Pubblicato da: giulianolapostata | 21 novembre 2014

La “Buona Scuola” di Matteo Renzi

Pochi giorni fa ho ricevuto, nella mia casella di posta istituzionale, questa lettera di Davide Faraone, Sottosegretario al MIUR.

La pubblico integralmente, assieme alla mia risposta.

 

From: Segreteria Faraone

Sent: Wednesday, November 19, 2014 1:14 PM

To:

Subject: Saluto del Sottosegretario Davide Faraone

 

Carissime e carissimi,
sono Davide Faraone, ho 39 anni e sono stato eletto deputato per la prima volta in questa legislatura.
Ora il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, mi ha voluto come Sottosegretario al Miur per rappresentare un governo che sta mettendo la scuola al centro della propria azione, non solo a parole ma con i fatti.
È davvero il momento della svolta per la scuola italiana e per il Paese.
Siamo partiti dagli edifici scolastici. Sono migliaia gli interventi già partiti, e quelli in programma nei prossimi mesi, per rendere le scuole più sicure e più belle.
E adesso La Buona Scuola. Ci stiamo occupando di ciò che avviene nelle nostre aule. Da tempo non vi era alcun coinvolgimento sulle scelte politiche che riguardano la scuola. Per questo abbiamo voluto ascoltare tutti, perché l’istruzione è il motore per ogni sviluppo economico, sociale e culturale del Paese e la scuola è patrimonio di tutti i cittadini. Come sarà l’Italia tra vent’anni dipende da come è la scuola oggi, ripete spesso Matteo Renzi. È per questo che vogliamo una Buona Scuola.
La consultazione è terminata in questi giorni, con l’impegno del Ministro Stefania Giannini e di coloro che hanno collaborato al Ministero e nei territori. Ringrazio davvero tutti coloro che hanno voluto partecipare contribuendo alla riflessione collettiva sulle proposte. Ma il lavoro davvero impegnativo arriva adesso.
Il piano ipotizzato nel documento del governo sarà rivisto alla luce delle proposte di coloro che hanno voluto mandare il loro punto di vista. Saranno soprattutto le critiche ad essere vagliate. La complessità della scuola è affrontabile solo se ognuno di voi ci aiuterà a trovare soluzioni che migliorino i risultati delle nostre studentesse e dei nostri studenti. Questo è il nostro compito e la nostra speranza. So che chi lavora come voi nella scuola e per la scuola ha vissuto tempi particolarmente pesanti fatti di tagli e spesso di umiliazioni.
Ora si cambia verso!
La tenuta del sistema è stata possibile proprio perché abbiamo potuto contare sul vostro lavoro. Ed ora ci contiamo ancora di più. Potremo ottenere risultati solo con il dovuto impegno e con la necessaria motivazione di tutti.
Abbiamo una grande responsabilità, sono certo che lavoreremo bene insieme.
Cari saluti

Davide Faraone

 

From: Giuliano Corà

Sent: Friday, November 21, 2014 5:40 PM

To: segreteria.faraone@istruzione.it

Subject: Re: Saluto del Sottosegretario Davide Faraone

 

Egregio On. Faraone,

                                 mi consenta alcune considerazioni sulla Sua lettera.

In primo luogo trovo scorretto il fatto stesso che Lei mi abbia scritto. Lei lo ha fatto ‘approfittando’ del Suo ruolo e della Sua posizione, che Le dà accesso agli indirizzi di posta istituzionali di tutti i docenti. Diversamente, dubito che Lei si sarebbe mai accorto dell’esistenza di uno sconosciuto ed insignificante maestro elementare quale io sono, e certo mai Le sarebbe venuto in mente di scrivermi per parlare con me di scuola. Insomma: mezzucci elettoralistici (le Regionali incombono, eh?!), di cui avevamo già avuto considerevoli assaggi coi precedenti governi; ma evidentemente si può sempre far peggio.

Difatti – ed è questa la mia seconda considerazione – questa Sua lettera non parla affatto di scuola. Sostanzialmente – mi perdoni – a me pare che non parli di nulla, e che altro non sia se non un fervorino devoto al Suo leader, il Sig. Renzi. Una precisazione, tra parentesi. Scrivo ‘Sig.’ e non ‘On.’ perché non riconosco nessuna legittimità democratica al suddetto Signore. Occupa il posto che occupa senza esservi stato eletto da nessuno. Il suo stesso governo è, ai miei occhi, illegittimo, perché i suoi membri non sono stati eletti dal popolo. Il Parlamento tutto che ha dato origine a questo Governo è illegittimo, e dunque voi fate ciò che state facendo perché ne avete il ‘potere’, non perché ne abbiate il ‘diritto’. Ma questo è un altro discorso, che ci porterebbe troppo lontano: torniamo a noi.

La “Buona Scuola” … Mi consenta, On. Faraone, di evitare qualsiasi commento su questo vostro progetto. Rischierei di trascendere, e ciò sarebbe spiacevole, dopo una vita trascorsa tra i banchi ad insegnare ai bambini educazione e rispetto. L’unica cosa che posso dirLe è che – senza false immodestie – la ‘buona scuola’ io credo di averla sempre attuata in tutta la mia vita di Insegnante, molto prima che il Sig. Renzi e la Sig.ra Giannini la scoprissero. A testimoniarlo stanno l’affetto di generazioni intere di bambini, e la stima di Genitori, Colleghi e di qualche Dirigente. Di altro, sinceramente, non mi curo.

La ‘vostra’ buona scuola, invece, la conosco benissimo.

Sarà piena di costosissimi aggeggi elettronici – quelli che piacciono tanto al Suo leader e di cui quel grandissimo Maestro che fu Don Lorenzo Milani, che la buona scuola l’aveva già inventata cinquant’anni fa, avrebbe fatto serenamente a meno – ma ancora una volta povera delle risorse minime quotidiane: e proprio in questi giorni per l’ennesima volta ho dovuto far ricorso al buon cuore dei Genitori per fornire ai bambini un fascicolo di racconti la cui lettura ritenevo imprescindibile per la loro crescita culturale e spirituale, ma il cui costo non potevo certo caricare sulle spalle di un’istituzione già alla fame.

Premierà, secondo la più vuota delle logiche meritocratiche, i soliti ‘primi della classe’: quegli insegnanti che avranno accumulato incarichi, partecipato a corsi, prodotto documenti. E, come sempre, ignorerà l’esercito oscuro ed invisibile di coloro che hanno passato una vita a studiare e a leggere, spendendo una fortuna di tasca loro in libri e cultura, distillandone l’essenza per trasmetterla ai loro allievi.

Non ho volutamente partecipato alla Sua consultazione per le ragioni di cui sopra – avrei potuto pentirmi di quel che avrei potuto scrivere – ma quando leggo che “Ora si cambia verso!” – quanta prosopopea, On. Faraone … – ecco: un’idea è venuta anche a me, e vorrei proporGliela, se non è troppo tardi. Riguarda i soldi – mi perdoni la volgarità dell’argomento – un tema che, dati i vostri lauti stipendi, sicuramente sarà poco noto a Lei, al Sig. Renzi, alla Sig.ra Giannini ed alla Sig.ra Madia. Nell’ambito della “Buona Scuola”, fate una bella cosa: sbloccate i nostri contratti. Dimostratelo con i fatti, non con le parole, il rispetto dovuto a chi alla scuola ha dedicato l’esistenza intera, con amore e fatica, se credete davvero – davvero! – che l’istruzione sia  “motore per ogni sviluppo economico, sociale e culturale del Paese”. Altrimenti, mi perdonerà, ma queste storie le ho già sentite molte, troppe volte, e non m’interessano più: questa volta ancor meno delle precedenti.

Fra tre anni andrò in pensione, e chissà se con quella pensione riuscirò a sopravvivere. Lascerò con profondo dolore quella che ritengo la professione più bella del mondo, e che ho amato come poche altre esperienze nella mia vita. L’Insegnamento mi ha restituito centuplicato quel che vi ho profuso, e tutto sommato, questa è l’unica cosa che conta. Il resto, caro On. Faraone, lo lascio alla vostra “Buona Scuola”.

La saluto distintamente, e a non risentirci.

 

Giuliano Corà

Pubblicato da: giulianolapostata | 25 ottobre 2014

Il Partito Nazionale Socialista Italiano

Un carissimo Amico mi manda questa lettera, che sottoscrivo integralmente, e che ritengo degna di essere offerta alla riflessione dei miei dodici lettori e mezzo.

Buon – amarissimo – divertimento.

 

Caro Giuliano,

              le ultime esternazioni di Renzi alla Leopolda conducono a un’inevitabile conclusione.

Il Nuovo Partito Nazionale che il Segretario-Primo Ministro vagheggia dovrà raccogliere tutti: i renziani, la sinistra di Gennaro Migliore, la Ditta di Bersani, i centristi di Scelta Civica, Italia Popolare, SEL, i fassiniani (dato che Fassino “resterà assolutamente nel PD”), i Giovani Turchi,  i forzitalioti (visto il collaudato connubio Silvio-Matteo), gli astensionisti, i pentastellati delusi, gli industriali (uditi gli inni di Marchionne e della Confindustria), i cattolici, i laici, gli agnostici, i giovani, i moderni, i veloci, gli esploratori, i creativi, i digitali e i podisti scattanti …  in una parola: tutte le forze nuove e sane della Nazione.

A questo punto si impone una domanda: può una tale Unione Universale per il Bene accontentarsi del modesto, incolore, cinereo titolo di “Partito Democratico”? Sarebbe come chiamare “stadio” il Colosseo! Dato che il Nuovo Partito Nazionale resta, malgrado tutto, socialista (fa parte infatti del Partito Socialista Europeo), è evidente che l’unico titolo degno di tanta grandezza sarebbe: PARTITO NAZIONAL-SOCIALISTA ITALIANO = PNSI.

Mi permetto pertanto di suggerire a tutti gli aderenti, simpatizzanti, affluenti renziani di chiamarsi da oggi in poi “nazionalsocialisti” (o, abbreviato, “nazisti”). La loro divisa sarà, ovviamente, la CAMICIA BIANCA.

 

S.R.   

Pubblicato da: giulianolapostata | 14 agosto 2014

LA NOVA MASAKRO NOMIĜAS: “PROTEKTA MARĜENO”

Un carissimo amico Esperantista mi manda questo suo bellissimo pezzo, pubblicato sulla rivista “KancerKliniko”.  L’ho letto con qualche difficoltà – colpevolmente da molto tempo trascuro i miei studi di Esperanto – ma è stato sufficiente per comprenderne la bellezza. Lo offro a voi in segno di solidarietà alla Lingua Internazionale ed alla Palestina massacrata.

Ekde la 27a de decembro 2008 ĝis la 18a de januaro 2009 la izraela armeo kondukis kontraŭ Gaza-strio la militoperacion Fandita Plumbo. Ĝi kaŭzis la mortigon de 1203 palestinanoj (inter kiuj 410 infanoj) kaj de 13 izraelanoj (inter kiuj du civiluloj).  Nun, en 2014, la izraela armeo jen kondukas novan militoperacion nomatan Protekta Marĝeno. Ĝis hodiaŭ (13.08.2014) ĝi kaŭzis la morton de 2000 palestinanoj (el kiuj 500 infanoj) kaj de 60 izraelanoj (el kiuj 2 civiluloj).

