Pubblicato da: giulianolapostata | 1 maggio 2010

“Alice in Wonderland” (T. Burton, USA, 2010)

Ahi-ahi-ahi: e due …Nel 2008 Burton ci aveva lasciato con Sweeney Todd, la storia vera del barbiere londinese che nell’Ottocento uccideva e trasformava le sue vittime in pasticci di carne a prezzi popolari. Fu quello un eccezionale esercizio di stile, una grande dimostrazione di mestiere, ma anche un film sostanzialmente vuoto, che non scendeva di un pollice sotto l’elegantissima superficie. Perdonabile tuttavia: e, appunto, per la solita, grande abilità dimostrata e perché – si pensò – anche gli artisti come lui hanno bisogno di un po’ di relax. Lo si aspettava alla prova successiva, quella Alice di cui si favoleggiava da tempo. Quale soggetto migliore per un visionario dark come Burton, dissero moltissimi suoi fans? È vero, dissero subito molti altri, ma stiamoci attenti, perché proprio per questo il Nostro corre uno dei rischi peggiori: quello di fare un film ‘alla Burton’, senza riuscire nemmeno questa volta a raggiungere le radici della sua ispirazione. Stiamo a vedere. Ora abbiamo visto, e avevano ragione loro. Dopo Mars Attacks (1996) e Il pianeta delle scimmie (2001), questo è certamente non tanto il film più brutto di Burton, quanto il più inutile. Acuto è il rimpianto del cartoon disneyano del 1951, col quale questo film è strettamente imparentato, non solo per il soggetto, quanto – ed è questo il punto – per la produzione. Paradossalmente però, il passaggio dal cartoon al film non solo non ha giovato, ma è stato disastroso. Colpa anche dei sessant’anni trascorsi. Nonostante tutta la pruderie degli anni Cinquanta, tuttavia allora il politically correct era ancora un concetto abbastanza sconosciuto. Ne risultò così un cartoon acidino e cattivello, allusivo, inquietante anzichenò, che non a caso non è mai stato ai vertici delle preferenze dei bambini per quel che riguarda la produzione disneyana classica. Ma, appunto, il tempo è passato, Disney è diventata una major, muove somme favolose, e non può permettersi errori. Il risultato è dunque, questa volta, un film che più piccoloborghese non si può: politically very correct, pudico, beneducato. Un film che non contiene una sola scintilla di originalità e di provocazione, e che si adagia in un perbenismo familiare della domenica desolante. Un film in cui i ‘cattivi’ vengono liquidati in fretta, per evitare che qualcuno in sala si faccia domande (e c’è più trasgressione in un capello del Principe Azzurro di Shrek che in tutto il Fante della Regina Rossa) e i buoni sono loffi e noiosi. Un film in cui, tra l’altro, Burton è completamente assente: sparita la cattiveria irriverente di Beetlejuice (1988), spariti gli incubi dark e sanguinosi di Sleepy Hollow (1999), spariti i sogni e gli strazianti ricordi di Big Fish (2003). Rimane una storia banale, nello svolgimento e nella conclusione. ‘Istruita’ dalla sua permanenza in Wonderland, Alice diventa un mercante in Cina. Fantastico! Tutto ‘sto casino per trafficare in oppio e schiavi?! Sarebbe questa la lezione ‘libertaria’ del personaggio?! Aridatece il cartoon, per favore … Ad affossare definitivamente la storia contribuiscono massicciamente i trucchi. Come ha scritto il critico di Liberazione – mi inchino a tanto sarcastico genio – il Cappellaio Matto sembra la caricatura del Mago G di Galbusera. E, aggiungo io, Anne Hataway, nella parte della Regina Bianca, pare la caricatura di Cicciolina, con l’aggravante di essere evidentemente in preda ad una grave crisi confusionale. Sarà stata una scelta registica o si era fatta un cannone prima di andare sul set? Non lo sapremo mai. Quel che sappiamo è che questo è un film fallito, che ci siamo annoiati a morte, che abbiamo buttato via i soldi, e che Burton è (era?) un altra cosa.

 13/3/2010

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: