Pubblicato da: giulianolapostata | 1 maggio 2010

Eia Eia Baccalà!

Questo è il necrologio apparso qualche giorno fa nel Giornale di Vicenza, e che tanto scalpore ha suscitato nel Vicentino, ed anche, nei giorni seguenti, sulle pagine del giornale. Troppo rumore per ‘nulla’? Forse. Proviamo – scusate la deformazione professionale – a farne l’analisi, non grammaticale né sintattica ma semantica, e vediamo se davvero valeva la pena di prendersela tanto.

Duce degli Italiani”? Forse, ma non di tutti. Se i “camerati” di Continuità Ideale prendessero carta e matita e facessero due o tre operazioni, vedrebbero che fuori dal conto rimarrebbero milioni di Italiani: tanto per fare un esempio, gli insegnanti che rifiutarono il giuramento di fedeltà al Duce, perdendo così le loro cattedre; o tutti coloro che, rischiando la vita, nascosero e protessero gli Ebrei dalle persecuzioni; le migliaia di deportati e assassinati; o ancora, le migliaia e migliaia di giovani che salirono in montagna a difendere con poche armi, ma con la propria vita, l’onore – quello sì si chiama onore – del proprio Paese. Dunque, Duce, sì, ma non di tutti: non facciamo, appunto, di ogni erba un fascio.

E poi, “Duce”: da ‘ducere’, condurre. Ma dove li condusse gli Italiani, questo imbecille? In una guerra devastante, che ridusse il popolo alla fame e alla miseria e il Paese in macerie, combattuta a fianco di un mostro vomitato dall’Inferno, colpevole del genocidio degli Ebrei, il più orrendo delitto di cui si sia mai macchiata l’umanità. Alla faccia del ‘condurre’. Sapete come si dice, camerati: ‘dagli amici mi guardi Iddio ché dai nemici mi guardo io’.

“Onore”, camerati? Onore a chi, lasciando stare il resto e dicendone solo una, firmò le Leggi Razziali?Ma mi faccia il piacere!” come direbbe Totò …

Sul GdV del 30/4, Luigi Tosin, Presidente della suddetta Continuità Ideale, dice che si “onora” di rappresentare quanti condividono “i valori” della RSI. Mi perdonerà il signor Tosin se personalmente, in quanto nipote di un partigiano della Brigata Garemi, ho di quei ‘valori’ una visione un po’, come dire, ‘partigiana’. Quanto a lui, però, non deve assolutamente preoccuparsi. Come dicono nei film americani, “siamo in un Paese libero”, e dunque lui può onorarsi di quel che gli pare. Pensi che, giustappunto negli USA, ci sono persone che per tutta la vita di mestiere fanno il boia – annodano cappi, premono siringhe, schiacciano interruttori elettrici eccetera – e quando vanno in pensione dicono di essere onorati della professione che hanno svolto. E dunque, Sig. Tosin, se lo fanno loro vuole che non possa farlo Lei? Ma si onori, Sig. Tosin, si onori pure, e buon pro’ Le faccia. Alla prossima commemorazione.

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