            Antaŭ  ol ĉio ni substreku, ke atribui ĝenerale al la judoj la sinsekvajn masakrojn kontraŭ la palestina popolo estas maljusta malica eraro, kiu favoras la koloniismon de la izraela estraro. En 1923 la plimulto de la itala popolo apogis la faŝismon; en 1933 la germana popolo apogis la naziismon. Ne pro tio oni rajtus aserti, ke la italoj, kiel tiaj, estis faŝismaj, kaj la germanoj naziismaj. La plimulto de iu popolo povas erari; tio ne signifas, ke tiu tuta popolo kulpas pri la krimoj plenumitaj de ties estraroj kaj armeoj.

            Tre gravas tiu ĉi precizigo, ĉefe nun, kiam la novfaŝismaj tendencoj profitas la krimojn de la izraelaj estraroj, por renaski en Eŭropo la tradician perversan antisemitan propagandon. La fakto, ke popolo dum du jarmiloj suferinta la plej kruelajn persekutojn, hodiaŭ okupas subpremas turmentas alian popolon: jen homara tragedio, kiu suferigas ĉiun pacemulon, ĉiun sinceran amikon de la juda popolo, kaj igas nin dubi, ĉu iam la homaro kapablos progresi ne nur teknike sed iom ankaŭ etike.

            Tiujn ĉi miajn opiniojn konfirmas la fakto, ke en la tuta mondo, inkluzive Izraelon, ekzistas judaj minoritatoj kaj intelektuloj kiuj publike, daŭre kontraŭstaras la ŝtatan izraelan politikon. Sufiĉas citi konatajn prestiĝajn verkistojn, sciencistojn, muzikistojn kiel Natalia Ginzburg, Primo Levi, David Grossman, Amos Oz, Gad Lerner, Moni Ovadia, Daniel Baremboim … kaj organizaĵojn kiel ECO (Reto Kontraŭ la Okupo), Naturei Karta International ( ortodoksaj hebreoj anticionistaj), Izraelaj Anarkistoj, Refusenik  (militrifuzantoj) … ĉiuj konstante insultataj kaj persekutataj. Eĉ inter la cionistoj ekzistas voĉoj kontraŭ la  izraela politiko. En marto 2004 en Romo, okaze de la centjara datreveno de la morto de Theodor Herzl, okazis la Kongreso de la Itala Cionista Federacio. La oficiala oratoro, post longa apologio pri Herzl, tamen konkludis:

            “Ni devas memori, ke la suferoj de la palestinanoj kiu vivas sub la izraela okupado – kiaj ajn estas la respondecoj de iliaj gvidantoj – estas senesperaj samkiel tiuj de la judoj de orienta Eŭropo en la epoko de la unua cionista Kongreso de Bazelo. La estonto de la hebrea ŝtato estas ligita kun tiu de la palestina socio kiu vivas apud kaj ene de la ŝtato mem.“ 

            La tragedio nun okazanta en Gaza estas nur la lasta el funebraj eventoj sinsekvintaj dum 66 jaroj, depost 1948. La faktoj evidentas, kvankam ne ĉiuj akceptas konstati ilin: unu el la plej modernaj kaj potencaj armeoj de la planedo atakas popolon el unu miliono kaj 800mil loĝantoj kunpremiĝantaj en malvasta teritoria strio laŭ la mediteranea maro. Meze de tiu loĝantaro ĉeestas iu nombro, procente eta, el gerilanoj parte membroj de Hamas, parte alvenintaj de pluraj landoj ankaŭ eŭropaj. La rezulto de la izraela milit-invado estas katastrofa. Pli ol dumil mortigitoj, miloj da vunditoj, dekmiloj da homoj restintaj sen domo, sen laboro, sen nutraĵo, senmezuraj detruoj de domoj, publikaj konstruaĵoj, lernejoj, hospitaloj, infanvartejoj, moskeoj. Ne ekzistas kontraŭ-aviadila kaj kontraŭ-raketa defendo.

