip mass – anca massa (anche troppo)

I’m behind to go home – so drio ‘ndar casa (mi scusi ma sono fuori servizio e sto tornando a casa)

Did you see yourself? – ma ti te gà visto? (si sente bene?)

How are you taken? – come ti xe ciapà? (idem)

How are you arranged? – come ti xe combinà? (idem)

You have a bad wax – ti gà ‘na bruta siera (idem)

Are you sounded? – ti xe sonà? (idem)

Are you lightened? – ti xe fulminà? (idem)

Would you like a lung? – ti vol un polmon? (le Sue richieste sono esagerate)

You go in search of make yourself bad – ti va in serca de farte mal (stia attento perché sto perdendo la pazienza)

Look that I corner you – vara che te incantono (idem)

Let it loose – lassa perdar (idem)

Give up shooting prickings – moighea de sparar cassae (cerchi di spiegarsi meglio)

To tell the bear’s story – contar a storia de l’orso (non mi prenda in giro)

Are you bringing me for the ass? – ti stà toendome par el cueo? (mi sta prendendo in giro?)

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