Pubblicato da: giulianolapostata | 14 aprile 2010

Piccoli imbecilli crescono

Scena: sala d’aspetto del pronto Soccorso dell’Ospedale di Noventa Vicentina, martedì 13 aprile, ore 11.00. Mia moglie si trova lì con mia madre, ottantanovenne, gravemente malata di Alzheimer, per una sua urgenza.

Entra una famiglia: madre, nonna e (presumibilmente) nipote undicenne (a proposito: perché non era a scuola a quell’ora?). Il ragazzino porta fieramente infilata nella cintura la fondina di un fucile giocattolo, e appena la madre e la nonna entrano in ambulatorio, lo estrae, mirando ai presenti uno per uno e facendo ‘bang’ con la bocca. Alle dure rimostranze di mia moglie – non si porta un fucile, nemmeno se giocattolo, in un luogo di sofferenza come quello, e tanto meno in un tal luogo si può ‘giocare’ ad uccidere – il piccolo imbecille risponde, o meglio non risponde, con atteggiamento di arroganza e strafottenza, continuando nel suo stolido gioco.

Alcune considerazioni.

Forse bisognerebbe correggere il titolo. Non piccoli imbecilli ‘crescono’, ma ‘vengono cresciuti’: da chi compra loro delle armi come giocattoli e da chi permette loro di portarle in un ospedale.

Secondo. Suggerirei agli ‘educatori’ del piccolo imbecille di mandarlo in vacanza, quest’estate, a Kabul, all’ospedale di Emergency: così può divertirsi a vedere l’effetto dei ‘bang’ quando sono veri.

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Responses

  1. Benvenuto nella blogosfera, Giuliano!


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