            De la Gaza-strio oni ĵetas misilojn kontraŭ la izraela teritorio.  Temas pri misiloj

misdirektataj pro primitiva teknologio; cetere Izraelo disponas je protekto-sistemo – Iron Dome - tre efika: oni citas nur du izraelajn civitanojn mortigitajn de tiuj misiloj. Ĉiuj aliaj izraelaj mortintoj estis soldatoj de la invadanta armeo, falintaj dum batalado kontraŭ la gerilanoj.

            Do ni ĉeestas veran masakron de popolo fermita en mallarĝa ter-strio, de kiu ĝi ne povas fuĝi ien ajn. En tiu strio ofte mankas kurento, malabundas nutraĵo, akvo, medikamentoj en la hospitaloj (ĉi lastaj, jam nesufiĉaj en “normalaj” periodoj, nun iĝis tute nesufiĉaj pro la grandega alfluo de vunditoj). Depost 2005 Gaza estas submetata al rigora izraela sieĝado, kiu lasas eniri nur la nutraĵojn sufiĉajn por eviti ĉies morton. La sieĝado malpermesas ĉion alian. La sieĝatoj ne povas eliri por atingi hospitalojn de aliaj landoj: pro nenia kialo ili rajtas lasi Gazan.

            Tia feroca persekutado – certe inspirata de intensa rankoro-malamo – ŝajne estas aprobata far ĉirkaŭ 60-70 procentoj de la izraela loĝantaro (20 procentoj estas araboj aŭ alietnanoj: civitanoj de dua kategorio, senaj je multaj rajtoj, sisteme malestimataj kaj turmentataj). En  Cisjordanio, milite okupita far Izraelo ekde 1967, vivas 2,5 milionoj da palestinanoj. Iam ili teritorie komunikis kun la Gaza-loĝantoj, sed post 1967 la du loĝantaroj estas strikte separataj far  bloksistemo starigita kaj kontrolata de la izraela armeo.

            La okupado de Cisjordanio (22% de la palestina teritorio) ne estas nur milita. Kontraŭ ĉiuj internaciaj leĝoj, parade neglektante ĉiujn admonojn kaj kondamnojn far UNO, Izraelo  establis en la okupitajn teritoriojn ĉirkaŭ 600.000 kolonianojn – inkluzive tiujn loĝigitajn en novkonstruitaj domaroj eĉ en la araba parto de Jerusalemo.  Ĉie konstante plimultiĝas la izraelaj establiĝoj, kun sekva forĵetado de palestinanoj. Senĉese  oni plu konstruadas  novajn ŝoseojn, utiligeblajn nur far veturiloj kun izraela numerplato (nome: nur judaj kolonianoj). La grundo estas sisteme konfiskata “pro sekurec-kialoj”, la akvo estas feroce porciumata por la palestinanoj, malavare liverata al la kolonianoj. En tiaj kondiĉoj vivas entute 4.300.000 palestinanoj en teritorioj milite okupataj aŭ kontrolataj far Izraelo. Dume aliaj 5 milionoj da rifuĝintoj – perforte forĵetitaj de siaj domoj kaj senigitaj de ĉiu havaĵo dum la Nabka (“katastrofo”) de 1948 -  vivas en 58 koncentrejoj (barakaroj, tendaroj) en Jordanio, Libano, Sirio, Cisjordanio, en vivkondiĉoj imageble ne tro diferencaj. Temas do pri 4 generacioj de  popolo  senigita de sia tero kaj perforte devigata vivi en necivilaj, neelporteblaj, hontindaj kondiĉoj. Tiu krimo kontraŭ la fundamentaj homaj rajtoj restas neprocesata kaj nepunata far  la internacia justico tutsimple ĉar Usono ĉiam blokas ĉian juran proceduron kontraŭ Izraelo per sia veto-rajto. Jen freŝdata elokventa ekzemplo: post la lastaj masakroj de civitanoj en   Gaza, iuj landoj postulis la alvokon de la Ĝenerala Konsilio de UNO por enketi  ĉu la izraela armeo kulpis militkrimojn. Okazis voĉdono, jen la rezulto: JES 29 voĉoj; SINDETENO 17 voĉoj; NE 1 (unu) voĉo: tiu de Usono, kies Prezidanto estas Nobelpremiito pri paco.

