Pubblicato da: giulianolapostata | 22 maggio 2010

Arroganza e follia della Scienza

Onestamente, quanti sono coloro che possono dire di aver capito cosa sta avvenendo nel nuovo, mostruoso laboratorio del Dottor Frankenstein – l’enorme acceleratore di particelle a Ginevra, entrato in funzione in questi mesi – e che siano in grado di spiegarlo? Credo davvero pochi. Io, come milioni di altre persone, ho basato la mia informazione su gli articoli dei quotidiani: non molti, a dire il vero, e in genere così specialistici – nonostante l’asserita volontà chiarificatrice e divulgatrice – da dare l’impressione di un malcelato fastidio da parte degli estensori e dei loro mandanti. ‘Ragazzo, lasciami lavorare’.

Sembra dunque (devo queste schematiche note all’articolo di L. Tancredi Barone su Liberazione del 7/9/08) che il Dott. Frankenstein andrà in cerca del “bosone di Higgs”, una particella subatomica che dovrebbe spiegare come mai le diverse particelle che compongono l’universo, nate senza massa subito dopo il Big Bang, ne acquistino una. Cercherà anche, il Dottore, di spiegare la scomparsa della gran parte dell’antimateria, che secondo le teorie cosmologiche attualmente più in voga si dovrebbe formare nella stessa misura della materia; di individuare e capire di cosa è fatta la materia oscura, non luminosa e quindi invisibile e inaccessibile se non con metodi indiretti. Aggiunge Lisa Randall, fisica teorica a Princeton: “Potrebbe dirci se esistono altre dimensioni nell’universo, oltre alle quattro descritte dalla teoria della relatività, o se esiste la cosiddetta supersimmetria. Purtroppo, probabilmente non riuscirà a testare direttamente la teoria delle stringhe, perché ci vorrebbe ancora più energia di quella disponibile”. Eh già, purtroppo, che peccato. Comunque, il punto è un altro: voi avete capito? Io, sinceramente, no. E ancora, molto ‘volgarmente’: avete l’impressione che ciò vi cambi la vita? Io, sinceramente, no.

Tuttavia, a qualcuno tutto ciò la vita l’ha cambiata. Per esempio alle aziende che, per costruire questo giocattolo, hanno guadagnato dieci miliardi di dollari (questa è stata la spesa dichiarata). Forse si poteva spenderli diversamente? Una volta si diceva: ‘Pensa ai negretti dell’Africa’. Lungi da me l’intenzione di propugnare carità pelose dell’Occidente a quegli stessi che ha derubato, ma certo che tra un acceleratore di particelle e qualche migliaio di tonnellate di cereali, non c’è confronto. A qualcuno la cambierà in futuro: chi riuscirà a trovare questo f****** bosone, è già prenotato per il Nobel, con relative prebende, contratti, carriere eccetera.

E’ la solita storia dei trenta denari (un po’ aumentati, in tanti secoli, per via dell’inflazione) e potremmo limitarci a liquidarla con un po’ di fastidio se non ci fosse un altro problema, quello – come direbbe un caro amico del Dott. Frankenstein, il Dott. Stranamore – della ‘macchina-di-fine-di-mondo’. Pare infatti – lo dicono altri scienziati, parenti dei primi, per cui anche questa volta non ci abbiamo capito un c****, e possiamo solo prendere atto – che, una volta messa in funzione, la macchina potrebbe aprire dei buchi neri che inghiottirebbero l’Universo in pochi anni. Una probabilità su enne, pare, ma dovrebbe bastare per fermare tutto. Invece, contro questa ipotesi le truppe scientiste sono scese in campo massicce, usando ogni arma. Prima di tutto l’arroganza di ‘chi sa’. “La creazione di questi oggetti è prevista soltanto da alcune teorie non confermate (ma potrebbero essere confermate più avanti, N.d.A.) e i fisici teorici del Cern, capeggiati da Michelangelo Mangano, hanno studiato la cosa attentamente. «Le paure non ci sembrano in nessun modo fondate. Chiunque non fosse convinto, può comunque consultare il corposo rapporto che prende in considerazione ogni possibile fonte di pericolo, per spiegare perché “possiamo dormire fra due guanciali”, come ha detto il direttore generale del Cern Robert Aymar». Certo, domani vado in edicola, me lo compro e domani sera prima di dormire me lo leggo. In secondo luogo, il vecchio e collaudatissimo disprezzo per i ‘nemici della Scienza’. Sullo stesso numero di Liberazione, compare infatti un articolo di Rina Gagliardi che fa rabbrividire, per la folle sicumera e l’arroganza che esprime. Tutto l’armamentario dello scientismo più sfacciato viene messo in campo. “Siamo all’ennesima variante dell’Apocalisse prossima ventura, frutto del radicato pregiudizio antiscientista. Da notare che la funerea previsione di catastrofe coincide con le antiche profezie dei Maya: secondo le quali, la Quinta Era dell’umanità volge ormai al tramonto ed anzi finirà in una data precisa: il 21 dicembre 2012. Anche Malachia ci ha lasciato predizioni analoghe. Quanto alle quartine di Nostradamus, non so che cosa dicano esattamente in proposito, ma di sicuro non si tratta di previsioni ottimiste. Quanti sono i singoli individui disposti a credere a questo genere di allarmi? Probabilmente pochi, magari membri di sette religiose (tipo i Testimoni di Geova) o casi estremi di ignoranza superstiziosa”. E avanti col “Medioevo, l’ignoranza scientifica, i miti collettivi, la Ragione” (la maiuscola è sua!) eccetera. Dopo di che – siamo o non siamo su un giornale comunista?! – la Gagliardi si intorcola in un complesso ragionamento ‘di classe’, alla fine del quale risulta che la paura del Progresso è propria dei borghesi reazionari, e che dunque chiunque la condivida è uno di loro. Manca solo che aggiunga: “Oggettivamente”, come si diceva ai bei tempi. Ma poi viene il momento del placebo: “Nulla di tutto questo, si badi bene, ha un fondamento davvero razionale, o una dimostrata probabilità di succedere” (dunque lei l’ha letto, il “corposo rapporto”, e l’ha capito tutto: c**** che mente!). Sul fatto che, come abbiamo già detto, la probabilità possa essere dimostrata più avanti, glissa serena, e un po’ infastidita: “Tranquilli”, conclude, e quasi vorrebbe aggiungere: ‘Coglioni’.

Cos’è, dunque, tutto questo? Forse non è nemmeno arroganza, e certo non è crimine, ma solo follia. La stessa che da sempre nutre la scienza. La stessa che ha spinto centinaia di ‘brillanti’ intelletti a lavorare al progetto per la bomba atomica. La stessa che probabilmente ha lasciato sfuggire da qualche laboratorio il virus dell’AIDS, così per vedere l’effetto che fa, o forse per sbaglio, son cose che capitano. La stessa che produce gli organismi geneticamente modificati. La stessa che lavora alla clonazione umana. La stessa che sta distruggendo il pianeta. Eccetera. Hegel le ha dato la sua giustificazione morale e filosofica: “Tutto il reale è razionale”, con tutto ciò che ne deriva. Qui non è questione di destra e sinistra. Se la ‘destra’ accarezza il Mostro ghiotta del suo sterco – denaro e potere – la sinistra lo fa in nome di un progressismo cieco ed antiumano, quello stesso che sull’altare della Dea Ragione ha sacrificato, in Unione Sovietica e in Cina, milioni di individui, inutili remore sulla strada della Modernità. Col suo sguardo di Medusa, il Mostro affascina e ipnotizza, e spessissimo chi lo serve, sicofanti e celebranti, lo fa senza alcun compenso. Certamente la Gagliardi è incapace, come quasi tutti noi, di decifrare la più elementare delle equazioni che sono state usate a Ginevra, ma tuttavia è disposta a concedere ai sacerdoti del Mostro la più cieca e assoluta fiducia. Non solo. Ride di noi, poveri ‘reazionari’ e passatisti, agitando la solita brodaglia modernista.

Staremo dunque a vedere, adesso finalmente ci siamo. Se sarà, ci spegneremo serenamente, comprendendo integralmente, nell’ultimo istante, l’insegnamento del Buddha sull’impermanenza, udendo in sottofondo, prima dell’ultimo momento, il canto di trionfo di qualche sacerdote: “Après moi, le déluge”. Se non sarà, ci basterà avere pazienza: sarà domani, o dopodomani. Tante zanne ha il Mostro nelle sue fauci, e servi senza numero, disposti ad esaudire ogni suo sogno perverso. Vedrete che prima o poi ci riuscirà.

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