            La priskribita situacio konsistigas la koheran kompletigon de la origina cionisma programo: entute forĵeti la ne-judan loĝantaron el tiu tero kiu, laŭ la biblia tradicio, Dio mem promesis al la izraela popolo. Ververe hodiaŭ la plimulto de la izraelanoj pli-malpli seninteresiĝas pri tiu ĉi laŭlitera legado de la biblio (tre multaj el ili estas ateistoj aŭ agnostikistoj). Sed la religian tradicion anstataŭis moderna laika ideologio: la ekstrema naciismo. Naskiĝinta en  Eŭropo inter la du mondmilitoj, ĝi estis entuziasme adoptita far  multaj judoj, ĉefe cionistoj kaj anoj de Likud (la majoritata partio). Jen kial ili forte alstrebas forĵeti de tuta Palestino ĉiujn arabojn. La “Protekta Marĝeno” estas nenio alia ol la lasta kruelega entrepreno de registaro kiu forrabis la teron de sendefendaj homoj, kaj nun celas forviŝi ĉiujn iliajn restintajn spurojn. Utiligata sistemo: igi ilian vivon neelportebla, eĉ forpreni ĝin de iliaj infanoj, antaŭ ol ili iĝos adoltoj.

            La mala ebla solvo – kunvivado de du popoloj sur la sama tero, lernante koni kaj ami unu la alian – postulus civiliz-nivelon bedaŭrinde ankoraŭ utopian. -

                                                                                                                        Sen Rodin

Pubblicato da: giulianolapostata | 14 agosto 2014

La Madonna non ama i ‘recioni’

“Venghino, venghino, Siore e Siori: più gente entra più bestie si vedono!”.

Forza gente, tutti in massa domenica 17 a Poleo di Schio, in Provincia di Vicenza (e già questo dice molto), ad assistere al Meeting Internazionale dei Giovani organizzato dal Movimento Mariano “Regina dell’Amore”. Là, tra Messe e fumigazioni di “Paris” di Yves Saint Laurent (http://www.stefanolorenzetto.it/pagine/interviste/Caselin.pdf), potremo assistere anche all’intervento di Luca Di Tolve, autore del fondamentale saggio “Ero Gay”, Kolbe Ed. Ineffabile il racconto che il Di Tolve, nel suo sito (http://www.lucaditolve.it/), fa della propria esperienza da omosessuale, che tanto faceva piangere il suo angelo custode. “Proprio come la canzone di Povia Luca era gay (…)” e “viveva ogni esperienza di trasgressione che in quel mondo si possa incontrare, tra sesso, lussuria, potere e gironi infernali (Sic! NdA)”, ma finalmente “l’incontro con la Madonna di Medjugorje lo spinge decisamente sulla strada della conversione”. Tra parentesi, verrebbe da chiedersi se sia stata la Madonna di cui sopra a suggerirgli di aprire un sito per vendere il suo libro e farci un po’ di soldini, ma queste sono volgarità cui non vogliamo abbassarci.

Domenica dunque il Di Tolve ci spiegherà “come si può guarire dall’omosessualità”. E sarà davvero interessante ascoltarlo. Sì perché, anche se nel 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che “l’omosessualità è una variante naturale del comportamento umano al pari dell’eterosessualità” (vedi l’intervista con Mattia Stella, Presidente Provinciale dell’Arcigay, sul Giornale di Vicenza del 13/8/14), i mariani invece, facendo riferimento alle teorie di tal Joseph Nicolosi, psicologo americano (“teorie considerate prive di fondamento scientifico dai principali enti di ricerca, tra i quali l’American Psychiatric Association”, nel medesimo articolo) sostengono il contrario. Insomma i gay, gli omosessuali, i ‘recioni’, i ‘culatoni’ – come ‘simpaticamente’ la buona gente veneta li ha sempre chiamati – sono dei malati, e vanno guariti. Come? Il caro, vecchio Adolf Hitler una soluzione lui l’aveva trovata: ai forni, assieme ad ebrei, comunisti, zingari e tutta la feccia consimile che impesta l’umanità. Ma oggi una simile proposta appare un tantino politically uncorrect, e allora ecco le ‘teorie’ del Prof. Nicolosi: ‘scientifiche’, e dunque al riparo da ogni accusa di razzismo omofobico.

Non è dato sapere se il suddetto professore ritenga valide le sue ‘teorie’ anche nella cura delle migliaia di preti pedofili che nei decenni hanno violentato innumerevoli bambine e bambini, distruggendone la psiche, la serenità e l’esistenza: attendiamo un suo saggio in merito per approfondire e chiarirci le idee.

Nel frattempo – e per concludere: ché davvero queste storiacce non meritano ulteriore attenzione – ci domandiamo due cose. Primo. Ci chiediamo quando la Chiesa Cattolica e i suoi seguaci la smetteranno di ravanare nelle mutande altrui e di preoccuparsi di chi va a letto con chi e come: quel Vangelo di cui ad ogni tre per due si riempiono la bocca l’abbiamo letto anche noi, e di anatemi contro i ‘culatoni’ non ne abbiamo trovato nemmeno uno (abbiamo invece trovato un passo – Luca, 6:37-42 – che dice: “Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati”) Secondo. Ci chiediamo se, con quel che accade al mondo ogni giorno, davvero la Madonna non trovi nulla di più pressante di cui occuparsi, nulla di più tragico per cui piangere delle nostre preferenze sessuali. Forse, se si facesse un giretto a volo di Madonna sulla Palestina e sui suoi bambini macellati, un’idea potrebbe venirle.

Intanto ci permettiamo un consiglio. Domenica, come si suol dire, andate al mare: anche se è brutto tempo lo iodio fa sempre bene. Al cervello.

Pubblicato da: giulianolapostata | 7 agosto 2014

Manifesto degli Anarcofuturisti russi, Karkov, 1919

Scopro nel mio inesauribile archivio questo testo incredibile. Ho un vago ricordo di averlo letto – e trascritto a macchina! – negli anni Settanta, ma non ricordo assolutamente dove. Ora ho digitalizzato quel foglio ingiallito, e ve ne faccio dono. Indipendentemente dal suo contenuto ‘ideologico’, penso converrete sulla sua abbagliante e sulfurea bellezza. Si tratta, secondo me, di uno dei più bei testi del Futurismo che io abbia mai letto. Spero di avervi fatto cosa gradita.

Manifesto degli anarcofuturisti russi

 

Ah-ah-ah, ah-ah, oh-oh!

Riversatevi nelle strade! Chi è ancora fresco e giovane e non disumanizzato, nelle strade! Il panciuto mortaio delle risate è sceso in piazza, ebbro di gioia. Il riso e l’amore si accoppiano con la melanconia e l’odio, stretti l’uno contro l’altro nella possente, convulsa passione del piacere bestiale. Viva la psicologia dei contrasti! Spiriti intossicati e ardenti hanno innalzato la bandiera fiammeggiante della rivoluzione intellettuale. Morte alle creature della routine, ai filistei, ai sofferenti di gotta! Fracassate con un rumore assordante la coppa delle tempeste vendicatrici! Abbattete le chiese e i musei, loro alleati! Fate saltare in mille pezzi i fragili idoli della civiltà! Ehi, voi, decadenti architetti del sarcofago del pensiero, guardiani del cimitero universale dei libri: fatevi da parte! Siamo venuti per togliervi di mezzo! Tutto ciò che è vecchio va sepolto, gli archivi polverosi vanno bruciati con la torcia di Vulcano del genio creativo. Davanti alle ceneri svolazzanti della devastazione mondiale, davanti alle tele bruciacchiate dei pomposi dipinti, davanti ai grossi, panciuti volumi dei classici, ormai bruciati, marciamo noi, gli Anarcofuturisti! Spiegheremo orgogliosi lo stendardo dell’Anarchia sulla vasta distesa devastata della nostra terra. Lo scrivere non ha alcun valore! Non c’è mercato per la letteratura! Non ci sono prigioni, non ci sono limiti per la creatività soggettiva! Tutto è permesso! Nulla è vietato!

I figli della Natura ricevono con estasi gioiosa il cavalleresco bacio dorato del sole e il ventre grasso, nudo e lascivo della terra. I figli della Natura, sboccianti dalla nera terra, incarnano le passioni di corpi nudi e lussuriosi, li comprimono tutti in un’unica coppa generatrice e gravida! Migliaia di braccia e di gambe si intrecciano in un unico mucchio soffocante ed esausto. La pelle s’infiamma di calde, insaziabili, mordenti carezze. I denti affondano con odio nella carne tiepida e succulenta degli amanti. Occhi spalancati, attoniti, seguono l’ardente, pregnante danza della lussuria. Tutto è strano, disinibito, elementare! La convulsione, la carne, la vita, la morte! Tutto! Tutto!

Questa è la forza del nostro amore! Possenti, immortali e terribili, siamo noi nel nostro amore!Il vento del Nord infuria nella testa dei figli della Natura. E’ apparso qualcosa di terrificante – un vampiro della melanconia! Perdizione! – il mondo sta morendo! Prendilo! Ammazzalo! No, aspetta! Grida frenetiche e penetranti lacerano l’aria. Aspetta! La melanconia! Nere, sbadiglianti ulcere d’agonia coprono il volto pallido e terrorizzato del cielo. La terra trema di paura sotto i colpi possenti e colmi d’odio dei suoi figli. Oh, cose maledette e spregevoli! Essi ne lacerano la carne tenera e grassa e seppelliscono la propria sfiorente ed affamata melanconia nel fiume di sangue e nelle fresche ferite del suo corpo. Il mondo sta morendo! Ah-ah-ah! Gridano milioni di tossine. Ah-ah-ah! Ruggisce il gigantesco cannone dell’allarme. Distruzione! Caos! Melanconia! Il mondo sta morendo! Questa è la poesia della nostra melanconia. Siamo privi di inibizioni. Il lamentoso sentimentalismo degli umanisti non fa per noi. Piuttosto, vogliamo creare la trionfante fratellanza intellettuale dei popoli, forgiata con la logica ironia delle contraddizioni, dell’odio e dell’amore. Difenderemo coi denti la nostra libera unione, dall’Africa ai due Poli, contro ogni amicizia sentimentale. Tutto ci appartiene! Al di fuori di noi non c’è che la morte! Innalzando la bandiera nera della ribellione, chiamiamo a raccolta tutti gli uomini che non sono stati disumanizzati e rimbecilliti dall’alito venefico della civiltà. Tutti per le strade! Avanti! Distruggete! Ammazzate! Solo la morte non ammette ritorno! Estinguete tutto ciò che è vecchio! Il tuono, il fulmine, gli elementi: tutto ci appartiene. Avanti!

Viva la Rivoluzione intellettuale internazionale!

Via libera agli Anarcofuturisti, agli Anarcoiperborei e ai Neonichilisti!

Morte alla civiltà mondiale!

 

Gruppo degli Anarcofuturisti

Karkov, marzo 1919

 

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